una signora perbene

I clarinettisti folli ci danno dentro

gonfiano le gote come rane bue.

Jack il pianista dirige l’orchestrina

topi bruciati

gli girano nel cervello pronti per

il triplo salto.

 

Pausa.

 

Il coro dei fiati si arrende

tre colpi di piede

armonica a bocca

e il ritmo riprende.

 

Ora tocca a me.

 

Ti prego, ti prego Jack

non farla sorridere

non guardarla non parlare

lei ti sta facendo male,  troppo male.

 

Come il sale nel sangue,

come l’aceto sulla vescica.

 

Non fate i cretini

compagni

scoppiate le trombe

graffiate i violini

 

(parlato)

 

questo è un gioco crudele

dove vince e stravince

la signora per bene

su Jack il pianista

un artista

fragile come un gattino

perduto nella tana della biscia.

 

(ripresa, tocca ancora a me)

La viola che piange

l’accordo tra le dita

ti ruba la vita, Jack

come scheggia impazzita

catapulti e ti sganci

 

(parlato)

 

una donna per bene ti stringe al collo le sue catene, e così ti hanno visto ondeggiare ubriaco sul piazzale del supermercato

e infine cadere

indimenticato Jack

(rullata finale)

in un mare di neve!

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