SODOKU

ritratto di oedipus

SODOKU

 

Giovanni aveva da un po’ compiuto i settanta e era cosciente del proprio invecchiamento perché i continui impedimenti fisici, come il dolorino che aveva alla gamba destra che partiva dal gluteo per scendere giù fino al piede e alle ultime sue due dita, o come la lieve vertigine che gli faceva girare il capo quando si abbassava di scatto o quel ronzio maledetto che gli trapanava il cranio e non lo lasciava più, tanto che per lui il silenzio era ormai perduto per sempre, glielo ricordavano in ogni momento della giornata.
Eppure quei piccoli malanni fisici non lo disturbavano tanto quanto il continuo a costante decadimento mentale.
Certo anche in gioventù era stato molto distratto, e anche scordarello, e il suo motto era stato Chi non ha memoria ha gambe! ma col passare degli anni le cose che voleva fare le faceva sempre a metà, lasciava continuamente le lampadine di casa accese, anche quando usciva, la sera prima di coricarsi chiudeva tutte le finestre, per via dei ladri sempre in agguato, e dimenticava di sprangare la porta, perdeva continuamente il cellulare e l’orologio e il telecomando del televisore si nascondeva nei posti più strani e impensabili.
Ma questo era solo l’inizio.      
Ultimamente dimenticava le parole.  
Parlando e conversando serenamente con qualche amico, seguendo un discorso, all’improvviso una parola non gli veniva e allora per mascherare la sua difficoltà, cominciava a parlare d’altro lasciando il discordo di prima senza una fine e un conclusione. Poi quella parola che gli era sfuggita, dopo qualche minuto, quando ormai non gli serviva più, gli tornava alla mente dal più profondo delle sue circonvoluzioni cerebrali.
«Devo esercitarmi, ecco cosa devo fare» pensò.
Così al computer cercò i cruciverba on line gratuiti.
A dir la verità non aveva mai amato i cruciverba. Si era sempre chiesto perché avrebbe dovuto conoscere come si chiamano i delfini di acqua dolce, e lui che non voleva sapere come si chiamano, aveva deciso che i cruciverba sono solo una perdita di tempo e basta.         
Si dette da fare, imparò che i delfini di acqua dolce sono Inie, ma comunque non cambiò idea sul quiz di nessuna cultura, decisamente a lui non piaceva risolvere cruciverba.
«Quasi quasi, mi do al Sodoku!»        
Sì, il sodoku, un gioco per lui misterioso fatto di un quadrato che contiene altri quadrati più piccoli e numeri sparsi a casaccio.
«I numeri vanno da uno a nove, devono riempire i quadrati più piccoli e le righe verticale e orizzontali, senza sovrapposizioni e ripetizioni. Bene, provo. Se qui metto un sei … no, no il sei è già presente nella riga …»
Non gli erano mai piaciuto né i numeri né la matematica, ma il sodoku con la matematica non c’entra per niente, e comunque ci doveva pur essere un metodo per risolverlo.     
Così andò ancora su internet (santo internet!) e cercò: come risolvere il sodoku.
Lesse: prendete per prima cosa in considerazione i quadrati con più densità di numeri e cercate il numero più frequente. Se fate gli incroci troverete presto la casella dove manca, e così di numero in numero troverete la soluzione. 
Seguì le istruzioni, non era difficile,  e alla fine, dopo un’ora e con la testa che gli scoppiava riempì tutte le caselle e il programma lo premiò con una caduta di mille stelline colorate. 
«È solo la prima volta – pensò – ma se mi alleno ci impiego molto meno tempo!»
Così tutte le mattine, per terapia, passava la sua oretta al sodoku.
Presto i tempi cominciarono ad accorciarsi, come aveva previsto, e il gioco diventava sempre più semplice. Si sentiva fiero di sé. Già si vedeva come un campione di sodoku.
Ma una mattina qualcosa accadde.    
Aveva finito di mettere i numeri a tempo di record, quasi meccanicamente. «L’otto lo metto qui, e il nove qui …» Quando gli venne un dubbio. Perché gli sembrò che anche il giorno prima l’otto lo aveva messo lì e il nove … guardò meglio e poi dovette ricordare e ricordò, ricordò che anche quando non sapeva nulla di sodoku, l’otto era nella casella in alto a sinistra e il nove in quella accanto. Arrossì. Erano dieci giorno che risolveva la stesso sodoku! si fece una risata e pensò con un velo di tristezza:   
«Ormai è sicuro, ne ho la prova, sono rincoglionito!»
 

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