spaisto ri

Uscii dalla doccia indossando il kimono in finta seta giapponese hiraginu, quella con il ricamo di un enorme polipo rosso su sfondo nero.

Mi diedi una fugace occhiata attorno, dove avrebbero potuto nascondere delle microspie?

Sul grande lampadario della stanza decorato da una cascata di manette?

Sopra l'armadio fatto di legno compresso? In realtà, più che un armadio, sembrava un enorme scatolone di cartone.

Non vidi nulla che potesse sembrare una microcamera, quindi mi avvicinai indifferente alla foto di Barbie e Ken, fingendo di appoggiarmi al muro per asciugarmi i piedi, scostai lievemente la foto... tutto a posto, il muro era ancora intatto!

Mi rivestii velocemente e uscii dalla mia camera, il crucco se ne stava ancora nel corridoio a sorvegliare, evidentemente il terzo era dentro la stanza del miliardario nazista a trafficare.

Scesi nella hall dell'albergo, c'erano un sacco di facce nuove, vidi nel parco interno i tre panzoni afgani che si dirigevano verso la piscina, questi passavano la maggior parte del loro tempo a mollo, bella la vita degli agenti della NDS!

A quello del Mossad non era andata così liscia, doveva correre da una parte all'altra del bar a portare bicchieri... forse era questa la differenza tra il Mossad e gli altri, i primi si facevano il culo per mantenere la copertura, gli altri si facevano una vacanza di salute e basta!

Chissà dov'era finita la mia dea in rosso?

Non ce la vedevo a lavorare sodo, con quei suoi modi aristocratici era più credibile in un salotto a disquisire di scarpe con tacco 12 che a trafficare in una cucina.

Come tutti, anch'io, vivevo di pregiudizi.

Dal montacarichi della hall sbucò la gentile cameriera in alta uniforme della sera precedente, appena mi vide mi sorrise e mi si avvicinò.

Io ebbi un attimo di terrore, se questa graziosa stronza avesse iniziato a parlare troppo mi avrebbe bruciato la copertura, nella hall c'era molta gente, e non sapevo quante orecchie erano sintonizzate sul mio canale...

Feci per uscire nel parco interno, lì c'era meno gente, lei mi seguì senza dare nell'occhio, per essere un graduato dell'esercito argentino non era poi così scema!

“Buonasera”

“Buonasera a lei”

“Come va?”

“Tutto bene, grazie, e lei”

“Come al solito; si lavora”

“Lei ha rassettato la mia stanza?”

“È il mio lavoro...”

“Certo”

“Stranamente mi hanno ordinato di non rassettare la stanza a fianco la sua, quella dei tedeschi...”

“Sa come sono questi tedeschi, vogliono sempre fare tutto per i cazzi loro...”

“Avranno qualcosa da nascondere...”

“Tre maschioni dentro una camera di un albergo per coppie clandestine hanno qualcosa da nascondere sicuramente...”

Nonostante la mia gretta ironia omofobica la cameriera in uniforme si fece una bella risata...

“In quest'albergo passano un sacco di persone strane...”

“Dice? Beh, in un albergo che fa sconti alle coppie clandestine cosa si aspettava? La bella famigliola felice della pubblicità del riso soffiato? Se la può far sentire meglio sappia che qualche corna ogni tanto, in taluni casi, salva la coppia da un triste naufragio, il tradimento è ipocritamente sopravvalutato come colpa, alla fine molta gente lo usa come valvola di sfogo per poi tornare all'ovile... quindi, in realtà, questo albergo probabilmente ha contribuito a tenere in piedi famiglie che altrimenti si sarebbero sfasciate...”

“Può darsi, ma io non trovo il tradimento la soluzione!” Disse la capitana coraggiosa un po' stizzita.

Era chiaro, anche questa dolce pulzella in uniforme temeva il tradimento ma, come per magia, se a tradire fosse stata lei, il tradimento l'avrebbe visto subito sotto un'altra luce, diciamo più sopportabile e giustificabile...

La paraculaggine vinceva sempre!

Tra l'altro io parlavo in qualità di cornuto non di cornificatore!

La dolce camerierina in uniforme dovette tornare subito a lavoro, quindi io, smarcato, mi diressi spedito al bar dell'albergo, arrivato al bancone degli elettrodi mi venne servito un Manhattan senza che io chiedessi niente...

“Para mí?”

Si señor que tengo que entregar este

E mi diede una piccola busta sigillata, il Manhattan era sicuramente opera della mia dea in rosso, mi andai a sedere ad una scrivania isolata e aprii la busta.

La mia Venere in rosso scriveva che alle 22:30 avrei dovuto agire come d'accordo, naturalmente avrei anche dovuto distruggere il biglietto immediatamente...

guardai l'ora, erano le 19:36, quindi avevo ancora tre ore per cazzeggiare al bar.

Strappai il biglietto in mille pezzi e iniziai a sorseggiare il Manhattan...

Ero estremamente tranquillo, fare due foto del cazzo era veramente un lavoro da ragazzi, i crucchi non sembravano poi così svegli...

Comunque la mia amica della S.I. evidentemente si era legata al dito i miei pensieri fatti sul suo Manhattan, piccola permalosetta...

Il vecchio Schmidt aveva anticipato il suo arrivo... poteva essere un buon segno, poteva voler dire che i sui cani da guardia reputassero l'albergo sicuro, quindi il loro capo poteva tranquillamente venire a farsi la sua scopatina fuori porta.

Vidi che il “paisà” mi guardava serio dall'altra parte del locale, quando incrociai il suo sguardo mi fece un lieve cenno con la testa, ok, lo sapeva anche lui... chissà come cazzo faceva?

Gli afgani erano a fare i lamantini in piscina... chissà se lo sapevano anche loro dell'arrivo dell'amico nazi?

Va be', chi se ne fotteva, bastava che lo sapessi io!

Effettivamente il Manhattan non era male... anche questa volta la dea aveva ragione, era insopportabile!

Quello stronzo del barista era bravino a fare i cocktails ma era negato per i caffè!

Alle 21:25 mi alzai dalla scrivania e lentamente presi la strada per la mia camera, passando nella hall buttai un occhio se era tutto tranquillo, un crucco passeggiava nervosamente davanti l'entrata, io salii sul montacarichi.

Partii con un certo anticipo poichè sarebbe sicuramente risultato più sospetto se fossi salito in camera poco dopo il vecchio miliardario sporcaccione.

Naturalmente, al piano, incrociai il secondo crucco, che, come al solito, mi guardò male... che testa di cazzo!

Aveva visto troppi film di pessima qualità!

Entrai in camera con l'espressione più cogliona che riuscii a riprodurre, non fu difficile...

Ok, tra poco sarebbe toccato a me, mi sdraiai sul letto in attesa dell'ora convenuta...

qualche minuto dopo sentii un po' di trambusto in corridoio; un crucco ce l'aveva con qualcuno, riuscii a sentire la flebile vocina della camerierina in uniforme che si scusava... questa piccola minchiona era arrivata al momento sbagliato, infatti poco dopo sentii dei passi uscire dal montacarichi, erano più persone, una di queste aveva dei tacchi... era arrivato il vecchio nazista miliardario con il suo troione da battaglia!

Restarono in corridoio a parlare con i tre crucchi.

Quindi silenziosamente misi un asciugamano per terra sotto la foto di Barbie e Ken e con due dita spaccai lo stucco che cadde sul morbido asciugamano non emettendo alcun rumore... troppo facile!

Non aspettai le 22:30 per rompere lo stucco, era meglio farlo prima che questi entrassero in camera...

lo specchio proiettava l'immagine dall'alto del letto, una prospettiva degna della migliore stanza di un bordello di lusso!

Entrarono in camera, io mi preparai con la macchina fotografica...

dall'alto non si capiva bene, lui era un vecchio alto e magro, aveva ancora tutti i capelli, lei però sembrava un po' stagionata per essere l'amante di un vecchiaccio pieno di soldi!

A guardar bene quella era una vecchia mummia di merda!

Questi miliardari avevano proprio degli strani gusti sessuali, con tutti quei soldi poteva permettersi le più splendide minorenni del pianeta!

Invece questo prediligeva l'innegabile fascino di Tutankhamon!

Va be', non ero lì per sindacare sui gusti di herr Schmidt, ognuno aveva le sue perversioni!

Anche a me, nel mio piccolo, era capitato di scoparmi dei gran bei cessi, e pensare che avevo avuto anche qualche imbarazzo dopo, mentre invece, probabilmente, ero stato spinto ad andare con quelle donne dalla mia inconsapevole indole da magnate della siderurgia! Non dai litri di alcol che mi ero scolato, come pensavo!

Comunque il vecchio nazista era un gentiluomo, servì prima da bere alla sua amante egizia... questa si sedette sul letto e scoprì le gambe.

…Dove cazzo avevo messo l'antiemetico?

L'amico la tirava per le lunghe...

-Amico che cazzo aspetti?! Hai visto che bocconcino? Saltale addosso e strappale le mutande, non mi farai stare qui tutta la notte a guardare te che fai il cascamorto con quel residuato bellico?! Forza generale! Non ti ricordi più dell'efficacia della blitzkrieg?

Finalmente partì un bacio, dovevano stare attenti a non agganciarsi le dentiere...

Il vecchio Schmidt iniziò lentamente a infilare le mani sotto il vestito della cariatide, avrebbe trovato ben poco sodo lì...

Io iniziai in scioltezza a scattare le prime foto, niente di che, ma per una buona documentazione dovevo partire dai preliminari.

-Vecchio zozzone, la tua rispettabile ehefrau lo sa che fai queste porcherie?!

Aveva un suo lato divertente questo lavoro!

Quando iniziarono a spogliarsi ebbi un attimo di tentennamento, lui rimase con mutande e calzini blu, lei con una tetta penzolante fuori dal reggiseno e un tanga viola... tra il reggiseno e il tanga solo pieghe.

Quello che fotografai dopo non poteva più essere considerato un normale rapporto sessuale... quella era necrofilia bella e buona!

In ogni caso, considerando il fatto che quel vecchiaccio aveva circa novant'anni, bisognava ammettere che ci dava dentro!

Dalla mia prospettiva quei due, in alcune posizioni, ricordavano l'impasto per le pizze!

Le tette di lei penzolavano come orecchie di coker, lui ogni tanto doveva ripigliarsi dal naturale afflosciamento dovuto agli anni sul groppone.

Scattai un sacco di foto, i miei cari amici spioni potevano farci un intero book fotografico su questo caso!

Quando si placarono, partirono delle imbarazzanti coccole, io scattai ancora un paio di foto e poi mollai, non avevo mai sopportato le coccole postume in prima persona, figurarsi in terza!

Comunque decisi che almeno le coccole erano affari loro!

Missione compiuta!

Rimisi la fotografia di Barbie e Ken al suo posto e mi riguardai le foto appena fatte, un bello schifo!

Comunque efficaci, il viso di entrambi era stato più volte fotografato, quindi non potevano esserci dubbi sulla veridicità di quegli scatti privatissimi del nostro amico miliardario.

Gradimento