MELODRAMMA D'AMMORE

Melodramma D’ammore

 

Di Giandomenico Ferraro

 

 

Luogo in Napoli tra piazza Dante e via Toledo,  fuori il Bar Martone in piazza carità fin giù i giardinetti pubblici di via Marina.

Totonino era un tipo che viveva perennemente con la testa tra le nuvole non era alto , neppure tanto basso, ed aveva un grosso naso , su cui molti passeri si posavano e di inverno era sempre raffreddato , aveva pochissimi amici non perché fosse misantropo il fatto che lui non si fidava di nessuno è sperava sempre che il mondo crollasse in una grande crisi mistica e da un momento all'altro comparisse un nuovo messia. Totonino gli piaceva bere birra di prima mattina , ed amava perdutamente una donna che abitava a Mezzocannone che si chiamava Angelina e faceva la lavandaia di sera frequentava vari locali di Napoli ove si esibiva come cantante. Angelina non era bella ma formosa aveva quel non so che che ti cattura al primo sguardo e ti trascina con lei verso mondi surreali verso una storia a lieto fine. Totonino la pensava sempre, la sognava seduto sopra ad un albero, sopra una nuvola mentre il vento lo portava lontano da ogni angherie. Un vento che ride agli ultimi e ti fa star bene. Totonino che piange il suo amore che si dispera che fa cape e muro contro un dolore che emerge da quella ferita amorosa , mentre Angelina se la spassa tra le braccia di un altro. Angelina che balla nuda con un capello in testa , circondato da dieci forzuti negroni. Orribile sogno , un incubo che perseguita Totonino che si gira nel letto piangente con il cuscino sopra la testa, sogna, suda vorrebbe morire non essere mai nato e con il vento , volare via , portare con sé Angelina in un luogo sicuro renderla regina ,signora della sua misera vita .

La vita è una mano che lava l'altra, crudele calunnia , una zizzania che conduce poveri uomini su l'orlo della pazzia , in momenti che non hanno significato , forme astratte dove si concentra il nostro pensiero in una ricerca spasmodica di ciò che noi siamo agli occhi di chi amiamo. Il tempo giunge e conduce ogni essere, verso qualcosa di inconoscibile una tabula rasa , un senso ,un enigma che rincorre una logica astratta e tutti possiamo partecipare all'ultima cena, essere discepoli, fratelli di una fede millenaria che ci condurrà ad una effimera salvezza , un utopia , che non ha certezze ,forse solo una gran sciocchezza, forse un miraggio ,un miracolo. Ed è quello che accade a Totonino un bel giorno mentre sedeva sotto un albero e sognava la sua Angelina la sua anima gemella quell'angelo di luce che l'avrebbe condotto un giorno in paradiso in mezzo ai santi ove avrebbe cantato l'eterno Te Deum .

Totonino sperava di poter cambiare il mondo, forse essere lui quel messia atteso da tanti secoli. Un nuovo santo, un grande filosofo uno che avrebbe cambiato la faccia della terra, l'avrebbe resa migliore , forse più vivibile libera da falsi ipocriti politici, senza furbetti del cartellino, senza croci , senza pecore nere, senza un diavolo per capello. Sognare è lecito, correre nei sogni altrui , correre incontro una felicità una favola bella che illumini la mente è renda sereno il viaggio intrapreso. Cosa aveva fatto di male Totonino , cosa voleva dimostrare con i suoi tanti sacrifici, con l'amare Angelina , con il ridere ed il vivere che lusinga gli ultimi li rende schiavi del piacere , di una filosofia senza anima, senza fine. Filosofie futili , bugie, forse tutto un grande sciocchezza, scoprire la verità che in noi, la verità che ci rende libero dalla società , che ci rende schiavi di un sistema corrotto. Totonino amava Angelina a tal punto da impegnarsi una colonnina d'oro , regalo della defunta madre e partire alla ricerca di un isola felice dove condurre la sua Angelina e renderla regina dei suoi sogni. La colonnina dopo poco tempo che l'ebbe venduta risultò essere rubata , la prova di un terribile delitto, un pezzo mancante di una refurtiva mai ritrovata , una rapina ai danni di una vecchietta dei quartiere spagnoli. Un indagine che gli agenti avevano condotto mostrato la foto per tutta Napoli, dopo aver girato per tre giorni tra accattoni e rigattieri , tra chi vende l'oro , chi lo compra, chi lo ruba, chi lo smercia. Il povero Totonino fini cosi per essere un ricercato anzi un pericoloso ricercato , un assassino crudele che sgozzava le vecchie nel sogno per rubare le collanine d'oro.

Questo emerse sul conto del povero Totonino ignaro di tanti pettegolezzi , intento a cercare un isola felice dove poter condurre la sua Angelina che fu subito interrogata dal maresciallo Angelucci un padre di famiglia , tanto grasso che faceva schifo a guardarlo, con un perenne strano odore addosso, sempre sudato, rosso come un peperone. Il maresciallo Angelucci aveva una zia suora che era stata beatificata nel lontano duemila durante il giubileo, venne fatta beata e create tante piccole immaginette della sua povera zia tra fiori ed angeli . Ora il maresciallo quella immaginetta la portava sempre con se . Quella ragazza che aveva davanti a sé in quell'assolato pomeriggio , lo faceva sudare come un porco gli stava simpatica anzi avrebbe voluta mandarla via subito ma la legge è legge ed il maresciallo Angelucci la interrogò per diverse ore Angelina si fece dire tutto quello che sapeva di Totonino dove fosse e che tipo poteva essere . Se l'aveva sentito e da quando lo frequentava. Angelina rimase muta per mezz'ora poi scoppio a piangere e confesso che aveva fatto l'amore con diversi creditori, conoscenti e compagni di Totonino che lo volevano morto , perché gli doveva molti soldi e favori mai ricambiati.

Angelina poverina piange e confessa le sue colpe mentre il maresciallo Angelucci si beve un caffè ,pensando alle parole di sua zia suora che gli dice. Angelucci fai il bravo ,aiuta il prossimo ,non ridere alle spalle degli indifesi se puoi non gettare la chiave nel fossato dove stanno i coccodrilli. Povera Angelina ancora frastornata , il trucco si scioglie cola lungo il viso il rossetto si sbianca il rimmel scende come una lacrima leggera giù verso il mento , gocciola sul suo prosperoso seno. Gocciola sulle braghe del maresciallo che la consola dicendogli non si preoccupi tutto prima o poi verrà a galla, ogni peccato sarà perdonato, ogni delitto sarà punito.

Totonino continua a girare il mondo, andare lontano cosi lontano dove non si conosce fine, dove non si conosce limite , cosi lontano che un bel giorno lo intravedono sulle montagne della luna che vuole comprare un pezzo di stella da un marziano di passaggio, un altro giorno lo rivedono in Cina insieme ad un gruppo di giapponesi che vuole comprare un pezzo della grande muraglia .

Verso il duemila diciassette appare tutto ad un tratto in televisione nel telegiornale delle sette che declamava dei versi per la sua Angelina. Il santo padre commosso da quell'amore cosi carnale fece recitare una preghiera per quella pecorella smarrita in tutti i conventi della bassa Italia.

Il fatto che ognuno possa diventare santo , non mette nessun veto al personale percorso individuale la santità non è un optional un accessorio di una macchina da corsa e quella santità che aveva conquistata la zia del commissario Angelucci che invito a casa sua Angelina a pranzo facendo andare su tutte le furie la moglie la signora Caterina che gli disse in faccia di cosa pensava di quella svergognata, senza morale, senza mutande e con una gonna troppo corta. Ma chi siamo noi e come potremo mai far cambiare idea al nostro prossimo su ciò che siamo su ciò che rappresentiamo. Angelina a pranzo dal maresciallo Angelucci mangiò ogni cosa preparato con cura da sua moglie bevve due bottiglie di vino e alla fine del pranzo rutto cosi forte che Totonino di stanza sopra un altopiano della Siria sembrò udire una voce amica , conosciuta in quell'eco in quel suono cosi soave trasportato dal vento che corse sulle onde del mare per giungere ai suoi orecchie.

Cosa siamo noi in vero ? cosa rappresenta nell’universo metafisico il povero Totonino, un uomo che aveva sempre sofferto tanto nella sua vita , aveva mangiato sempre pane e merda, pane e bestemmie, pane e cane ed era stato schiavo per giunta in una guarnigione di arabi musulmani filo palestinesi , amici di Stalin e aderenti alle teorie nazional fasciste di Benito Mussolini. Il poveretto incatenato come un cane ad un palo dovette bere non so quanti litri di olio di ricino che durante poi la sua vita di quella che gli rimase evacuo per diverse volte l'animo e tutto quello che aveva sognato. Ma l'amore per Angelina rimase sempre chiuso nel suo cuore, intatto ,immacolato anche se il suo stomaco era sempre vuoto causa dell'olio bevuto.

Una sera d'estate una stella passò vicino la terra la sua scia trascinò con sé un poveretto senza fissa dimora , la stella cadente corse incontro le altre stelle , corse fino verso la morte poi verso Marte la il vagabondo vide Totonino prigioniero delle sue idee, dei suoi mostri , vide chi era veramente totonino, un Dio antico senza nome , senza volto .E quando ritorno sulla terra , andò in cerca di Angelina che intanto era diventata cameriera in casa del maresciallo Angelucci e poiché non si dica che il maresciallo non aiuta i diseredati gli ultimi, chi ha bisogno. La moglie ogni notte che va a dormire con lui , sdraiati nel loro talamo gli ricorda che il suo stipendio non basta a sfamare tante bocche, circa trenta migranti provenienti dal Sudan e quattro donne in attesa di un bambino. Per non ricordare , che ci sono in casa tre cani e quattro pappagalli e che Angelina la vista far l'amore con uno assai strano con un cicatrice sul viso e che lo gli ricordava scarfage. E che la deve finire di portare tanta gente in casa sua che non c'è posto più per ospitare gente. Che i loro tre figli Antonio e Luca ed Emilia stanno imparando un sacco di male parole da quella strana gente che lui continua a portare a casa e se non la finisce lei chiede il divorzio se ne ritorna a vivere dalla madre e si dimentica pure della sua zia beata che tanto i santi non fanno miracoli con lo schiocco delle dita e che le bocche da sfamare sono tante e lei non c'è la fa più a sopportare nessuno.

Cenzino il barbone della ferrovia che aveva visto totonino su marte in mezzo di una banda di marziani che gli aveva raccontato di nascosto la sua storia , quando tornò sulla terra si mise a scrivere quella memoria che rese tanto bella e tanto veritiera che fu pubblicata sul mattino di Napoli poi chiamato a Milano dal cavaliere bisciolone che gli diede un ufficio tutto suo , dove poter scrivere altre storie di quel genere. Cenzino fece delle accurate ricerche per ritrovare Angelina ma sopratutto attese impaziente che Totonino ritornasse da Marte, anzi che venisse rilasciato da quella banda di furfanti del pianeta Marte. Per questo pagò un astronave che doveva andare di li a poco passare per quelle parti , una borsa piena di denari per pagare il riscatto . Totonino venne rilasciato tre anni dopo ritornò a Napoli che era magro come un chiodo e non ricordava più dove era stato, ne tanto meno chi fosse stato prima. Fini per andare a dormire anche lui nella sala d'attesa della stazione centrale di Napoli. La notizia del ritorno fece il giro della città e del mondo ed apparve su repubblica e fu anche riferita nel telegiornale delle otto del terzo canale. Cenzino quando lo seppe non stava più nella pelle corse a Napoli ad abbracciare l'amico e Angelina si fece tanto bella , cambiò colore dei capelli da castani a rossicci e si mise pure il vestito buono chiese il permesso alla sua padrona la moglie del maresciallo Angelucci di per poter avere uno o due giorni liberi.

Bello , cosi bello da non crederci , come aveva potuto accadere tutto ciò, come avrebbe fatto Totonino a vivere senza la sua Angelina, senza sarebbe morto di certo , saremmo morti tutti noi se non avremmo mai saputo la sua incredibile storia raccontata da Cenzino ex barbone della ferrovia con il plauso del cavaliere bisciolone e di sua eccellenza cardinal Pauluccio.

Sarebbe stato veramente una crudeltà , lei una stella caduta dal cielo con tutte le sue lacrime, con tutte le sue calunnie , con tutto l'odio accumulato in questa vita , avremmo seguito il carro funebre dove le due bare unite in eterno viaggiavano verso un terra promessa , verso un loculo , verso un pezzo di terra un isola felice che avrebbe custodito per sempre quel loro amore , quella vaga illusione del vivere che risveglia in noi il senso del bello, ci fa riflettere ci porta tra le stelle insieme a Totonino insieme al maresciallo Angelucci beato anche lui con sua zia santa tra i santi del paradiso che ride di noi poveri mortali in lotta in questa vita mediocre in questo lungo sogno che nasconde sortilegi, misteri , parole mai dette , amori senili simili a fratelli e sorelle.

A dispetto di ogni male e dicerie Totonino sposò Angelina il quindici d'agosto tutti gli invitati e furono davvero tanti , portarono agli sposi numerosi regali , perfino chi aveva tenuto prigioniero il povero Totonino lassù tra le stelle fu cosi clemente che scesero sulla terra con una astronave tirata a lucido con tanto oro, gemme preziose, tanti rubini quanto pesava e Cenzino fu incoronato poeta ufficiale dalla Mondadori e Angelina era veramente raggiante quel giorno con un lungo spacco faceva vedere e intravedere la sua parte migliore che un suo antico amante fu arrestato per tentata violenza carnale.

Storie ,finzioni , leggende, parole crociate , corrono nel vento dell'estate corrono sulle onde del mare tra i sorrisi dei bagnanti, tra amori giovanili stelle e miraggi ora usciamo dal nostro corpo , usciamo dal nostro quotidiano dire, armati di tanta fede di tanto amore seguiamo il corteo che ci condurrà in chiesa ad assistere al matrimonio di Totonino ed Angelina. Tutti presenti, seduti in prima fila i benpensanti e malelingue , le persone importanti il sindaco ed il presidente il giudice ed il romanziere il vecchio topo amico di Totonino, l'orco della fiaba mai raccontata l'amante segreto di Angelina. E la in ultima fila tra i santi ed i dannati i musici con la chitarra ed il trombettista che fa un assolo che ti fa venire la pelle d'oca, esalta questa storia che si congiunge alla nostra vita, alle nostre colpe di uomini e donne. Inseguendo questo eterno lieto fine , inseguendo il bene che scaturisce dalla nostra ragione , dal nostro amore noi siamo non siamo e senza volerlo facciamo parte integrante di una storia fantastica che trascende il nostro concetto di essere umani molto simile al nostro sogno di uomini liberi.

 

 

 

 

 

 

 

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