UOMINI DAL PASSATO CAP.23°

ritratto di gabriella de arcangelis

UOMINI  DAL  PASSATO

CAPITOLO  23°

 

Lidia accolse i tre come se avesse visto il sole dopo una giornata di pioggia e freddo.

<< Finalmente ! che mi dite, non può essere vero quello che ho letto sul giornale ! Bartolo ! il mio Bartolo non saprebbe far male ad una formica .. è un errore, un terribile errore ! >>

Miriam le si avvicinò abbracciandola << Si sieda Lidia … ora le spiegheremo … >> << … ma cosa dovete spiegarmi ? cosa ? >>

Fu sempre Miriam a continuare << E’ stato preso in flagrante mentre, ritenendo che stessimo dormendo, puntava la pistola contro il letto debitamente … imbottito come se ci fosse stato un corpo >>

<< Ma che sta dicendo ispettrice ? ma sta parlando del mio Bartolo ? ma quando mai ha sparato in vita sua ? non ha neanche una pistola ! >>

<< L’arma è stata sequestrata … >> intervenne Gatti << … verrà controllata e vedremo Lidia. Anch’io, se non avessi visto con i miei occhi, non avrei creduto mai e poi mai che Bartolo … però è così >>

<< Ed ora ? che succederà ora ? non conosciamo un avvocato, chi lo difenderà ? >>

<< Gli verrà assegnato un avvocato d’ufficio Lidia >> rispose Miriam che continuò << Mi ascolti, ha ospiti nel motel ? >>

<< No, quelli arrivato ieri se ne sono andati stamattina … perché ? >>

<< Perché … riteniamo che sia giusto chiudere per un po’ di tempo Lidia>>

<< Chiudere ? e di cosa campo io ? >>

Gatti, Lo Popolo, Alessio e Miriam si guardarono, poi fu di nuovo Miriam

a risponderle << Lidia … per quello che potremo l’aiuteremo e sono certa che anche tutta Vallicelle l’aiuterà >>

<< Vivrò di elemosina quindi ? e quanto dovrò stare chiusa ? >>

Questa volta fu Gatti ad intervenire << Il tempo che impiegheranno  miei uomini a perquisirlo … dirò loro di sbrigarsi e di non creare troppo disordine >>

<< Perquisirlo ? dovrete perquisirlo ? e perché ? >>

<< E’ la prassi Lidia. Cercare qualunque cosa possa aiutarci a definire la questione … in bene o in male. Ti assicuro che farò in modo che i miei uomini siano veloci >>

<< Intanto, però … >> riprese Miriam << … l’ispettore ed io ci fermeremo qui … ci può assegnare una stanza ? >>

<< Non avrete che l‘imbarazzo della scelta, ma … Bartolo aspettava il nuovo chef domani … ha ordinato altri macchinari … che devo fare? >>

<< Ci penserò io Lidia, stai tranquilla, ci penserò io >> la confortò Gatti.

<< E la stazione di servizio ? ed il bar ? anche quelli dovrò chiudere ? >>

<< Sì, Lidia, mi dispiace, ma la chiusura comprende l’intero comprensorio >>

Il silenzio scese inesorabile, pesante, ma fu un silenzio solo di parole. Le menti di ognuno di loro vagavano ed i pensieri si intrecciavano tumultuosi.

Miriam avrebbe voluto abbracciare quella donna, così debole eppure così forte e pensava alla sua Daniela. Il momento di riabbracciarla sembrava ancora allontanarsi inoltre c’era anche Alessio nei suoi pensieri. Senza rifletterci aveva chiesto a Lidia una stanza e non due. Perché una ? la risposta lei la sapeva, ma non voleva pronunciarla.

Alessio era intimamente contento che Miriam avesse, di sua sponte, chiesto una sola stanza, ma sapeva anche che il loro momento non era ancora venuto, non poteva essere quella notte. il dolore che provava per quella donna, Lidia, innocente, colpevole solo di aver amato e di amare ancora Bartolo. La preoccupazione dovuta non solo al fatto che il caso non fosse ancora chiuso, ma anche ai “nuovi Neanderthal” e poi … ad una certa idea che gli ronzava nella mente, idea che non aveva il coraggio di esternare, ma che Alessio ben sapeva di dover fare al più presto. Decisamente sarebbe stata una notte “affollata” e lui voleva una notte solo per se stesso e per Miriam.

Gatti era semplicemente disperato. Gli dispiaceva per Lidia, gli dispiaceva per Bartolo e gli dispiaceva anche per un’altra cosa … non poteva, non doveva essere, ma Gatti ne aveva ormai la certezza ed il suo cervello esplodeva al solo pensarla quella cosa.

Lo Popolo ? lui sembrava il più calmo di tutti, ma anche la sua mente era affollata e non vedeva l’ora di poter far ritorno alla sua sede.

Fu proprio Gatti a risolvere almeno un problema << Beh signori … io torno a Vallicelle. Già abbiamo saltato il pranzo e se mia moglie non mi vede neanche per cena giuro che questa volta chiede il divorzio. Miriam, Alessio … ci vediamo domani mattina … vi chiamo, ok ? >>

<< Ok commissario … a domani >> rispose Alessio anche per Miriam

Lo Popolo sembrò sollevato << Vi lascio anch’io … alla mia stazione mi avranno dato per disperso … ordinerò ai miei uomini di cominciare a controllare i boschi. Vi assicuro che se c’è qualcuno lo troveranno. >>

Lo Popolo fece per andarsene, ma poi si fermò e si rivolse ad Alessio.

<< Allora … vi fermerete ancora qualche giorno lei e l’ispettrice ? >>

<< Sì capitano … giusto il tempo di capire chi sono “quelli” e scoprire che fine ha fatto Giovanni >>

Alessio e Miriam rimasero soli in quel bar che fino alla sera precedente brulicava di gente. Fu Lidia a chiedere << Ragazzi … vi preparo qualcosa da mangiare … fatemi compagnia. Per la stanza non ci sono problemi … scegliete pure quella che volete >>

<< Le faremo compagnia ben volentieri Lidia … >> rispose Miriam << … per la stanza … ci pensi tu Alessio ? io aiuto Lidia in cucina >>

Un bel piatto di pasta ed una abbondante porzione di gelato composero una cena consumata in silenzio e con qualche lacrimuccia di Lidia che, però, almeno mangiò.

Il “brutto” fu il momento in cui Lidia << Vi lascio … non credo che dormirò, ma mi sdraierò sul letto … proprio non ce la faccio più. Alessio posso chiederle di chiudere lei ? ecco … queste sono le chiavi >>

<< Tranquilla Lidia, lo farò … basta che chiuda la porta principale della reception ? >>

<< Sì, quella e quella del bar … per i distributore di benzina ho messo il cartello “ chiuso “. Alle spalle della reception c’è il pannello con gli interruttori per le luci >>

<< Vada pure e cerchi di riposare Lidia >> << Ci proverò … a domani mattina ragazzi >>

Alessio fece quanto promesso e poi i due entrarono in stanza.

Miriam si mise subito al computer e chiamò casa. Chiacchierò con sua madre e con Daniela che, al momento dei saluti, chiese di Alessio.

L’uomo, che intanto aveva lasciato il bagno, si sedette alla scrivania coperto solo dall’accappatoio << Ciao signorina >> << Ciao Alessio, si comporta bene la mia mamma ? >> Alessio sorrise << Hai una mamma molto in gamba piccola, devi essere orgogliosa di lei >>

<< Lo so che è brava, ma a volte fa quello che vuole >>

<< Davvero ? dovrò stare molto attento allora >>

<< Sì … mi fai una promessa ? >>

<< Dipende dalla promessa, intanto dimmi >>

<< Quando tornate, vieni a cena da noi ? la nonna fa le lasagne al forno che sono fa-vo-lo-se ! la polenta bianca che è fa-vo-lo-sa ! e poi tante altre cose … ci vieni ? >>

<< Se mi inviti … sì, verrò >>

<< Sì, ti invito, ma non una volta sola >>

Alle spalle della bambina si sentì la nonna << Smettila birbante e lasciali riposare ora >>

Miriam s’intromise << E’ tardi per te piccola, avvicinati allo schermo che ti do un bacione-one-one >>

Come s’interruppe la comunicazione, Miriam si rifugiò in bagno e quando tornò in stanza, Alessio sembrava placidamente addormentato, ma non era così.

Giuso il tempo per Miriam di sdraiarsi nel letto che Alessio si girò verso di lei << Miriam … io ho una cosa che mi ronza nella testa e mi ronza da un po’ … sei disposta ad ascoltarmi ? >>

La donna pensò si trattasse di loro due, del loro rapporto così … così strano << Devi proprio ? scusami Alessio … ma … >> << … credo di capire a cosa stai pensando, ma è del caso che vorrei parlarti >>

<< Del … del caso ? che intendi? >>

<< Ti faccio vedere una cosa … >> si alzò, andò verso il su trolley, dalla sacca esterna prese dei fogli e tornò a letto.

<< Prima di farti vedere delle foto che ho qui … Bartolo  in prigione, ma io non ritengo che il caso sia concluso. Non solo dobbiamo cercare di capire chi siano quei tipi, dove sia finito Giovanni, ma anche … chi c’è a monte >> 

Miriam si mise seduta con le spalle poggiate alla testiera del letto.

<< Cosa intendi dire >>

<< Non potevo e non posso accettare che Del Monte fosse il “ motore pensante “ o, se preferisci il “ burattinaio “. Sicuramente voleva risalire la china, sicuramente avrà anche pensato che ci potesse essere uno spazio temporale tra noi ed il passato, ma … ho cominciato a studiare le schede delle persone di qui … Gatti, Lo Popolo … e … guarda questa foto>>

Miriam guardò la prima di un gruppetto di foto trattenute da un fascicolo formato da un foglio grande.

<< E’ … è una foto di un gruppo di ragazzi >>

<< Sì … ho evidenziato due di loro … li riconosci ? >>

<< … uhm … dovrei ? no … non saprei >>

<< Allora … questo è Del Monte e questo è Lo Popolo. E’ stata scattata il giorno in cui Lo Popolo è entrato a far parte della Polizia Forestale >>

<< Come mai l‘hai tu ? >>

<< L’aveva Massimo … me l‘ha fatta vedere tempo fa. Quando ci siamo rivisti qui a Vallicelle mi ha consigliato di leggere un libro … parla dell’uomo di Neanderthal e dentro c’era questa. Lì per lì non compresi perché me la desse, ma dopo … ti ho detto che ho cominciato a vedere le schede delle persone, diciamo, interessate al caso e … Miriam, secondo me il Lo Popolo che conosciamo non è … non è il vero Lo Popolo >>

<< Alessio … ma che stai dicendo … ti rendi conto … >>

<< … guarda quest’altra Miriam … questa è recente. Risale al sette dicembre di due anni fa … alla Scala … questo è Massimo e questo … questo è Lo Popolo … è vedendo questa che ho capito perché Massimo me l’avesse messa nel libro insieme a quell’altra e poi … c’è la scheda in possesso della Polizia Forestale … guardale bene Miriam … ti sembra la stessa persona che conosciamo ? >>

<< … mah … sì, qualche differenza c’è, ma … allora Gatti ed Armeni ? loro non hanno … >>

<< La stazione della polizia forestale c’è a Prato Fiorito da circa sette mesi … loro hanno conosciuto solo il Lo Popolo che abbiamo conosciuto anche noi, cioè quello che, secondo me, è falso >>

 

                                                      … continua …

 

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