UOMINI DAL PASSATO CAP.24°

ritratto di gabriella de arcangelis

UOMINI  DAL  PASSATO

CAPITOLO  24°

 

<< E … e quindi ? >> chiese Miriam sgomenta.

<< E quindi … se a capo di tutto ci fosse questo, chiamiamolo, finto Lo Popolo ? >>

<< Ma Massimo Del Monte non lo ha riconosciuto ? >>

<< E se l’uccisione di Massimo fosse stata ordinata proprio per questo motivo ? >>

<< Troppi “ se “ Alessio, come fare per eliminare i “se” ? >>

<< Tu come faresti ? >>

<< Intanto non mi muoverei da sola … perché non chiedi consiglio a Cervi ? >>

<< A Cervi ? >>

<< Dal suo commissariato potrà fare ricerche che tu, qui, e con il tuo computer non puoi fare e poi … è il tuo diretto superiore, non ti fidi di lui ? >>

<< Sì, mi fido, ma … mi crederà ? la mia idea è talmente … tu mi credi?>>

<< Alessio … se tu me ne avessi parlato all’inizio di tutto questo putiferio … no, non ti avrei creduto, ma ora … ho imparato a conoscerti e … sì, ti credo. >>

<< Grazie Miriam, grazie per la fiducia … >>

<< … la fiducia te la sei conquistata. Quando ti ho raccontata la mia storia, ti ho detto quello che mi è accaduto … non solo mi hai ascoltato, ma mi hai rispettata … in tutto e per tutto … hai conquistato anche mia figlia solo parlandoci tramite computer … i bambini non sbagliano … ti credo Alessio, ma penso che non sia possibile muoverci da soli … sì, ho detto proprio “ muoverci “, perché sarò al tuo fianco ed anche perché … Lo Popolo non mi è stato simpatico fin dall’inizio. Istintivamente … evidentemente un motivo c’è >>

<< Domani mattina chiamo Cervi e… >>

<< … perché non ora ?>>

<< Ma sono quasi le due di mattina ! >>

<< Io lo chiamerei comunque, è un poliziotto, dovrebbe essere abituato a telefonate notturne o levatacce >>

<< Sì, ma non per ascoltare una storia come la mia … per telefono non rende >>

<< Collegati con il tuo PC a quello del tuo commissariato e controlla i turni di notte … lui non ne fa mai ? >>

<< Altroché … ma perché questa fretta ? >>

<< Lo Popolo ci ha chiesto se ci fermeremo ancora … Gatti non ce lo ha chiesto e neanche Armeni, perché lui sì ? >>

<< … uhm … potrebbe avere in mente qualcosa ? sei fantastica Miriam, non ci avevo fatto caso, è vero, solo lui ci ha chiesto se ci saremmo fermati ancora >>

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La mattina successiva, un elicottero della P.S. portò un vice questore aggiunto con il sonno dipinto sulla faccia a Feltre. L’elicottero atterrò nell’eliporto a pochissimi chilometri dalla cittadina, una macchina della polizia, con Armeni a bordo, lo prelevò e portò i due commissari al motel di Vallicelle.

<< Il racconto che il tuo ispettore mi ha fatto questa notte per telefono mi ha destabilizzato non poco Cervi. A questo punto non so se si sono impazziti lui e l’ispettrice o noi due a dare loro ascolto >> disse ugualmente assonnato Armeni.

<< Il racconto di Alessio Marra … >> rispose Cervi << … ha sconcertato anche me. Lo conosco da tempo, sul lavoro non ho nulla da obiettare, è sicuramente un validissimo poliziotto. Non conosco personalmente l’ispettrice Grandi, ma il suo superiore, quando ci accordammo su chi inviare qui, me ne parlò con entusiasmo … speriamo che sappiano spiegarci meglio la situazione >>

<< Hai avuto modo di visionare la scheda di questo Lo Popolo ? >> chiese Armeni.

<< Sì, dalla scheda non risulta nulla di che … ascoltiamoli e poi vedremo>>

 

La giornata prometteva male, erano appena le cinque e trenta ma il sole era coperto da nuvoloni neri, carichi di pioggia.

Miriam ed Alessio avevano dormito poco, poco e male.

Nonostante l’ora erano già nel settore Bar dell’autogrill. Si erano serviti da soli : caffè e brioche delle macchinette distributrici, nessuno dei due sapeva azionare la macchina del caffè << Potevamo chiedere a Lidia, ieri sera, come si facesse ad attivarla >> si lamentò Alessio << Questo caffè è bevibile, ma … non è tanto di mio gusto >>

<< Dai che poteva andarci peggio. E’ caldo al punto giusto e la brioche non è male >> rispose Miriam.

<< Cervi e Armeni dovrebbero essere qui a momenti … speriamo che ci credano >>

<< Alessio le foto che mostrerai parlano da sole. Osservandole meglio c’è veramente poca somiglianza. Questa mattina dovrebbe arrivare qui anche Gatti >>

<< Faccio passare ancora un po’ di tempo e lo chiamo. Vorrei che venisse prima del forestale … non so più se chiamarlo Lo Popolo >>

<< Il vero “forestale” che fine avrà fatto ? e Giovanni che fine avrà fatto?  tu pensi che Gatti … >>

<< … ritengo che Gatti sia in buona fede. Non so che fine possano aver fatto gli atri due, ma di una cosa sono sicuro … ormai siamo alla resa dei conti Miriam >>

Una macchina si fermò appena fuori il Bar.

<< Ecco Gatti … deve aver dormito poco per presentarsi a quest’ora >>

<< Giusto Alessio …perché a quest’ora ? in teoria, anche noi potevamo stare ancora a dormire >>

<< … Uhm … la tua constatazione non fa una piega … aspettiamo ad aprire >>

Alessio si avvicinò al finestrone e scostò appena la tapparella, poi, con un filo di voce si rivolse a Miriam dietro di lui.

<< Ma … non è solo è con cinque poliziotti … perché ? >>

Gatti si avvicinò alla porta del Bar e << Aprite ! polizia ! sappiamo che siete lì, vedo le vostre sagome, aprite ! >>

Alessio si volse verso Miriam con la faccia sorpresa << Ma che cavolo…>> poi << Gatti sono Alessio e Miriam è con me, ma che cavolo succede ? >>

<< Alessio ! ? state bene? siete feriti ? >>

<< Ma che sta dicendo ? >> disse Alessio spalancando sia la porta del Bar che gli occhi << Feriti ? che vuol dire Gatti ? >>

A quel punto il più stupito di tutti era proprio Gatti. Il commissario rimise la pistola nella fondina e << Entrate ragazzi … Alessio, Miriam … ci offrite un caffè ? ho timore che … vi debbo spiegare >>  

Seduti ad un tavolo con bicchierini di caffè davanti Gatti << Mi ha chiamato Lo Popolo, mi ha detto che lei, Alessio, lo aveva chiamato … aveva detto che eravate stati aggrediti, che c’erano dei tipi qui al motel e che una parte di essi era fuggito verso il bosco. Lui avrebbe pattugliato il bosco … noi dovevamo venire qui il prima possibile.>>

<< Ma qui non c’è e non c’è stato nessuno … abbiamo dormito poco e male, ma … eccoci qua, sani e salvi, come si dice >>

<< Ragazzi … io ho un’idea che mi attanaglia la mente … è un po’ che ce l’ho e … mi ripugna il solo pensarla, ma … >> 

<< … ma Lo Popolo non è Lo Popolo, vero ? >> rispose secco Alessio.

<< Ma allora … anche voi … >>

<< Sì Gatti, anche noi … >> si inserì Miriam che continuò << … o meglio, Alessio. Fagli vedere quelle foto e spiega al commissario quello che hai detto a me >>  

Un’ora dopo ed altri due caffè dopo, Alessio aveva riferito tutto a Gatti e gli aveva mostrato le famose foto.

<< E’ incredibile … semplicemente incredibile Alessio … ma perché, perché tutto questo, a che scopo ? ed inoltre, perché farmi venire qui, di corsa, con il cuore in gola al solo pensiero che vi fosse accaduto qualcosa ? >>

<< Perché … se non avessimo dormito male … qualcosa ci sarebbe realmente accaduto, commissario. >> rispose Miriam ed Alessio riprese

<< Avrebbe avuto tutto il tempo di farci … di farci quello che voleva farci e che non è riuscito, per fortuna, né a lui né a Bartolo di portare a termine. Sicuramente era qui, solo che noi siamo scesi al Bar e non ci ha trovati, poi è arrivato lei e … o mio Dio ! Lidia ! >>

Senza dare spiegazioni di sorta, Alessio si alzò di scatto, seguito da Miriam e da Gatti. Gli agenti, stupiti, si accodarono.

Al primo piano c’erano le stanze per eventuali ospiti, ma al secondo c’era l’appartamento privato di Lidia e Bartolo.

Il gruppo non prese l’ascensore, ma impegnò, sempre di corsa, le scale.

Come arrivarono al piano, Alessio si fermò e, con voce poco più di un sussurro, si rivolse a Gatti << Commissario, mi permette di essere io a condurre la, chiamiamola, manovra d’ora in poi ? >>

<< Ha carta bianca ispettore >>

Alessio dispose alcuni poliziotti sul lato sinistro del corridoio d’accesso ed altri sul lato destro. Poi, con un cenno, indicò a Miriam il fondo del corridoio, mentre il commissario e lui stesso si fermarono ai due lati della porta che conduceva nell’appartamento di Lidia e Bartolo.

Pistola in mano, Alessio chiamò la donna << Lidia ! è già sveglia ? avremmo bisogno di lei giù al bar, non sappiamo come si accende la macchina ed abbiamo voglia di un caffè. Può scendere ?  >> nessuno rispose, Alessio riprovò << La prego Lidia, venga in soccorso di due affamati >>

Lentamente, molto lentamente, la porta si aprì.

Lidia mise fuori solo la faccia, una faccia che sembrava assonnata, anche lo sbadiglio sembrò ad Alessio un finto sbadiglio << Buon giorno … c’è un pulsante sulla destra, è un pulsante rosso. Lo prema e sentirà un sibilo. Io … io mi debbo vestire >>

<< Non può mettersi una vestaglia e venire lei ? >>

<< Ispettore … ho dormito male e sono stanca … non mi metta fretta, faccia lei >>

La porta si richiuse.

Alessio e Gatti si guardarono … e bastò quello.

Avevano fatto caso che Lidia aveva richiuso la porta solo con la maniglia, non avevano sentito il giro della chiave percepito al momento dell’apertura. Solo con il movimento delle braccia, i due poliziotti schierarono tutti gli altri in modo da essere coperti loro e coperta una eventuale via di fuga e poi Alessio mise la mano sulla maniglia.

Questa volta il suo sguardo incrociò quello di Miriam ed Alessio comprese che se prima gli sguardi scambiatisi tra lui e Gatti gli avevano fatto capire che erano sulla stessa lunghezza d’onda lavorativa, ora gli sguardi tra lui e Miriam gli fecero comprendere che anche la donna provava lo stesso sentimento che lui provava per lei.

Alessio non tergiversò oltre con i suoi pensieri, aprì di scatto la porta.

                                              … continua …

 

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