IL PARADISO PUO' ATTENDERE

ritratto di paserangel

--Vieni Paolo, siediti in quella nuvoletta. Abbiamo una lunga discussione da affrontare.

In merito a cosa? Pensavo che la mia situazione fosse già ben definita.

--Non del tutto. Ci sono ancora molti particolari da chiarire. La prima ammissione riveste per tutti un carattere provvisorio e solo dopo ulteriori e approfondite indagini diventa definitiva, sia per l'ammissione che per l'esclusione.

Esclusione? Avete scansionato in lungo e in largo la mia vita, dal giorno della nascita fino al giorno maledetto. A proposito, l'autista del Suv se l'è cavata? Quel figlio di p... scusi, quel cretino digitava sullo smartphone, mi auguro che ne teniate conto.

--La sua ora non è ancora arrivata e quando avverrà ho la certezza che non sarà qui fra noi. Ha colpe molto gravi già accertate e l'incidente non è fra queste.

Avete il senso della giustizia identico al codice penale, dove l'omicidio stradale è considerato meno del furto di una mela al supermercato.

--Non travisare le mie parole, intendo dire che la volontà nel commettere atti che si configurano come peccati mortali è determinante per orientare le scelte finali. Le distrazioni e la superficialità non rientrano nei canoni previsti, neanche possedere un Suv.

Quasi mi dispiace non possa venire qui. Avevo alcune sorpresine in serbo per lui, avrei trovato il modo di tarpargli le ali e farlo precipitare da altezze siderali, magari dentro un vulcano attivo.

--Ecco! Hai centrato l'argomento. E' proprio questo il motivo per cui sei chiamato adesso a dare spiegazioni e leggendo il tuo dossier mi sorgono parecchie perplessità sulla tua futura destinazione.

Cosa intende dire? Non capisco.

--Qui risulta che hai desiderato o immaginato di causare la morte di centinaia di persone, centoquarantasei per la precisione. Hai superato di gran lunga il limite consentito di dodici, come stabiliscono precise regole morali e comportamentali che tengono in debito conto le umane debolezze, ma senza che queste superino un ragionevole limite di tolleranza.

Ma che ca...! Mi scusi. Se capisco bene mi imputate di aver desiderato la morte di qualcuno? Mah Santo cielo! Non ho mai commesso omicidi e neanche provocato inconsapevolmente la morte di chicchessia. Tutti, nell'arco della loro vita, desiderano la morte di qualcuno e immaginano anche il modo con cui farlo fuori. Questo dovrebbe risultare chiaro dai vostri dossier e di conseguenza il luogo in cui siamo dovrebbe essere disabitato. E poi dove sono scritte queste regole? Non dovrebbero essere codificate come i 10 Comandamenti e i 7 Peccati Capitali? Non ne ho mai sentito parlare e dubito che qualcuno ne sia al corrente.

--Beh, come avrai già notato non è un luogo molto affollato. I Comandamenti e i Peccati Capitali prescindono da ogni considerazione divina. Sono stati redatti da persone il cui unico scopo era prevenire la dissoluzione del loro popolo preservandone l'unità e la sopravvivenza. Le regole in questione sono solo una piccola parte del bagaglio che il Buon Dio assegna a ciascun individuo, oltre a cospicue dosi di bontà, pietà, perdono, tolleranza e in identica misura i loro contrari, sarà poi il libero arbitrio a indirizzare le scelte personali. Desiderare la morte di qualcuno è una grave violazione di queste regole e travalica il giusto indirizzo che il Signore ha voluto donarci. Immaginare poi di dare una morte lenta e dolorosa è un'aggravante assimilabile a un omicidio.

Ma allora Mosè e le Tavole della Legge? Il monte Sinai?

--Sono leggende create ad arte. Sono come un abito che ciascuno può modificare a seconda dei gusti e della taglia. Sono un aspetto comune delle tre grandi religioni monoteiste e se leggi le diverse versioni che ne sono state date ti accorgerai di quanto siano vere le mie parole. Ti sembra possibile che Dio abbia ordinato di non commettere atti impuri? Le porte del paradiso sarebbero precluse per tutta l'umanità. E ciò vale per gran parte dei Comandamenti. Solo alcuni di questi rispettano valori morali da cui non si può prescindere: omicidio, furto, spergiuro. Come si può punire il desiderio e l'invidia se rimangono tali solo nelle intenzioni e non si commettono azioni delittuose per soddisfarli? Vale anche per la donna d'altri. Immaginare la morte di qualcuno esula da questi desideri perché sconfina nelle prerogative divine

Sono confuso. Erano delle certezze, un punto fermo che orientava l'indirizzo della mia esistenza. Mi sento mancare il terreno sotto i piedi, mai avrei immaginato che desiderare la morte di qualcuno fosse considerato un abominio, ma come dice lei resta solo un desiderio e allora perché non viene tenuto nel medesimo conto degli altri? E i Vizi Capitali?

--Comprendo il turbamento, ma se fra le tue letture fossero state presenti le opere di S.Agostino oggi avresti più certezze che dubbi. Il diritto di vita e di morte sono esclusivo appannaggio di Nostro Signore, non sono tollerate intromissioni e qui decade il libero arbitrio. Un numero limitato di questi desideri è consentito come valvola di sfogo per umane debolezze, mai comunque immaginare di dare la morte a qualcuno con atti di efferata crudeltà, si sconfina, come già detto, nelle prerogative divine e se ne pagano le conseguenze. Per quanto riguarda i 7 Vizi Capitali, essi furono codificati per volere di qualche religioso agli albori della Cristianità, giudicando, a torto, che questi fossero stati la causa del disfacimento dell'Impero Romano, e per contrapporsi ad essi imposero regole comportamentali basate su sette virtù, tre dette Teologali e quattro Cardinali, e con queste governarono la vita monacale e la fede dei credenti, divenendo un punto fermo, un indirizzo salvifico nella dissolutezza dei tempi, pena precipitare per l'eternità fra le fiamme dell'inferno. Al giorno d'oggi questi religiosi verrebbero etichettati come “integralisti”. In seguito gli Illuministi, con una visione laica più confacente alla realtà, considerarono i vizi, insieme alle virtù, parte integrante della natura umana: i vizi e le virtù concorrono insieme nello sviluppo materiale dell'umanità, contribuendo in egual misura all'accrescimento industriale, commerciale ed economico. Ma adesso torniamo a noi, vediamo nel dettaglio di analizzare i tuoi malevoli desideri e se esiste uno spiraglio per garantirti la permanenza. Il primo desiderio ad appena dieci anni, hai immaginato di annegare Guido Sanna, un compagno di giochi.

Oh, Santo cielo! Mi ero scordato di quello stronzetto. Mi perdoni, ma non trovo altra parola per definirlo. Era il più abbiente fra noi, possedeva l'unico pallone di cuoio dell'intero quartiere, oltre ad essere il solo a indossare scarpette da calcio, quelle con i tacchetti. Giocavamo partite interminabili in quel campetto e quando la sua squadra perdeva, o per contestare un giudizio sfavorevole, smetteva di giocare portandosi via il pallone. Quanto lo odiavo! Ho immaginato di fare il bagno in mare insieme a lui, trascinarlo a fondo e con i piedi impedirgli di risalire. Erano solo innocue fantasie infantili, non è giusto che ne teniate conto.

--Saranno state infantili ma innocue proprio non direi. Non esiste un limite d'età. Proseguendo in epoca scolastica leggo di tre desideri per altrettanti compagni delle medie senza immaginare una fine traumatica. Di questi episodi eviteremo di fare nomi, ne faremo un breve cenno e verranno considerati se supereranno il limite consentito. Nel periodo ginnasiale, oltre a due desideri incruenti, vedo Palmiro Cossu, massacrato a bastonate e Salvo Regini, appeso per i piedi nella pubblica piazza.

Ci sono validissimi motivi per giustificare quei gesti immaginari. Il primo mi ruppe una gamba, decretando la fine di una promettente carriera di calciatore durante una partita del campionato di calcio studentesco, ma non fu un fallo di gioco, entrò fra le mie gambe come un bulldozer col preciso intento di far male. Il secondo era un anziano professore di lettere, patetico rimasuglio dell'epoca fascista scampato chissà come alle epurazioni post belliche. Continuava ad esibire la cimice nel bavero della giacca e faceva proselitismo per gli schieramenti della destra. Ciò che mandava in bestia non era tanto la sua appartenenza quanto il voler imporre arbitrariamente come materia di studio D'Annunzio, da noi considerato all'epoca un emerito cialtrone, ignorando la generale preferenza per Verga. Dovreste tenere in conto una doverosa rivalsa e non considerarli come gesti gratuiti.

--Ti ricordo che la vendetta è un'aggravante. Nel periodo liceale si riscontra una decina di desideri di morte senza ulteriori specifiche, ne conosciamo i nomi ma tu ne conosci uno solo, tale Festuccia Giacomo. Con questi ultimi desideri hai superato la soglia minima, la tua posizione diventa preoccupante

Anche in questo caso il vostro giudizio mi sembra esagerato. Lui era il capofila degli studenti appartenenti alle frange più estreme della destra. Venivano a insultarci e provocarci durante le manifestazioni pro Vietnam. Erano sempre botte da orbi, le abbiamo date e prese in egual misura, anche loro auguravano la nostra morte. Sostanziale parità, quindi non dovreste conteggiarli.

--Qui non esiste lo 0-0. Anche a loro, quando verrà il momento, verranno contestate le medesime azioni. Adesso entriamo nel periodo lavorativo. In circa quarant'anni di attività registriamo otto desideri di morte e un'istigazione al suicidio, quest'ultimo verrà conteggiato come caso grave.

Ma che istigazione al suicidio!! Solo per avergli detto durante una lite di lanciarsi dal tetto? Sono frasi senza senso che si pronunciano quando sei alterato. Non è giusto sottilizzare. Questo è un processo alle intenzioni.

--Si, esattamente. Il confine fra immaginare e commettere è molto labile. Come ho già detto, togliere la vita è una prerogativa esclusiva di Dio e non vengono tollerate intromissioni. Dovrebbe risultarti chiaro il fatto che se tu avessi materialmente ucciso delle persone non saresti qui a perorare la tua causa. La tua mente è troppo piccola per immaginare il luogo dove saresti indirizzato in caso di omicidio, ed è bene che tu non lo scopra. Il solo desiderare e immaginare di uccidere qualcuno fa sorgere degli interrogativi, occorre chiarire tutti gli aspetti per decidere in quale girone infernale verrai destinato. Analizziamo adesso ciò che la tua mente ha elaborato nell'ambito dello sport, dello spettacolo e della politica. Vedo qui scritto di due personaggi che indichi come B&B, hai immaginato di farli precipitare in pieno oceano da un aereo in volo. Di Claudio Villa ne hai solo desiderato la morte, Iva Zanicchi invece l'hai fatta esplodere ingozzandola di cibo, Albano hai immaginato di farlo morire durante uno dei suoi interminabili acuti, Gigi D'Alessio spinto in un calderone bollente in compagnia di tutti i neomelodici napoletani, hai strangolato Daniela Santanchè, di un gruppo intero di tifosi avversari denominato “la Fossa dei Grifoni” e di interi governi ne hai desiderato la sparizione. In particolare del Presidente del Consiglio, non ne hai augurato la morte ma che finisse la sua vita in carrozzina dopo atroci sofferenze, accudito da un numero consistente di giovani badanti che dovranno occuparsi delle sue incontinenze. Emilio Fede e Barbara D'Urso sono casi a parte, hai immaginato di farli sodomizzare da 33 uomini di colore. Non si capisce però se ne sarebbero usciti vivi o morti. E perché 33?

Lei non credo che sarebbe morta, magari avrebbe chiesto la ripetizione dell'atto. La prego di perdonare l'indecenza. Lui, probabilmente se si fosse risaputo, si sarebbe suicidato. Se avesse visto qualche volta le trasmissioni che conducono in Tv anche a lei sarebbero venute in mente certe idee malandrine. “33” fa parte della strofa finale di una filastrocca in rima che da studenti indirizzavamo verso professori particolarmente carogne per la loro intolleranza ed esagerata severità nelle valutazioni. Se mi è concesso vorrei ripeterla questa strofa per farle capire meglio.

--La conosco, ma ripetila pure, con i puntini di sospensione però.

Terminava così: “....auguro al tuo c..o c...i ben trentatré. La parte iniziale era da costruire in base al nome e alle assonanze che il nome suggeriva. Proseguiamo con ordine. B&B altri non sono che Bush e Blair, portatori di democrazia. E' a causa loro che tutto il mondo vive giorni terribili fra attentati e strage di innocenti. Di Claudio Villa odiavo i suoi ghirigori vocali e il suo contrapporsi acidamente all'ondata rock che l'avrebbe travolto. Di Iva Zanicchi non mi interessavano le sue discutibili doti artistiche, mi irritava ferocemente quando, sfruttando la sua popolarità e visibilità televisiva, faceva proselitismo per una parte politica ben definita, perciò, memore di un film dei Monty Phyton, dove alcuni personaggi esplodevano letteralmente per il troppo cibo ingurgitato, le ho augurato la stessa fine. La sola vista di Albano ha il potere di mandarmi in bestia, non lo sopporto, forse per una questione di pelle, o chimica, se preferisce, sono velocissimo nel cambiar canale tutte le volte che appare e per liberarmene ho immaginato di farlo infartare al termine di un interminabile “Do” di petto. Sono rimasto molto colpito dall'improvvisa morte di Pino Daniele e per alleviare la depressione ho fatto precipitare in un calderone bollente Gigi D'Alessio e tutti i neomelodici. Sono loro che avrebbero dovuto avere la precedenza. Il buon Dio non rispetta certe priorità ed è incomprensibile la morte di certuni anziché di altri che lo meriterebbero maggiormente.

--Queste sono solo tue supposizioni. Il Signore ha elaborato un algoritmo asettico che assegna a ciascuno la certezza della nascita e della fine in modo del tutto casuale. Non esiste hacker al mondo capace di modificare l'algoritmo per tornaconto personale, conoscere il giorno della propria morte sconvolgerebbe l'equilibrio dell'umanità. Continua.

E' sufficiente sentirla parlare per pochi secondi e ti assale un'irresistibile desiderio di stringere le mani attorno al suo collo. Poche persone al mondo hanno la capacità della Santanchè di provocare istinti omicidi. Per il gruppo della “Fossa” valgono le stesse considerazioni fatte per gli studenti di destra. Parità di insulti e auguri di morte. Normali rapporti tra opposte gradinate, se lei conosce le dinamiche che governano i derby cittadini non dovrebbe stupirsi più di tanto. Urlarsi in coro a vicenda “devi morire” è solo una forzatura semantica, priva di significato reale.

Errate valutazioni, le tue. Le parole contano e spesso pesano come macigni. E dei Governi? Non tutti osservo, unicamente quelli di parte contraria alla tua fede politica, che hai da dire?

Qui c'entra solo parzialmente la fede politica. Nella mia lunga vita non ho mai visto un'accozzaglia di personaggi occupare le più alte cariche dello Stato squallidi quanto questi, tutti proni a slinguazzare le zone più ombreggiate del Capo, col quale, e sino al più piccolo sottosegretario, risultano coinvolti in vicende poco pulite. Con i loro atti e le loro azioni hanno avvelenato la vita pubblica come neanche i democristiani e i comunisti fecero negli anni 50 e 60. Il loro Capo, addirittura plurinquisito e qualche volta condannato, si è salvato grazie all'emanazione di leggi su misura che hanno depenalizzato le sue malefatte, e poi, l'apparire sulla scena di un numero spropositato di procaci veline, improvvisate starlette, donne di facili costumi e avventuriere di ogni ordine e grado a vellicare le parti più sensibili di quell'uomo per ottenere denari e prebende, suscitando ilarità planetaria. Mi sono vergognato di essere italiano. Cosa avrei potuto augurare loro se non che precipitassero tutti, meno uno, in un baratro senza fondo?

--Adesso analizziamo gli episodi forse più controversi e devastanti nei quali hai immaginato di sopprimere con atti di efferata crudeltà sessanta poliziotti del I Reparto Mobile di Roma che operarono durante il G8 di Genova, dei quali non conosci i nominativi in nostro possesso, e di un altro poliziotto, anche lui a te sconosciuto, autore di un atto di violenza nei tuoi confronti.

Quel poliziotto, durante i disordini in corso Italia, voleva colpire con una manganellata una donna seduta per terra accanto a me, entrambi in evidente stato di sottomissione. Tentai di impedirlo e il colpo scaricò tonnellate d'odio sulla mia spalla destra e ne soffro ancora per le conseguenze che ha causato. Ho immaginato di rendergli il favore colpendolo alla nuca con una mazza da baseball all'uscita di casa. Quel manipolo di eroici guerrieri che si coprirono di gloria fra gli scaloni e le aule di una scuola genovese, a proposito, se volete compiere un atto di giustizia dovreste inviare la lista dei nominativi al Tribunale di Genova, dopo numerosi processi risultano tutt'ora sconosciuti. Né il Ministero degli Interni né i vertici della polizia hanno mai obbedito alle richieste dei giudici. Dicevo di quei poliziotti, ero presente davanti alla scuola ed ho visto nella sfilata dei corpi verso le ambulanze sangue, sangue, sangue e ancora sangue, molto di più di quanto la mente umana possa sopportare, la cui visione tormentò per lungo tempo le mie notti insonni. Piansi quella sera, di un pianto rabbioso, duro, sordo, impotente, che avrebbe trovato sollievo solo replicando sul corpo di quei poliziotti le stesse violenze che avevano perpetrato su giovani dormienti, inoffensivi e con le mani alzate. Ed ho immaginato di farlo fino a provocarne la morte. Mi auguro che non sia sfuggita al buon Dio questa crudele “macelleria messicana”.

--Non dubitare, tutti gli umani dovranno rendere conto delle loro azioni. Torniamo a noi, siamo giunti al termine e voglio segnalarti gli ultimi due desideri che riguardano persone che frequentano lo stesso tuo sito di scrittura. I nomi li conosciamo anche noi e si tratta di...

No! No! La prego, non faccia quei nomi. Se per pura fatalità mi rispedirete sulla terra dovrei dare più di una giustificazione. Non lo faccia!

--Va bene, evitiamo di fare quei nomi, ma per il ritorno sulla terra abbandona ogni illusione, sono solo fantasie cinematografiche. In tempo reale il Cervellone elabora adesso le tue responsabilità accertate e le giustificazioni che hai fornito, tenendo in debito conto le aggravanti e le attenuanti. Ti anticipo che la permanenza non sarà più fra noi, hai superato di gran lunga il limite consentito e perciò sarai spedito all'inferno. Sarà il Cervellone, una volta analizzato i dati, a stabilire con sentenza inappellabile in quale girone sarai assegnato.

E' possibile presentare ricorso?

--Ho detto inappellabile, qui non esiste il Tar del Lazio, né la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. La sentenza è stata emanata e ti leggo il dispositivo. Come già detto verrai inviato all'inferno, sarai assegnato a un girone di primo livello e nello specifico in quello audiovisivo.

“Audiovisivo”? Che diavoleria è mai questa?

--Verrai alloggiato in permanenza in uno speciale padiglione dove sarai costretto, senza possibilità di elusione, a guardare ininterrottamente tutta la filmografia dei fratelli Vanzina e ascoltare senza pause il repertorio completo di Orietta Berti. Fra circa un millennio, tu e quelli del primo livello beneficerete di un'amnistia e verrete ricondotti in paradiso. Poteva andare molto peggio, ritieniti fortunato.

Sì, una fortuna sfacciata!

 

 

 

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Gradimento

ritratto di amitoiD

Desiderare il male altrui è

Desiderare il male altrui è il non senso che non permette una coscienza né la necessità di un ordine, una guida mentale e morale chiamato senso della vita (gli sfortunati catturati dai nazisti e mandati nei campi di concentramento, cosa potevano desiderare per i loro aguzzini?). Il male può fare saltare questo senso.

Il setting in cui si svolge la tua favola è attraversato da una forte corrente emotiva: il paziente cerca di difendersi, ma si trova costretto a confrontarsi con il suo conflitto inconscio che depotenzia la coscienza fino a un ottenebramento della luce.

ritratto di paserangel

  Non l'ho intesa in modo

 

Non l'ho intesa in modo così serioso. Potrei acconsentire a quanto scrivi se mi fossi lasciato andare a manifestazioni di odio vendicativo, esibendo una personalità disturbata e rancorosa. Non ritengo di essere tale e se alcuni episodi hanno lasciato dolorosi segni nella psiche, alla mia età posso affermare che la serenità è il sentimento che più accompagna il mio vivere. Visti dall'alto non hanno più la stessa potenza devastatrice che hanno condizionato la mia vita, o meglio una piccola parte di essa.

Nel racconto, o favola, ho estremizzato con ironia, è questa mi auguro che si colga appieno, aspetti della vita quotidiana che appartengono a tutti, rappresentandoli come un cartone animato dove i colpi più violenti, le azioni più devastanti fanno solo ridere.

 

Ciao

ritratto di amitoiD

Dietro l'ironia ci sono

Dietro l'ironia ci sono comunque aree non rimosse che capovolgi con produzione di fantasia. La rabbia come pura forma espressiva è inscindibile dalla condizione umana; non è la tua rivelazione a stingerla.

ritratto di paserangel

  Forse non hai completamente

 

Forse non hai completamente torto nell'interpretazione che ne dai. Sono effettivamente aree non rimosse, o rimosse solo parzialmente. La rabbia è qualcosa che porti dentro, la serenità ritrovata e l'ironia diffusa che manifesti sono solo manciate di cenere a coprire braci che non si spegneranno mai del tutto.

Una cosa però voglio che sia ben chiara. L'unica violenza che son capace di esercitare è indirizzata esclusivamente su mosche e zanzare.

 

Ciao