MARI

ritratto di Aurelio Zucchi

 

 

Sveglio, dentro i lenti giorni,

tocco i dubbi ad uno ad uno.

Quanta attesa per vedere

- questi mari - che non amo!

 

Stanco, nelle sere d’altri,

m’arrotolo la cena al collo.

Lavo e sbuccio i miei anni

e mando giù la vita.

 

Poi

 

nell’afa delle notti piene

vendo ricordi agli istanti.

Vi riabbraccio - mari giusti -

fino a carpir quegli orizzonti.

 

Adesso, lo so, dormirò da solo

come amore per l’amore perso.

Ancora caldo tra le mie lenzuola

ma… è solo l’afa della notte.

 

 

 

 

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