Una mano lava l'altra ed entrambe lavano la faccia..

Perché?

Mi chiedo perche siamo arrivati a questo punto. Perchè siamo arrivati a dover scappare dal posto dove siamo nati, dalle nostre famiglie, dai nostri amici, dal posto più bello del mondo. Vedere migliaia di miei coetanei scappare da questo Bel Paese è una cosa davvero triste che dovrebbe farci riflettere. Riflettere su cosa siamo davvero. Io vengo da una città dimenticata e spesse volte abbandonata alla sua incuria, lasciata nell'abbandono più totale. Ma non parlo per la mia piccola città. Parlo per tutta l'Italia. Non pretendo che qualcuno faccia qualcosa anche se in molti ne avrebbero la possbilità. Non pretendo che Parlamento, UE e chi per loro si movimentino per darci una mano. Il popolo deve reagire.

Non dico che non ci devono più essere i problemi, sarei un folle a volerlo: i problemi ci fanno crescere, ci fanno diventare giorno dopo giorno sempre più forti. Gli errori sono parte dell'uomo e l'uomo stesso senza errori non potrebbe vivere. Abbiamo accettato il governo Mussolini per poi regalarci il testo più sublime del pianeta, la Costituzione. Quindi gli errori sono ammessi, più che ammessi, ma come si dice errare è umano, perseverare è diabolico.

Spero che i lettori possano comprendere questo mio momento di sfogo, anche se alla mia età forse non è ben accetto, ma mi rendo sempre più conto che il nostro paese è un posto bello, ma inutile. Almeno fin quando nessuno faccia qualcosa. Premetto che non patteggio per nessun partito, anzi sono totalmente contro all'Italia dei partiti: credo che coloro che siedono nel Parlamento debbano essere tutti uniti per il bene comune, per il bene della nostra Italia, ma molto spesso hanno altri interessi, non proprio comuni.

Tutti debbono partecipare alla cosa pubblica, il lavoro gratuito che l'uomo deve prestare alla sua terra. Tutti, nessuno esluso. Eppure partecipare alla cosa pubblica oggi vuol dire scendere a patti col diavolo: fare compromessi con persone che non meriterebbero di essere neanche considerate, con il tumore della nostra società.

Si è costretti a smettere di sognare, a chiudere gli occhi, chinare il capo e sottostare alle decisioni di chi non ha mai contato e di chi non sa contare.

Voglio solo dire Basta a nome di tutti, voglio dire di amare la nostra terra e di amare ciò che nasce e cresce da questa terra perché anche tra soli dieci minuti potrebbe essere troppo tardi.

Viva l'Italia!

 

Gradimento

ritratto di casalvento

Che la Costituzione sia

Che la Costituzione sia troppo bella?

 

Assolutamente

Credo fortemente nella Costituzione.

Se solo tutti noi la rispettassimo di piu....

ritratto di casalvento

La Costituzione più bella del mondo

E' suggestiva, come tu stesso dimostri, ma assai irrealistica. Trasforma sogni in diritti, che nessuno potrà mai concretizzare, come il mitico dirito al lavoro. Cosa vuol dire in concreto? Nulla. E allora nulla vuol dire l'intera Costituzione così demagogicamenta concepita. 

Esalta gli stessi ideali egualitari e progressisti che animano il politically correct, che si accusa infatti di conformismo linguistico e di tirannia ideologica, poiché limita la libertà d’espressione. “Si sostiene che, col pretesto di rivendicare ideali di giustizia sociale, il politicamente corretto si limita in realtà a intervenire sulla forma (ossia la lingua) piuttosto che sulla sostanza dei problemi, contribuendo ad alimentare una nuova ipocrisia istituzionale “(Canobbio). Le scelte linguistiche imposte rappresentano spesso una versione nobilitata dell’eufemismo che tende a occultare contenuti sgradevoli o ad incantare con sogni irrealizzabili. 

Siamo nel mondo della fiaba, il mondo della sinistra, mentre scopo della Costituzione è guidare un popolo con pochi ma concreti principi guida nella sua terrena esistenza.

 

Mi trovo in disaccordo su

Mi trovo in disaccordo su molte cose. In base a ciò che appare non posso che darle ragione, la Costituzione sembra descrivere un mondo delle favole, un mondo che però resta solo scritto e nulla più. Ma le assicuro che non è così.

Lei ha citato uno dei diritti, uno tra i più importanti, che ancora, ahinoi, si trova irrealizzato o se vogliamo solo parzialmente realizzato. Ma il problema della sua realizzazione non dipende certo dalla Nostra Carta dei Diritti Fondamentali, ma da inesistenti interventi legislativi. Il costituente non avrebbe potuto sancire uno specifico diritto al lavoro poiché avrebbe cristallizzato il diritto stesso: la Costituzione invece vive negli anni e si modifica con il modificare della vità. Caratteristica che la rende "sublime".

Il problema nel nostro Paese parte dal basso, da noi cittadini: non ci sentiamo padroni della nostra terra. Mi spiego meglio. Non getteremo mai una carta a terra in casa nostra, ma non abbiamo problemi a farlo quando siamo in strada.

Sarebbe bello avere un'Italia governata da politici e non da partiti.

ritratto di casalvento

economia parassitaria

Nessun 'intervento legislativo' potrà mai creare lavoro. Parlo del lavoro vero, produttivo di ricchezza, che solo l'iniziativa coraggiosa del singolo può inventare. Il lavoro dello Stato, cui lei evidentemente pensa e che per certe funzioni, come sicurezza e difesa, è necessario, non crea ricchezza, ma debito. 

La Costituzione di uno Stato democratico, che però ospita obtorto collo una fazione armata comunista, ha dovuto tenerne conto, introducendo ambiguità e non sensi nelle sue righe, come il 'diritto' al lavoro. Per il comunismo infatti il lavoro è solo quello programmato dallo Stato, con quanto successo si è visto in URSS e altrove. 

Il nostro à un paese che non affronta le contraddizioni e preferisce vivacchiare nell'ambiguitò. Così abbiamo un'economia sempre più parassitaria e improduttiva, dove il business principale è la cd 'acoglienza', che produce debiti che la sinistra spera di accollare ai benefattori europei, Germania in primis, con sussidi e magari con i mitici eurobond. La cassa comune coi tedeschi è il sogno del PD: noi si spende e loro pagano. Questa si che è economia!

La polita deve essere gratuita

Credo che il problema, come lei ben sottolinea, parta proprio dal basso. La politica deve essere l'unico lavoro a non dover essere retribuito perché lavoro fatto da tutti per tutti. A casa nostra solitamente non ci facciamo pagare per il semplice fatto di aver apparecchiato la tavola oppure per aver spazzato il pavimento. Allo stesso modo dev'essere la politica con tutte le sue bellezze.

La ricchezza manca proprio perché, come dicevo prima, siamo un paese bello ma inutile; gestito solo da chi conta ma non sa contare; governato da delinquenti che si credono uomini d'onore. Sta proprio in questo il nostro problema.

L'Europa o la Germania non hanno colpa, siamo noi i disonesti: noi evadiamo le tasse, noi sperperiamo denaro in opere pubbliche mai consumate, noi sperperiamo denaro per retribuire un lavoro che dovrebbe essere gratuito (per il bene comune), noi permettiamo che ci mettano i piedi in testa.

Tutti i problemi svaniranno quando l'Italia diventerà non un luogo bello, ma un luogo giusto!