PREGIUDIZIO ED ORGOGLIO

ritratto di ROBBY
 
 
Al sopraggiungere della sua repentina disgrazia, Rahoul  si era chiesto  che cosa aveva fatto che avesse potuto alienargli il favore e la protezione di Ganesh  e di Lakshmi,  rispetivamente il Dio della fortuna e la Dea della ricchezza; era poi giunto alla conclusione che in realtà era stato vittima di un danno collaterale, cosa molto peggiore, perché, essendo  del tutto scevro da colpe, non aveva la minima idea di cosa potesse fare per riconquistare una benevolenza divina obiettivamente consapevolmente mai perduta.
Colui che aveva  effettivamente perso l’appoggio degli dei era stato il suo principale, Amitabh Singh, che gestiva una piccola attività di tour operator  - forse  la formula era nel suo caso un tantino ridondante - organizzando i cosiddetti inclusive tour  (auto con autista ed alberghi) nel Triangolo d’oro  indiano.
L’impresa di Amitabh    disponeva di sole tre vetture,  delle quali una era guidata da lui stesso, e le altre due rispettivamente da Rahoul e dal suo collega Vidiadhar.
Un brutto giorno, nel quale Amitabh stava conducendo una coppia di turisti francesi da Udaipur a Chittorgarh,  una mucca decise di scendere dallo spartitraffico dell’autostrada, dove stava pascolando, sulla carreggiata di sinistra, proprio mentre  l’auto del nostro stava sorpassando, ad alta velocità  e  – una volta tanto correttamente - sulla destra, un enorme camion con rimorchio: la guida a sinistra non è che uno dei tanti retaggi che la dominazione inglese ha lasciato al subcontinente indiano.
Il radicato istinto induista di Amitabh, che fu naturalmente quello di non nuocere al sacro animale,   lo fece scartare  sulla sinistra, di modo che l’auto venne travolta  dal camion appena superato, che nulla poté per schivare l’impatto, che provocò inevitabilmente la morte dei tre, e la distruzione totale della Ford  Sedan  (l'indicare una berlina all'uso americano invece che a quello inglese - Saloon - è un chiaro segnale di come persino anche in India l'English Style stia, se pur lentamente, cedendo  il passo all'American Way of Living).
La vedova di Amitabh, che non pensò nemmeno per un momento di praticare il sati, sacrificio rituale della vedova sulla pira funebre del marito, dismise immediatamente l’attività, cedendo le due auto superstiti, e fu così che Rahoul  si ritrovò di punto in bianco disoccupato, a meno di un mese dal giorno fissato per le sue nozze  con Kumari,  la ragazza che fin da bambino sapeva di dover sposare per l’accordo intercorso tra i tra i rispettivi genitori.
Naturalmente, poiché se come si dice, la fortuna è cieca  la sfiga ci vede sin troppo bene, il padre di Kumari  decise che quel matrimonio con un uomo che non aveva più quel lavoro di prestigio ed economicamente interessante (non tanto per il salario di Amitabh, ma per le  cospicue mance - relativamente per l'India -   che riceveva a fine tour dai  turisti e per le creste che poteva fare su carburante e spese di trasferta) non si doveva più fare.  Del resto, essendo il padre di Rahoul passato a miglior vita già da tempo, il mancato suocero non si sentiva assolutamente più in obbligo di onorare l’impegno.
Rahoul non ne ebbe il cuore spezzato, poiché aveva visto la sua promessa sposa solo poche volte, e mai da soli, ma era comunque sfumato un matrimonio per lui convenente, perché la famiglia di Kumari era benestante, e per questo motivo il reet che aveva messo da parte, quale prezzo della sposa, era abbastanza consistente. Pragmaticamente, valutò che quel denaro gli avrebbe consentito di tirare avanti per un periodo sufficiente  a fargli ritrovare un lavoro consono alla sua specializzazione, che era quella di autista con ottima conoscenza dei siti turistici più interessanti del Rajasthan e dell'Uttar Pradesh.
Fece dunque il giro di quelli che erano stati i concorrenti del suo defunto principale,  ma ottenne da tutti solo mezze promesse di tenerlo presente qualora fosse stato necessario rimpiazzare qualcuno dei loro autisti, o di assumerne di nuovi per  far fronte ad eventuali aumenti delle flotte di vetture.
Con il passare del tempo, senza che nessuna opportunità di lavoro gli si fosse presentata, il gruzzolo di Rahoul  si andava assottigliando abbastanza rapidamente; decise perciò di lasciare il piccolo appartamento  che aveva affittato  in vista del matrimonio, a Jaipur, capoluogo del Rajasthan, dove avevano  avuto sede l’azienda di Amitabh Singh ed il suo perduto lavoro,  e si trasferì  in una economicissima gasthouse, una di quelle frequentate dagli autisti che non vivevano in città.
Ma la vita a Jaipur si stava facendo pesante per il povero Rahoul: i molti amici che aveva nella comunità degli autisti degli  inclusive tours, particolarmente numerosa in quella città  nella  quale avevano sede tutte la Compagnie che fornivano quel genere di servizio, cominciavano a guardarlo un po' di traverso, poiché anche a loro, come del resto a lui stesso,  veniva da pensare   che il loro ex collega fosse compartecipe assieme al povero Amitabh della collera degli dei. Frequentarlo poteva essere pericoloso.
Rahoul si trasferì quindi a Jodhpur, la Citta Blu.
Naturalmente, poiché il peculio si era molto assottigliato, non poteva più permettersi una guesthouse, dove comunque avrebbe continuato ad incontrare i drivers, e fu costretto ad affittare una misera stanza in uno dei quartieri più miserabili della città.
Descrivere una misera stanza in un quartiere miserabile di una città indiana, peraltro colma delle meravigliose testimonianze lasciate da dinastie di Mahraja ricchi come cresi, è un'impresa improba, e   compierla è impossibile a meno di possedere le capacità letterarie di un Victor Hugo.
Naturalmente la camera era priva di acqua e di sevizi igienici; la prima era tuttavia accessibile in una fontana pubblica non troppo lontana, i secondi consistevano in  un pitale,   da svuotare nella fogna a cielo aperto che correva intorno all'edificio nel quale si trovava la stanza.
Su questo argomento è però doveroso fare delle precisazioni: la fogna a cielo aperto è l'unica soluzione possibile per lo smaltimento delle enormi quantità d'acqua rovesciate dai monsoni, che farebbero esplodere qualunque sistema fognario progettato per portate ordinarie, né è ipotizzabile un sistema ipertrofico nelle dimensioni e nei costi, nel quale  le  portate ordinarie ristagnerebbero.
In quella situazione la pulizia degli indumenti era per Rahoul uno dei problemi maggiori: infatti, per sfuttare le sue indubbie capacità di guida turistica - attività che voleva intraprendere a Jodhpur - doveva presentarsi in perfetto ordine, anche se i suoi eventuali clienti non sarebbero più stati i facoltosi turisti dei tour operator, ma qualche coppia indù di classe media in viaggio di nozze, e soprattutto i tanti giovani occidentali saccopelisti che numerosi, zaino in spalla, frequentano le città indiane, alla ricerca chi di spiritualità esotica, e chi   di forti sensazioni sensoriali a basso prezzo
Fu un colpo di fortuna a risolvere questo problema: nel vicolo nel quale Rahoul viveva vivevano anche alcune prostitute  hijra -  rappresentanti di quel  terzo sesso legalmente riconosciuto dalla legislazione indiana - che presero a benvolerlo, facendo a gara per prestargli le loro attenzioni: chi gli preparava del cibo, chi gli teneva in ordine la camera, e chi si prendeva cura dei suoi abiti. Bisogna riconoscere a Rahoul di non essersi mai avvalso di altri servizi, più personali, ma di essersi sempre comportato con gentilezza e rispetto verso coloro che proprio per questo lo ricompensavano con il loro favore.
Rahoul scelse come luoghi per esercitare la sua attività di guida il Sardar Market alla Torre dell'Orologio, nella città vecchia,  e il piazzale davanti al Jaipol, l'immenso portale d'accesso al Mehrangarh, il possente inespugnabile forte, uno dei più belli di tutta l'India, che si eleva sulla collina che la sovrasta.
In quei due luoghi si offriva ai potenziali clienti, preferibilmente occidentali, sfruttando, oltre l'inglese,  quel po' di tedesco e francese che aveva imparato. 
Davanti al forte proponeva di  saltare  la lunga coda alla biglietteria,   e dividersi poi il corrispettivo ricevuto per i biglietti con uno dei controllori all'ingresso. A volte veniva anche ingaggiato per accompagnare i turisti nella visita degli appartamenti reali, vista la tariffa che richiedeva, praticamente una mancia, accessibile anche al suo target di clientela.
Nella piazza del mercato avvicinava i visitatori e si offriva di indicar loro  i negozi di souvenir e spezie che a suo dire erano i migliori per qualità e prezzi. In tal modo, tra remunerazioni e percentuali, guadagnava quel poco che gli consentiva di pagarsi vitto e alloggio.
Era proprio una cuccagna quando, a precisa richiesta dei clienti, li conduceva, con una caurela che simulava un grande rischio,  da spacciatori di ganja e bhang, come la marijuana nelle sue varie forme viene chiamata, con la canapa, non a caso detta indiana, che nasce spontanea.
Una mattina Rahoul se ne stava appunto nella piazza del mercato, e poiché non c'erano potenziali clienti in vista, seguiva divertito la competizione tra scimmie, topi, vacche e mendicanti per conquistare gli scarti di frutta e verdura che abbondanti ricoprivano il suolo; improvvisamente sentì una voce nota che lo chiamava:
"Rahoul, Rahoul, finalmente ti trovo, amico mio!"
Con sua grande sorpresa Rahoul riconobbe Vidiadhar, il driver che aveva lavorato con lui nell'impresa di Amitabh.
Dopo i convenevoli di rito, Vidiadhar venne al dunque:
"Quando Amrita, la vedova di Amitabh Singh liquidò la ditta, mi offrii di acquistare una delle vetture, pagandone subito una buona parte con i miei risparmi ed impegnandomi  a darle il resto a rate. Sono stato fortunato, con grandi sacrifici sono riuscito a saldare il debito, ed adesso, sempre a rate, avrei l'occasione di acquistare un'altra auto, vecchiotta ma in ottimo stato. Naturalmente, mi serve un driver, e chi migliore di te? Mi sembra di vedere che attualmente non sei impegnato. Sei disposto a tornarre a Jaipur e lavorare per me? Certo, la paga non sarà eccezionale, ma con il tempo, lavorando con due vetture, non potrà che migliorare, e poi ci sarebbero sempre le mance!"
"Ma certo che tornerò a Jaipur a lavorare con te, tutto sarà migliore della vita che sto facendo qui!"
"Veramente non hai capito bene, lavorerai PER ME e NON CON ME e  in pubblico dovrai rivolgerti a me come Signore, Ser, come facevi con Amitabh".
"Io, Rahoul Singh, puro Rajput Suryavansa, della casta dei guerrieri discendenti del Sole, dare del Signore ad un Dalit, un intoccabile? Mai e poi mai potrò tradire le mie origini spingendomi a tanto! Mai potrò corrompere così tanto il mio karma e rinunciare per sempre ad ascendere  alla vetta del monte Meru, allo Svarga, alla luce del cielo!"  
 
 

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Gradimento

ritratto di Vecchio Mara

lotta di classe...

nel subcontinente indiano... le contraddizioni di un paese dove si può accettare anche di fare, orgogliosamente la fame per preservare riti e tradizioni, dentro un'economia dove il PIL, al pari della miseria mi vien da pensare, cresce a ritmi vertiginosi.

Piaciuto molto.

Ciao Robby

Giancarlo