Festa col morto

ritratto di marina lolli

Non avrei mai immaginato che partecipare a una festa di addio al celibato mi avrebbe distrutto così,

ho quasi l’ impressione di aver dormito per giorni, e ancora non riesco a svegliarmi.

Alzarsi al buio, muoversi piano, non far rumore, e questa maledetta porta che non vuole proprio aprirsi...

In questo buio cercare i vestiti non è facile, e le scarpe poi chissà dove saranno, va beh, a quanto sembra ho ancora indosso i vestiti di ieri, o l’ altro ieri, meglio non far casino, e non svegliare nessuno.

E’ tardi,  assolutamente tardi, devo correre alla fermata.  Correre?  Con quest' affanno? Certo che devo averci dato  giù di brutto alla festa, ho le gambe pesanti, mah, sarà l’ età.

“ Buon giorno maestro chi non muore si rivede”

“ Buon giorno  professore, già al parco cosi di buon ora?” Certo  la vecchiaia e’ una brutta bestia, che ci farà mai il professor Grimaldi   al parco alle sette di mattina? E poi il professor Grimaldi, ma non stava li lì per andarsene due settimane fa?

L’ edicola, il giornale,.. il solito grazie Giovanni.

“ Mmhh   scusa sai ma temo di non aver preso il portamonete, e neanche gli spiccioli.”

“ A  sor maè nun se preoccupi, me paga domani, si se ari pia, perché c’ ha n’ aria...”

“ Caro Giovanni, e’ proprio l’ aria che mi manca, e come dici tu speriamo che m’ ari pio.”

Certo che idea andare a scuola con questo vestito, cosi elegante, chissà che diranno i bambini, sai le risate...

Le otto e venti, per fortuna sono arrivato in tempo.

“ GUARDA MAMMA, IL MAESTRO E’ COME GESU’... DOPO TRE GIORNI.”

“ Che  dici Carletto, quale maestro?”

“ MA  MAMMA  IL MAESTRO MARIO!”

“ Buon giorno signora Bruni, ciao Carletto..”

“ Buon giorno maestro che brutta cera, ma sta bene?”

“ Si, in effetti mi sento un po’ rigido oggi,   sarà questa vita frenetica, che prima o poi mi ammazza.”

“ beh caro maestro forse tre giorni di ferie non le sono bastati

ma era in ferie poi?”

“ Ferie? Tre giorni?”

“ NO”

“ Ciao maè che te sei truccato stamattina? Mica e’ carnevale,  e senza scarpe poi,   oggi stai proprio messo male”.

“ Senza scarpe, ma che dice quel piccolo diavolo, e il trucco poi, ci mancherebbe altro, pero e’ vero mi sento strano, vuoto, forse e’ meglio tornare a casa, nel mio bel lettuccio al caldo”

Bella la mia casetta, anche cosi buia, silenziosa,   strano tutto questo silenzio,

ma si mi metto a dormire, un bel sonnellino e domattina sarò vispo come un grillo,

ecco piano   piano,   entro nel letto. Duretto questo materasso, pero  ci sono le lenzuola belle, quelle di seta,

cara la mia mogliettina  che bel lettuccio hai preparato,

che sonno, gli occhi si chiudono … 

“ AOOOO  A ROMOLOO, QUI CE NE’ NARTRO  CHE’ TORNATO, E MO BASTA CO STA STORIAAA,

  NUN LE DOVETE LASCIA LE CASSE APERTEEE, ARTRO CHE ETERNO RIPOSO QUESTI  NUN CE VONNO STA CHE SO MORTI, DAJE REGA’  PIOMBATE STE QUATTRO CASSE E ANNAMESENE A CASA,

CHE SO STANCO MORTO.”

 

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Gradimento

Divertente, ben raccontato.

Divertente, ben raccontato. Complimenti. Un saluto

ritratto di Jazz Writer

Anch'io come Ellebi

l'ho trovato simpatico, oroginale e ben scritto. Ciaociao.