Crepa, puttana!

ritratto di 90Peppe90

Crepa, puttana!

 

Avevo voglia di scrivere qualcosa ma con questo caldo mi è impossibile anche solo grattarmi le palle, figurarsi sforzarsi di trovare l’ispirazione per scrivere un racconto o qualcosa di simile. Che poi nemmeno so da dove cazzo mi sia venuta, ‘sta idea, visto che non ho mai scritto niente. Sarà che, negli ultimi tempi, complice pure l’era social, tutti si arrogano il diritto di scrivere qualcosa, qualsiasi cosa, illudendosi che abbia anche solo uno sputo di senso. Credendoci fermamente, anzi. Ecco, ho ripetuto “anche solo” già due volte e non quante altre stronzate ma… be’, ieri notte m’è successa una cosa e… boh, ecco, voglio metterla per iscritto e… non è niente di che, una minchiata colossale, ma meglio per me, ché non mi affatico troppo, con ‘sto caldo d’Inferno, e meglio per voi, ché non v’affaticate troppo i vostri preziosi occhiucci.
Per cui… sì, be’, beccatevi ‘sta minchiata.
 
Non riesco a dormire.
Colpa della fottuta estate con il suo fottutissimo caldo.
Non solo mi toglie forze ed energie ma m’impedisce pure di recuperarle con qualche ora di sonno. Stanco, spossato, sudato. Gli effetti rinfrescanti della doccia sono stati annullati nemmeno tre minuti dopo aver chiuso i rubinetti. È bastato il tragitto bagno-camera da letto per far sì che il pigiama mi si appiccicasse a tutto il corpo.
Senz’alcun tipo di lavoro fisso e con l’università che procede a singhiozzo, vivo in un dannato buco d’appartamento privo di climatizzatori e con il ventilatore che ha simpaticamente deciso di averne le palle piene di farmi un po’ d’aria. E come dargli torto, pure lui si sarà rotto il cazzo di ‘sto caldo.
Sto a pezzi, uno straccio, gettato sul letto come una corda fradicia. Non tira un filo di vento attraverso la finestra spalancata. In compenso, fanno il loro ingresso, di prepotenza, i cordiali latrati dei miei vicini di casa, riuniti nella spaziosa terrazza che, da sola, è grande il doppio del mio appartamento.
È questo l’effetto che ha l’estate, su di me: mi drena della voglia di vivere. Avrei soltanto bisogno di riposare il corpo e la mente – l’asfissiante, umido caldo pare potersi infiltrare pure lì, dentro la testa. Mi viene faticoso persino pensare. Mi sfilo la maglietta del pigiama, poi anche i pantaloncini. Li appallottolo e li tiro via, da qualche parte, stracci inutili. Mi viene su il nervoso. Mi viene su il nervoso quando non riesco a prendere sonno. Tempo prezioso buttato nel cesso: non faccio nulla; né studio, né lavoro, né dormo, né leggo, né esco… nulla.
Accendo la TV e la metto su un canale musicale, nel tentativo di rilassarmi. A volte funziona. A volte no. Questa è una volta “no”.
È ora che la vedo entrare in stanza, proprio quando decido che anche i boxer mi danno troppo fastidio e le getto, a occhio e croce, nella stessa direzione prima percorsa dal pigiama. Nel frattempo tengo gli occhi fissi su di lei, digrigno i denti, altre gocce di sudore si aggiungono al pantano sulla fronte, sul petto, sulle spalle, sotto le ascelle, dovunque… anche in parti del corpo che non sapevo di avere.
«No, sta’ lontana…» Il mio tono di voce non mi piace, pare una supplica più che una minaccia o un ordine imperativo.
Tant’è che lei non mi ascolta nemmeno, non mi dà retta. Si avvicina, sorda alle mie parole, alle mie sofferenze. Non la voglio. Non voglio che mi si avvicini. Ma so che lo farà, testarda, bastarda, strafottente. Mi verrà addosso, appiccicosa com’è. Prima mi sussurrerà le sue cose all’orecchio, le sue cose fastidiose, cose delle quali non me ne frega un cazzo, e poi mi si butterà addosso. Dannata troia. Dannata puttana. Lei e la sua fottuta mania di volermelo succhiare. Non vuole starmi a sentire! E ora che sono nudo… peggio del solito.
Ecco che mi si piazza addosso.
Ma io stringo il pugno e stringo i denti e sono pronto.
Pronto a tutto.
Voglio dormire. Non me ne frega un cazzo né di lei né di nient’altro, neanche della musica che passa alla TV e che non sto nemmeno ascoltando e, men che meno, dei miei vicini che abbaiano. Dannata puttana, con quel suo fastidioso sussurrare alle orecchie e la sua voglia di succhiarmelo.
Non glielo permetterò.
Non ne ho la benché minima intenzione.
La mano scatta, rapida.
Colpisco.
Forte.
Duro.
Pesante.
«Crepa, puttana!»
Me la scrollo di dosso, lasciandola cadere per terra.
Il suo sangue sulle mie mani.
Non ho la forza per alzarmi (e tornare in bagno? ahahah, dico, state scherzando?!) le asciugo sulle lenzuola bagnate di sudore. Quasi più di me. Quasi. Molto quasi.
Torno a stendermi, rilassando i muscoli ma… sollevo la mano sinistra, laddove comincio ad avvertire un certo fastidio: sul dorso è affiorato un bubbone rosso che inizia a prudere ferocemente. Impreco tra i denti evitando di tirare una bestemmia che potrebbe scandalizzare i miei latranti vicini inducendoli al silenzio perenne (il che, dopotutto, non sarebbe male).
La puttana è riuscita a succhiare.
Maledetta zanzara di merda!

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Il tuo gradimento: Nessuno (1 voto)

ritratto di Vecchio Mara

un racconto svelto...

giusto per le sarate afose, quelle in cui si suda pure a leggere... anche se devo dire che  qui, in montagna, si sta abbastanza bene... chi fosse la protagonista femminile l'avevo capito un po' prima del finale, quando ho letto: E poi si attaccherà a me. Non il tuo miglior noir, ma sicuramente  il più pungente, oserei dire.

Ciao Peppe

Giancarlo 

ritratto di 90Peppe90

Crepa, puttana!

Magari cambio quella parte... in effetti, il rischio principale con questo tipo di racconto è quello che il lettore, che mica è scemo, capisca come stanno le cose solo al momento giusto. E sì che, d'altra parte, era un raccontino davvero senza pretese e che ho pubblicato perché volevo tornare a ronzare e pungere su Net dopo qualche mesetto privo di nuovi racconti, ma, di certo, se non fa il suo lavoro ci rimango male ugualmente, eheh.

Più svelto tu a commentare subitissimo, GC!, ahah.

Un grande abbraccio, amico mio.

ritratto di Rubrus

***

Be', potrebbe andare peggio. Potrebbe mancare la corrente e quindi niente ventilatore nè condizionatore. A me è appena successo. Per fortuna credo che qui faccia meno caldo di giù. 

Racconto molto buono. Conciso, stile adeguato, struttura a sorpresa con svelamento nell'ultima frase. E' una storia, cavolo. Che caspita deve aspettarsi uno che vuole scrivere: un sms da una delle muse? Si guarda intorno, si lascia prendere da un'idea e la schiaccia sulla tastiera.

Tiè.

   

ritratto di 90Peppe90

Crepa, puttana!

"Per fortuna"... be', se la si può considerare tale... ahahah

Non so, il tizio del racconto avrebbe voluto scrivere qualcosa di più... di più, insomma. Invece si è accontentato di una ronzante idea... forse si tratta di muse di seconda, terza o quarta categoria. E lui, comunque, l'ha schiacciata. Sia la storia che la zanzara.

Ciao, Rub!

ritratto di Elisabeth

Io non la trovo affatto una

Io non la trovo affatto una minchiata. Velocissimo, ironico pur mantenendo il torbido. Tra le altre cose si addice perfettamente a questa estate... bravo. ciao Peppe.

ritratto di 90Peppe90

Crepa, puttana!

Ci sono quelle minchiate che, pur essendo tali, riescono ad essere anche interessanti e divertenti. Se questa storia è riuscita in ciò, penso proprio di potermi ritenere soddisfatto. Sì, tipicamente estivo, va proprio a prender vita all'interno degli elementi più fastidiosi dell'estate.

Ciao, Lis, grazie come sempre!

No, non è una minchiata....

....anzi, tutt'altro!

E anche se dal titolo mi aspettavo un noir/splatter dei tuoi, in poche righe sei riuscito a farmi restare incollato al video con una storia completamente divesra.

Anche io avevo capito chi era la "puttana" qualche riga prima del finale, ma trovo comunque questo tuo pezzo pregevole, perché si vede che lo hai scritto di getto ma hai saputo renderlo piacevole ed assolutamente non banale.

E' il tuo stile: sai descrivere gli stati d'animo in modo eccezionale, usando i termini giusti (in questo caso parecchio "scazzati", visto come stanno andando le cose) e il racconto si trasforma in noir proprio per l'atmosfera cupa e soffocante (in tutti i sensi) che si respira in quel buco di appartamento. Caldo, sudore, zanzare, sonno che non viene, vicini rumorosi: spero tanto non sia autobiografico!

Insomma, piaciuto molto.

 

p.s. ma le zanzare sono una piaga anche da voi? Pensavo fossero una prerogativa di chi vive in mezzo alle risaie......