Stanotte,tu trionfi.

Fra un mese me ne andrò via.30 giorni esatti. Aspetti il momento di spiccare il volo ma quando manca poco,il tempo sembra non passare mai e quando devi fare il salto, le tue gambe si paralizzano,nella tua testa partono cortometraggi in bianco e nero di tutto il tuo passato. Gioie,dolori. Volti. Ecco. Quelli ti fanno rimanere sull’orlo del baratro che aspetta il tuo volo in picchiata prima dell’apertura delle ali. Che fine faranno quei volti? Invecchieranno, certo. Ma come? Quante rughe li devasteranno? Li rivedrò mai? Saprò dei loro destini? Così tante domande, nessuna risposta. Ho vissuto gli ultimi anni da spettatore. Vedevo gli altri innamorarsi,soffrire,ridere. Ma chi ha visto me? Nessuno. Ecco perché me ne devo andare . Devo vivere la mia di storia. Non posso aspettare. “Quante volte mi sono detto basta, questa è l’ultima volta?”E il giorno dopo non cambiava nulla?Troppe per Dio. Troppe distrazioni. Ricordo quella sera. Ero ancora minorenne,sarò stato sedicenne credo. Bevvi jack e cola tutto il giorno dalle cinque del pomeriggio fino a mezzanotte. Vomitai nel giardino del locale. Il giorno dopo stetti male.

Alcool,droghe,miscugli di farmaci rubati dalla scatola di casa mia. Distrazioni. Servivano a distogliere il pensiero dal dramma della mia giovane vita. Dentro di me c’era e c’è tutt’ora il vuoto. Un vuoto che non è mai stato colmato. Non dagli amici. Non dalla carne. Non da Dio. E il vuoto impera mentre il mio spirito resta incatenato. Ho visto negli ultimi mesi amici diventare spettri,casa mia diventare il luogo più odiato,profumi di donna svanire dalle mie camicie. Tutto intorno mi sta morendo dentro. Devo volare. Come ho detto prima ho voglia di vivere la mia storia. Altrove. Non mi importa delle storie degli altri. Se non una . Quella di lei. Che fine farà il suo sguardo?Mio Dio i suoi occhi mi penetrano la mente. Come si muovevano. Le sue labbra. Le sue gambe. La sua intelligenza. Veramente mi stai lasciando andare con un addio mai pronunciato? No, non vuoi. Ma lo fai. Perché vuoi trionfare. Vuoi vendicarti in qualche modo perché ti dissi la verità e ti ho ferita. Vuoi che il pensiero del tuo corpo, del tuo spirito mi corroda. Ma non lo permetterò. E anche se per un solo istante questo pensiero mi seguirà io volerò sempre più in alto. Fino alle stelle. Stupida illusione. Fuggire non è vivere. Temo che la mi vita sarà una sigaretta divenuta cenere senza esser mai tirata. Senza averne gustato il letale sapore. Senza averla avuta tra le dita. Ecco perché volerò.Non tornerò per un bel pò. Anzi, chi lo dice che devo tornare? Girerò tutto il mondo.Da città in città.Da bar a bar. Da una donna all'altra. Farò di tutto pur di non tornare. Se dovessi scegliere fra la morte e il tornare qui.Meglio morire una volta sola che tutti i giorni lentamente.Cazzo! Il solito pensiero mi eccita.Vivrò una vita sgregolata.I pochi soldi che guadagnerò me li farò con un lavoro part time. Tanto a me basta una pizza al giorno, una bottiglia di vino che sa di aceto e una scopata settimanale. Poi per il resto del tempo scriverò.Si.Oppure sfrutterò le mie conoscenze blues per andare a suonare ubriaco in mezzo alla strada nell'attesa mi diano due spiccioli.Bohème è il termine.

Sono proprio uno stupido.Distrazioni su distrazioni.La verità è che il vuoto non si colmerà mai.Tanto vale farla finita con stile.Bere,fumare,scopare,scrivere,ripetere.Morire. Morirò conquistandomi un briciolo di immortalità. Magari un giorno un qualche critico mi riscoprirà e dirà che sono stato un genio del mio tempo . Forse fra cento o mille anni che importa?Ma forse a me basterebbe guardarti un ultima volta.E dirti addio. No,no. Basta. 30 giorni. 30 fottutissimi giorni e prenderò il treno .E via da qui. Finalmente.Ma durante questi trenta giorni , che posso fare? Dovrei prendermi qualche rivincita,qualche soddisfazione. In un modo li dovrò pur riempire sti giorni.Quasi,quasi piscio sulla macchina del mio professore di italiano. Oppure...uhhh non riesco neanche a dire cosa mi stia passando per la testa ora.Saranno trenta giorni di sputtanamento generale.Finte santarelline si mostreranno per quello che sono,troie.Finti amici,ipocriti e sfruttatori.Le loro facce scandalizzate mentre io sputo il devastante veleno della verità su di loro,saranno il mio premio.Ma stanotte, tu trionfi.E io non volo. 

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