La violenza della corruzione.

~~La violenza della corruzione.

La corruzione è la più spietata e diffusa forma di violenza esistente. Sottrae quello che la gente comune ha diritto di avere per restituirla solo a pagamento.
Non stiamo parlando dei grandi sistemi corruttivi, organizzati per scambiare tangenti milionarie e fare i propri affari sulla pelle dei cittadini, ma dei piccoli-grandi fatti corruttivi che inquinano e, a volte, rendono intollerabile la nostra vita quotidiana.
Riguardano una licenza che non si trova, un permesso che non si riesce ad avere, una multa che non si può sanare, un rimborso che non si riesce ad ottenere, un appuntamento in tempi ragionevoli di una prestazione sanitaria, una tassa che si può eludere, una sentenza o un atto esecutivo che non si riesce ad avere. Prestiti che non arrivano mai. Liquidazioni milionarie erogate ad amministratori corrotti.
Nessuno è spontaneamente disposto a pagare per ottenere quello che ha diritto ad avere. Se lo fa è solo perché è costretto a farlo. È a questo modo che la corruzione diventa una forma spietata di violenza.
Il ricatto del “ Se tu non mi dai non avrai mai!” si trasforma così in una logica perversa che contamina le stesse leggi della sopravvivenza. Consente al politico, al burocrate, al funzionario, al dipendente comunale, a tutti quelli che sono in contatto con il potere, di esercitare infinite forme di violenza nei confronti di chi ha bisogno di avere quello che di diritto gli appartiene.
Per evitare questa forma di violenza il cittadino onesto diventa un corruttore e alimenta il sistema globale della corruzione che paralizza il Paese.
“ L’Italia è uno dei paesi più corrotti del mondo”- Si dice.
Questo è vero.
Però si tace il fatto che la corruzione non è indotta dalla nostra natura ma è frutto di uno stato di necessità. I nostri cittadini, noi tutti, siamo costretti a pagare quello che abbiamo diritto ad avere e siamo perennemente tenuti sotto ricatto da parte di chi detiene anche solo briciole di potere.
 I “ricattatori” si giustificano dicendo di estorcere il denaro a chi ha bisogno dei loro favori a causa di uno stato di necessità. La loro condizioni di vita, tuttavia, non giustifica niente: messa a confronto con quella delle loro vittime infinitamente migliore. Il problema comunque non appartiene al dare e all’avere della vita ma riguarda il senso morale che ciascuno di noi dovrebbe avere.
Se si vuole uscire da questa situazione è necessario che la corruzione venga trattata come un potere criminale e non abbia via di scampo
La legge che equipara il trattamento del “ corrotto” a quello del mafioso, attualmente in discussione al Senato, non deve essere modificata. Se possibile, deve avere efficacia retroattiva e deve essere applicata in modo spietato.

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