La TV dei ragazzi e i pomeriggi senza smartphone e tablet - da "I racconti del cuculo (2°serie)"

ritratto di davecuper

I bambini di oggi hanno lo smartphone, il tablet, innumerevoli App da scaricare, oltre che centinaia di canali televisivi dedicati a loro.
Noi, bambini degli anni '70, non avevamo tutta questa varietà di strumenti e di scelta e ci dovevano accontentare di quello che c'era.
I pomeriggi li passavamo a studiare sopra i libri e nei momenti di pausa ci mettevamo davanti alla televisione, per staccare la spina e recuperare le energie mentali.
Questi momenti di pausa erano anche l'occasione per gustare, davanti ai telefilm e cartoni animati, i corroboranti e tonificanti preparati casalinghi che ci somministravano le nostre madri, ansiose di rimetterci in forza per le restanti ore di studio.
Tra i preparati casalinghi non poteva mancare lo squaglio, una soluzione di cioccolata liquida dagli effetti devastanti per l'intestino e lo zabaione, una bevanda all'uovo integrata dal liquore Marsala, dal sapore dolciastro e zuccheroso.
La RAI, l'unica emittente televisiva dell'epoca, ci teneva compagnia, con la TV dei ragazzi, un contenitore dove trovavano posto vari programmi adatti ai bambini di età scolare.
La TV dei ragazzi occupava una fascia oraria che andava dalle 17.00 alle 20.00 e all'interno di questa fascia scorrevano tutti quei programmi che accompagnarono la nostra infanzia.
Tra i telefilm: “Tre nipoti e un maggiordomo”, telefilm in cui lo zio Bill, aiutato dal maggiordomo del suo appartamento, il signor French, è alle prese con i tre nipoti Jody, Buffy e Cissy; “Furia”, il cavallo più intelligente del West, reso famoso anche dalla canzone della sigla cantata da Mal; “Tarzan”, l'uomo dall'inconfondibile grido, che vive nella giungla in compagnia della sua donna Jane e della fida scimmietta Ceethaa; “Woobinda”, il veterinario amico degli animali e di tutti gli animalisti; “Rin tin tin” e il Caporale Rusty, cioè il cane soldato e il suo piccolo padrone che vivono all'interno di un forte militare; “Zorro”, l'uomo con la mascherina sugli occhi e il mantello nero che incide sui vestiti delle sue vittime, con la spada, la sua firma, la “zeta” di Zorro; “Orzowei”, il ragazzo bianco Isa, che non è accettato dalla tribù Bantù dove è cresciuto e si rifugia in una tribù di Boscimani dove incontra il saggio Pao; “Pippi calzelunghe”, la bambina svedese con le trecce lunghe e con i dentoni pulitissimi; “Mork e Mindy”, con le prime apparizioni in Tv di Robin Williams e il suo personale saluto, “nano-nano”; “Happy days”, con le avventure della famiglia Cunningham, in particolare del figlio maggiore, Richard, detto Richie, e dei suoi amici Ralph, Potsie e Fonzie; “Le isole perdute”, le avventure di un gruppo di ragazzi naufraghi nelle isole Tambu e Malo, alle prese con un tiranno, il signor Q, che non permette loro di lasciare l'isola.
Tra i cartoni animati: “Heidi”, che vive con il nonno in montagna ed ha come amici il piccolo montanaro Peter e la sfortunata Clara, costretta sulla sedia a rotelle e vessata dalla terribile signorina Rottenmaier; “Le avventure di Remì”, il piccolo orfanello che diventa saltimbanco e con il maestro Vitali gira la Francia a fare spettacoli in strada, insieme alla scimmietta Joli coeur e ai cani Dolce, Zerbino e Capi; “Capitan Harlock”, con la sua astronave e la sua inconfondibile cicatrice sul viso; “Le avventure di Tom Sawyer”, con il protagonista, Tom, che vive con la Zia Polly e il fratellino secchione Sid e che passa le sue giornate a fare dispetti insieme al suo amico Hukleberry Finn e alla sua amichetta Becky, sotto la perenne minaccia dell'indiano Joe; “Atlas Ufo Robot”, conosciuto anche come “Goldrake”, dal nome dell'astronave che guida Actarus, il giovane protagonista del cartone animato giapponese insieme ad Alcor e Venusia; “Supergulp”, il contenitore di storie a fumetti e cartoni animati, tra cui “I fantastici 4”, “l'uomo ragno”, “il gruppo TNT” e “Batman”.
All'inizio degli anni '80, con l'avvento delle TV locali, si assistette ad una nuova infornata di programmi per i ragazzi: “ Harlem contro Manhattan (il mio amico Arnold)” con le avventure del piccoletto Arnold e di suo fratello Willis, bambini di colore adottati da un ricco signore bianco americano, il signor Drummond, che abita in un attico a Manhattan insieme alla figlia Kimberly ed alla governante di casa; I “Jefferson”, con le avventure di George Jefferson, un imprenditore a capo di una catena di lavanderie e della moglie Louise, detta “Whizzy”. I due protagonisti sono alle prese con la vecchia madre di Tom, con la domestica acida e zitella Florence, con i vicini di casa, tra cui una coppia mista (lui bianco, lei di colore) e il signor Bentley, un vicino strano, misterioso e dal sofisticato humour inglese; “la famiglia Bradford”, una famiglia composta da ben otto figli in cui il capofamiglia, Tom Bradford, insieme alla nuova compagna, mostra, anticipando i tempi, come si vive in una famiglia allargata; “Tre cuori in affitto”, con le avventure di due ragazze che dividono l'appartamento con un uomo che si deve fingere gay di fronte al proprietario, il burbero Stanley Roper che vive al piano di sotto con sua moglie Mildred.
No, noi non dovevamo scaricare le app sugli smartphone e sui tablet, non dovevamo fare continuamente zapping sulla televisione alla ricerca di uno dei tanti canali a disposizione, non dovevamo correre dietro ai pokemon per la strada nei momenti di pausa dallo studio.
Eppure sono convinto che nessuno di noi, bambini degli anni '70, se avesse avuto una bacchetta magica con cui poteva sostituire la TV dei ragazzi con le app del futuro, lo avrebbe fatto.
La nostra infanzia fu indimenticabile così, senza schermi tridimensionali, cellulari, palmari e whatsapp .
Eravamo, forse, meno svegli dei bambini di oggi, meno tecnologici e meno evoluti, ma eravamo, forse, meno annoiati e più felici. O almeno, se non tutti, lo era la gran parte di noi.

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