L'inconscio cibernetico

È una delle idee basilari della psicanalisi e della psicologia. Ci viene detto di avere una mente inconscia che, nonostante le nostre migliori intenzioni consapevoli, è la vera forza di controllo della nostra vita. Ci porta a sabotare noi stessi, a prendere decisioni strane o sbagliate, come l’essere attratti da persone che non sono compatibili con la nostra personalità. Più ottimisticamente, l'inconscio usa i sogni per inviarci messaggi utili o necessari avvertimenti. E fa tutto questo in assoluta autonomia.

La prospettiva classica sulla mente inconscia è stata sviluppata più di un secolo fa da Sigmund Freud. Secondo la teoria di Freud, siamo sotto l'influenza di tre potenti forze. La parte animalistica di noi, chiamata 'es', ci spinge ad agire per soddisfare le nostre necessità di base, di solito sessuali, di potere o puramente aggressive. Dato che non possiamo indiscriminatamente fare sesso o aggredire gli altri, il nostro senso morale, noto come 'superego', si oppone a questi esercizi animalistici, creando un conflitto. Catturato tra questi attori estremi, il nostro sé logico, che Freud ha chiamato 'ego', cerca di trovare un compromesso, soddisfacendo un po 'di ciò che l'es e il superego vogliono. Secondo Freud, tali conflitti avvengono centinaia o addirittura migliaia di volte al giorno nelle nostre menti. Non conosciamo la maggior parte di loro perché si verificano in una parte del cervello che Freud ha definito inconscio.

Anche se i teorici più tardi hanno eliminato alcuni dei dettagli più critici di Freud, hanno comunque mantenuto intatta l'idea di base dell'inconscio: è una parte della nostra mente che sta pensando, dietro le quinte. Insomma, abbiamo letteralmente, un'altra mente nella nostra mente. Questa altra mente influenza le nostre azioni anche se - e questa è la parte importante - non abbiamo accesso diretto ad essa.

Il più grande problema di questo punto di vista è che è impossibile testare scientificamente l’inconscio. Come regola generale, gli scienziati considerano qualcosa come vero solo quando può essere osservato o misurato significativamente. La mente inconscia, per definizione, non può esserlo. Dopo tutto, la sua caratteristica peculiare è proprio l’essere completamente inaccessibile.

Mia riflessione: se consideriamo il cervello nella sua interezza possiamo paragonarlo ad un computer, almeno dal punto di vista strutturale. L'inconscio è da localizzarsi nell'hard disk, in una mega cartella che contiene lo "spam", ovvero quanto abbiamo sottratto alla coscienza perchè troppo conflittuale, vedasi le istanze dell'Ego e contrapposte, le regole sociali e morali. Il codice binario ed il linguaggio di programmazione sono sostituiti dalle immagini. Mentre la memoria che utilizziamo nelle interazioni quotidiane o comunque istantanee, corrisponderebbe alla Ram (la memoria di lavoro). Come in un computer, il contenuto dell'hard disk-cervello ha capacità di auto-attivarsi (come fanno virus e malware), inviando messaggi che talvolta sono anche applicazioni, quindi files eseguibili che danno luogo ad una azione. Con questo semplice modello ci spieghiamo quasi tutto, compresi lapsus, acting-out , flashback ed altri fenomeni come le azioni irrazionali. Quello che riteniamo reale è quello che vediamo a video (l'interfaccia), mentre quello che non capiamo (azioni e pensieri che non ci sappiamo spiegare neanche a posteriori) è dovuto all'azione della parte archiviata come spam, l'inconscio, che ha l'attributo "nascosto" proprio come alcuni file del pc. Quando il nostro computer è collegato ad una rete, ecco apparire l'inconscio collettivo di Jung.

Integrerò questa descrizione nella mia Teoria del funzionamento della Mente (in un prossimo articolo).

Giancarlo Barbini

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