Le logiche "perverse" del mondo politico italiano

Le logiche “perverse”
del mondo politico italiano.

In ogni forma di ragionamento, normalmente, si formula una premessa da cui si sviluppano una serie di considerazioni e si traggono delle conclusioni.
Se la premessa è corretta gli sviluppi del pensiero possono essere più o meno coerenti e le conclusioni accettabili. Se, invece, è sbagliata, e può esserlo più o meno consapevolmente ed in buona fede, le conclusioni non possono mai essere accettabili.
Nella situazione attuale la volontà degli uomini politici e dei Soloni dell’informazione di prevalere sugli altri porta li porta ad adottare il modello basato su una “ premessa sbagliata” che produce conclusioni aberranti. Questa attitudine “perversa”, praticata oramai da molti, corrode dal di dentro la nostra società e costituisce il suo male peggiore.
Il problema di andare più a fondo nell’interpretazione di questa logica nasce quando ci si rende conto che non è possibile parlare di questa logica in generale ma, se si vuole spiegare il fenomeno si è costretti a parlare di fatti singoli e correndo il rischio di dare l’impressione di essere interessati solo a quelli.
 Non è così. Il caso che viene trattato è solo esemplificativo di un fenomeno largamente diffuso.

 Caso n. 1 - In questo testo, a partire dal titolo, diverse volte è stato usato il termine “perverso”. Si tratta di un aggettivo che qualifica il sostantivo che lo segue ed esprime una valutazione che non ha bisogno di dimostrazioni.
I casi di aggettivazione “ perversa” sono talmente diffusi nel nostro linguaggio politico da essere diventati un modo di esprimersi accettato da tutti. Il danno che producono sul nostro modo di considerare la realtà è incalcolabile ma nessuno dice niente. Persino nei giornali della Rai-tv questo modo di distruggere situazione, uomini e cose attraverso un gioco di aggettivazioni, viene praticato senza che nessuno senta il bisogno di dire qualcosa.

Caso n. 2 - Il modo di costruire un ragionamento partendo da premesse sbagliate per arrivare a conclusioni desiderate, è un altro dei mali esistenti nel nostro sistema informativo e, forse, è il peggiore.
In occasione dei lavori riguardanti la nuova legge elettorale il ragionamento più diffuso aveva come premessa la denuncia di un “ inciucio” esistente fra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. I due leader politici si sarebbero reciprocamente impegnati ad approvare il modello di legge elettorale tedesco allo scopo di poter  governare insieme nella prossima legislatura.
Sulla base di questa premessa si dava per certo la fine del governo Gentiloni, il ricorso alle elezioni anticipate e la formazione di un governo di centro-sinistra e centro-destra. Tutto ciò era in aperto contrasto con quanto era stato stabilito nel congresso del PD e dagli impegni assunti, e mai disattesi, di Matteo Renzi accusato di essere un bugiardo matricolato.
L’avere dato per certo un “ inciucio”, che non è mai esistito, ha messo in moto una girandola di supposizioni e scatenato il caos. A un inciucio, confezionato con scarsa fantasia e considerazione dei fatti, ne erano seguiti altri a destra, a sinistra, al centro. Nel frattempo la proposta di riforma elettorale è stata tradita e più volte disattesa senza che nessuno dicesse niente.
Tutto questo fa parte di una follia da cui dobbiamo guardarci. Non è la sola.
Certo!
Di tutte, però, è la più grave.

Caso n. 3 - C’è, infine, un modo mascherato e “ perverso” di portare avanti la lotta politica. In diverse province del nostro Paese ci sono gruppi politici che combinano guai (azione) di fronte ai quali nascono spontaneamente comportamenti di rigetto (reazione). Chi ha agito, sbagliando, nel tentativo di mettere le cose a posto, accusa chi si è trovato nella necessità di reagire di essere la vera causa  di quanto è avvenuto.
Il caso di Torino è significativo a questo riguardo. Per mettere una pezza a quanto avvenuto in piazza San Carlo gli amministratori Grillini della città, hanno pensato di proibire, nella zona interessata, l’asportazione dai negozi di prodotti alcolici. Tutto ciò a partire dalle ore serali.
Come tutte le leggi non condivise anche questa disposizione ha prodotto una violenta reazione da parte del pubblico. Le bottiglie di alcoolici e super alcoolici, che non si potevano acquistare nei negozi, sono state portate da casa e consumate in barba alla legge.
Per evitare di compiere un errore tanto grossolano bastava sapere che il gangsterismo ha preso piede negli Stati Uniti sopratutto perché la popolazione non ha condiviso le leggi del proibizionismo.
E’ vero: sbagliando s’impara. E’ altrettanto vero, però, che in questa fase, la situazione a Torino è fuori controllo. La giunta comunale accusa di violenza ingiustificata la polizia e la polizia accusa di insensatezza l’amministrazione comunale della città.
Il problema vero è che, a Torino, la popolazione non condivide e non accetta il provvedimento della sua giunta comunale  ma questo nessuno lo dice.
Arrivati a questo punto l’utilizzo del termine “perversioni della politica” appare quanto mai giustificato. Se fosse possibile comprendere sino in fondo il modo con il quale vengono distorti i fatti e le notizie diventerebbe possibile conoscere le cause di certi fenomeni tenuti nascosti. Se si potesse operare in base al principio della buona fede esisterebbe per tutti una maggiore possibilità di avviare a soluzione molti dei problemi esistenti. Invece dobbiamo constatare che la distorsione dei fatti è sempre più penetrante e diffusa. La verità,a quanto pare, è meno appagante della menzogna. Soprattutto di quella programmata e costruita ad arte.

 

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