La raccolta di figurine negli anni '70 - da "I racconti del cuculo (2°serie)"

ritratto di davecuper

Uno dei passatempi tipici di noi bambini degli anni '70 era la raccolta di figurine.
Per tale raccolta ci si muniva di appositi album in cui le figurine, piccole carte adesive plastificate, dovevano essere incollate.
Le figurine si vendevano all'interno di bustine, solitamente in numero di 4 o 5 figurine per bustina. Spesso si andava nell'edicola sotto casa per acquistare un determinato numero di bustine di figurine. In alternativa, soprattutto quando si era malati e non si poteva uscire di casa, si dava mandato ai nostri genitori per farci recapitare a casa le bustine, con all'interno le figurine da incollare.
Il divertimento della raccolta non stava solo nell'incollare le figurine nell'album; nelle bustine si potevano trovare dei doppioni, cioè figurine che erano già state trovate in precedenti bustine, ed erano quindi in più, in avanzo.
I doppioni delle figurine non venivano buttati via, ma erano utilizzati per fare scambio con altri bambini che facevano quella stessa collezione di figurine.
Il commercio di figurine avveniva solitamente fuori della scuola; all'arrivo, prima di entrare in classe e all'uscita, prima di ritornare a casa.
Qui ci si dilungava in estenuanti trattative per accaparrarsi le figurine mancanti.
I termini più utilizzati di queste trattative erano: “ce l'ho”, “mi manca”, “quante me ne dai (di figurine) in cambio di questa”.
Per effettuare uno scambio vantaggioso era importante la valutazione che si dava alle varie figurine. Ogni figurina, in base alla sua difficoltà o facilità di essere reperita all'interno delle bustine, aveva un suo corrispettivo in un determinato numero di figurine, da avere o da dare in cambio.
Quando si arrivava vicini al completamento dell'album, si giocava anche sporco pur di terminare l'album con tutte le figurine al loro posto.
Un mio compagno di scuola arrivò ad offrire un cospicuo numero di figurine ad un altro compagno, purché questi staccasse, dal proprio album, una figurina “introvabile” che serviva a lui per terminare il proprio album. Il compagno che aveva staccato la figurina dal proprio album si ritrovò con un enorme numero di figurine con le quali arrivò quasi a completare il suo album.
Quando si facevano contemporaneamente più raccolte di figurine, lo scambio poteva avvenire in modo trasversale. Le figurine infatti erano fungibili: si dava un tot. di figurine di un album in cambio di un tot. di figurine di un altro album.
Lo scambio di figurine permise, in anticipo sui tempi, di scoprire i primi rudimentali insegnamenti dell'economia aziendale e politica, in particolare la legge della domanda e dell'offerta che si sarebbe poi studiata a scuola.
I doppioni delle figurine non venivano utilizzati solo per lo scambio, ma venivano utilizzati anche per giocare. Un giocatore prendeva una figurina con il pollice e l'indice e la caricava a molla, piegandola all'indietro. Una volta che la figurina veniva lasciata, questa andava a posizionarsi a terra, in un punto del pavimento. L'avversario doveva, a sua volta, far cadere la sua figurina a terra e cercare di farla finire sopra l'altra figurina. In questo modo l'avversario avrebbe vinto la figurina del giocatore che aveva fatto il primo lancio. Il gioco andava avanti così fino a che non ci si stancava oppure fino a che un giocatore non aveva esaurito le sue figurine.
Anch'io, da bambino feci diverse collezioni di figurine.
Ricordo, in particolare, gli album dei mondiali di calcio del '74, del '78 e del' 82, degli europei di calcio del 1980 e dei campionati di calcio 79/80 – 80/81 – 81/82.
Oltre ai vari album di figurine dedicati al calcio, feci anche altre diverse collezioni, tra cui gli album di figurine dedicati a “Sandokan” ed a “Happy days”, due tra le più famose serie televisive degli anni '70. Inoltre completai un album di figurine, “i mammiferi”, che diventò una indispensabile ed educativa raccolta, con immagini, informazioni e caratteristiche di tutti i vari mammiferi presenti in terra e in mare.
La mia passione per le figurine terminò con la fine della scuola media.
A quel punto sostituì, per qualche anno, l'hobby delle figurine con un altro hobby: il ritaglio, con le forbici, di figure ed immagini presenti in vari giornali.
Nei giornali potevo ritagliare di tutto, anche immagini vietate ai minori di 18 anni.
Le varie immagini ritagliate rimasero perennemente nascoste alla visione dei miei genitori, che male avrebbero giudicato questa nuova e ben differente forma di collezionismo.

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