DENTRO IL SILENZIO

Dal sole ai tuoi occhi c'è la luce che basta per illudere il mondo.

 

La fame brucia il ventre

e dalle labbra sussurra,

mentre lui stesso non sente,

il disprezzo per Dio e la sua falsa assenza.

Dodici piaghe sul volto,

seduto e appoggiato al muro

il ghigno feroce di un cane affamato

e per la stanza un cerchio di sangue

dentro cui riposano le ossa dei figli.

 

L'uomo ch'era entrato con la forza altra ne chiese a se stesso per non cedere a quei zampilli di luce che annunciavano la sua caduta.Aveva bisogno di sospiri più lunghi e ricordi ben saldi per non svenire.Ma quel cane continuava a ghermirlo come che,seppur senza carne addosso,potesse alzarsi e straziarlo coi suoi denti.  Rimbalzò all'indietro sul comodino,poi cedette di fianco sul bordo del letto,vi rimase immobile per 4 secondi:la sua vita di più.Appena riavutosi prese il lenzuolo e glielo lanciò.Quando l'altro non vide più nulla si avvicinò e con un calcio lo fece cadere sul fianco.Gli legò le mani sulla schiena togliendo il lenzuolo per essere sicuro che non soffocasse.Poi uscì fuori ad accertarsi che il mondo fosse ancora come lo aveva lasciato.

Un condomino che scendeva si fermò sull'ultima rampa di scale ma dissuaso dal tanfo di morte tornò indietro,pochi secondi dopo si udì il battente dell'ascensore.Più sotto altri scendevano più sopra altri se ne tornavano.

Lanciò un'occhiata dentro e sicuro che quello fosse immobile dopo aver accostato la porta iniziò a scendere in cerca di aiuto.Fece tutto quello che poteva fare per farsi maledire in un condominio ma nessuno voleva saperne di Lui.Finchè dal pianterreno,mentre incredulo guardava a testa in su dalla tromba delle scale,una mano lo prese per la mano:era piccola,quasi gelida.Il suo sguardo si posò su quel bambino e sui due che gli stavano dietro.Mentre il terrore lo riempiva il piccolo gli sorrise cambiando in malinconia quello stato di paralisi sensitiva.                       Tutti e quattro stretti per mano se ne andarono.

Rimase il silenzio a decidere per tutti quelli che erano vivi.

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