Il sorriso della morte

ritratto di Stefano Centrone

Alla fine di tutto questo,

di questo vivere la vita 

e i suoi molteplici inganni,

si resterà soli.

 

Soli su di un letto di amarezze

o seduti a tavola, dinanzi a un piatto pieno di dolore

e a un bicchiere colmo di lacrime.

 

E se dopo abbiamo il coraggio di sorridere,

quel sorriso non è il nostro, ma quello della morte.

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Gradimento

È una bella poesia, su un

È una bella poesia, su un tema piuttosto frequente, ma che ci riguarda tutti da vicino. Molte immagini, in particolare concentrate nella seconda strofa: "letto di amarezze" (v. 5), "piatto pieno di dolore" (v. 6), "bicchiere colmo di lacrime" (v.7); fino alla prosopopea finale della morte che sorride.

Quindi, nonostante la vita presenti "molteplici inganni" (v. 3), tutti (o quasi) vorremmo continuare a viverla.

Si vede già a occhio che nella prima strofa i versi sono tendenzialmente più brevi rispetto a quanto avviene nelle due strofe successive.

Ho solo un dubbio su quel "seduto a tavola" del v. 6: considerato che nel resto della lirica (a meno di una mia colpevole svista) si parla sempre al plurale, non sarebbe stato meglio scrivere "seduti"?

In ogni caso, mi è piaciuta,

MCmisterioso

ritratto di effetticollaterali

Esistenzialismo mortifero

a parte, niente da segnalare in questa poesia 

ritratto di d'Artagnan

A volte la vita

può essere beffarda, ingiusta, tanto da far credere alla morte come liberazione.

Hai saputo trattare in modo delicato un tema scabroso, e non è un'impresa facile.

Complimenti !

d'Artagnan.