MY NAME IS BLUES

MY NAME IS BLUES

Ho corso sulle nuvole , la in fondo ai miei pensieri,  sono uscito ridendo di me stesso cercando un giusto senso a  questa vita balorda ,  chiena  di tante incomprensioni di tanti dolori , che seguono questa morte in bicicletta  e non so dire cosa faccio qui , contro il cielo  dentro  una follia che vuole volare via  che  fugge  ratta, gemente, spargendo sorrisi che scisse in donne crudele, libere nel lignaggio beate nello loro forme elicantrope sembrano  figlie di tanti giorn oscuri,,  di tante malattie,  di momenti rosei con te in braccio che cerco di conquistare  un  mondo che mi ride alle spalle.

Non so  cosa succederà  quando sarò  fuori dagli inferi  , farò  le miei ferie d'agosto solo sul bagnasciuga  aspettando  l'onda giunge a riva  veloce come il pensiero simile  il volo dell'airone che si libra in alto più lontano ,  oltre questo timido orizzonte tra questa folla ignuda ,con i piedi nell'acqua di mare,  nuoto, non comprendo cosa m'aspetta,  andando avanti, un nuovo mondo,  un nuova idea   legata  ad un mistero che non conduce alla verità cercata.

Vedi   nun tengo  chiù croce in petto,  tengo la scabbia,  mi prude lo deretano, nun mangio, ne chiagno, ne mi porta il caso  dove vorrei arrivare per essere  libero,  essere  me stesso sulagna e maltrattato, chine ricordi,  chesta vita ma lassato sotto ad una stella senza nome, ma lassato miezzo a piazza,  pazzo,  scalzo con  lo  mucco ò naso che cola sulle mani , mani nere sporche, piene di calli una faccia come tante , una morte attaccata a chesta vita che nun me lassa mai  neppure quando vado a pisciare. E tutto passa ,passa a morte , passano i tempi ,passa  rassegnato, dopo aver ascoltato  migliaia  di leggende di storie stracche ,ammapiciate,  piccerelle ,addirete allo muiariello, addò cercavo  di  crescere di essere chi sa che cosa , chi sa chi, sotto ò  sole ,attaccato a chesta terra , attaccato a chesta ammore.

Venderò il mio dolore per avere un posto in  paradiso ,  venderò questa vita con la bocca piena di canti ,  appeso al sole ,  sotto un lampione come un campione, come un leone lotterò, ruberò il sacro fuoco degli dei, forse  sarò l'ultimo a morire,  forse a capire cosa c'aspetta,  crescendo ancora , cosa ci faccio dietro questa maschera di dolore che raffigura una vita lassa nel rifiuto , lassa nel senso che non giunge a nulla di buono. Tutto così inutile come il treno che fischia e ci conduce dove vorremo essere , dove il mio amore ha conquistato il senso , la sorte di un uomo e il suo sesso , verso un altra dimensione,  verso un altro amore che tramuta la morte,  la chiama per nome gli dice viene qui che ti voglio baciare poi tutto e cosi facile come il trascendere in mediatiche figure che s'infilano nel buio dell'anima.

Pazzesco , avrei gettato via  ogni cosa , nel fuoco che brucia questa passione,  brucia questo pensiero acerbo,  buono per morire , buono per amare per essere te stesso ed  oltre non provo che una pace infinita una scappatoia verso chi sa quale conclusione che genera nella  rivolta  ,  genera la vita,  genera la morte ed altre storie.

Strunzo me chiamate,  mentre mi sparavo un colpo in testa,  strunzo me detto che fai t'accide fai cuntento a tanta gente,  fai cuntento a chi rubba , che balla , chi e  buono  si salva, stronzo me chiamato mentre cercavo di uscire da questo inferno con una pistola  in mano con un moccolo accesso con tanta pazienza sono riuscito a capire che tutto e facile a dirsi , difficile a farsi  e mentre  la sorte  mi portava con se verso altri giorni verso questo fluire in questo colore che si schiude in mille luci in gocce di cristallo in facce ingenue senza domani tutte uguali a come erano ieri a come erano quando sono nate,  quando hanno  con il  loro cannone contro le mure della città sotto gli ordini del capitano,   bonapartista che si spogliava ed amava la figlia del locandiere che era bionda ed aveva un occhio verde ed uno azzurro,  ed il pappagallo colorato cantava la sua canzone la in gabbia libero ed ignudo  con un cappello in testa si faceva fotografare dalle signorine  mentre la perpetua  aveva sempre pronto un coltello pronto a tagliagli la gola,  pronta a dirgli sul becco cosa pensava di lui , cosa ho concluso,  cosa non vorrei  mai dire  per non    piangere .

Poi sono passato,  oltre le mie idee , come se avessi visto uno spiraglio di salvezza ,  una luce spegnarsi nel buio nella notte  ho ripercorso lo stesso cammino,  lo stesso sogno di vent'anni fa , di questo trascendere  di questa musica che esplode dentro , ed io ho ripreso il filo perduto appigliata ad un idea ad un blues di strada che mescola lingue , idee,  mescola amori , colori , mari e monti. E fortunato tene a roba bella e a signorina di via dei mille s'avasce  a mutandine addirete o vico. Ma a me che m'importa se questa vita passa disegnando idee,  musiche giochi verbali tutti lindi e puliti tutti pieni d'ardire, pieni di giorni spesi a spulciare tra vecchi libri tra pagine ingiallite la vita scritta in fretta che riassume la quinta essenza di un monologo pazzesco senza piedi senza coda. Come il lungo grido l'urlo disumano che richiama la folla ad affacciarsi vicino al porto e le navi arrivano  colme di turisti sorridenti , colmi di ogni ben di dio ed il capitano  gli e morto il gatto ed inoltre  vorrebbe che nessuno sapesse di quella sua indecorosa esperienza con la signorina svedese della cabina 4522 .

Prendo la prima strada , prendo il mio capello,  il mio  umore  prendo e vado via con la mia borsa piena di segreti di cretinate di detti e rifatti. Di cose inverosimili che si susseguono fino alla fine di questo lungo giorno in  questa canzone ribelle che bolle nella pentola ed il grido degli innocenti  ed il volo degli aerei che lanciano bombe sulle povere case che fanno piangere tanti sfortunati li fanno strisciare nella povere li fanno rialzare e correre verso un nascondiglio , verso una terra ed un nuovo amore. Ed io non ho compreso nulla sono solo in questo universo che non racchiude nulla di buono. E vado intorno ed oltre,  cosa sarò , cosa m'aspetta simile ad una pantera simile ad un leone salterò sarò un tenero amante sarò nella notte , sarò quello che sono sempre stato nu povero strunzo.

Me pesa sta cape , me pesa chesta sofferenza ,  fuggo nun tengo chiu scuorno di niente nun tengo chiu pazienza miezzo stu pane ci sta tanta esperienza ci sta na storia nera ianca la storia di Giuseppe di Filippo c'è sta la nostra vita ,quante burdelle,  parole ammullucate ,cupignose, che scatenene  mille pensieri , mille  dubbi  che s'arrampicano verso a montagna ed oltre vanno senza nome.  senza sta ammore che te riempie il cuore di tanta vita rincorsa,  tutta in un solo istante dentro  un solo verso il mio blues scivola lento ,veloce, in acuti profondi  intrise di  note allegre, malinconiche,cretine   come in My name is  blues .

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