Vita di Coppia 74 – Notte al campeggio

ritratto di rvicentin

L’oscurità avvolge il nostro bungalow.

Dentro, ci stiamo preparando finalmente per andare a dormire.

Spegnendo la televisione, la creatura in pre-adolescenza inizia a biascicare stanca che non vuole dormire, che nessuno la obbligherà ad andare a dormire, che… e stramazza sul piccolo divanetto, ronfante: le nuotate al mare, i castelli di sabbia sulla spiaggia, le nuotate in piscina hanno finalmente sortito l’effetto desiderato. Io non ho mai fatto tanto movimento in vita mia ed ho dolori ovunque.

Anche dove non penso esista muscolo od articolazione.

Sollevo mia figlia e mi sembra un macigno: 40 chili di gioventù. Ricordo quando la cullavo per farla dormire, fino allo sfinimento e stordimento. Adesso dorme un po’ di più, ma trasportarla è diventato un problema. La poso nel suo lettino poi mi appoggio al mio letto.

Sospiro e spengo la luce.

Mentre sto per appoggiare la testa sul cuscino, un calcio nel sedere mi sposta fuori dal letto: in un attimo mi trovo sul pavimento. Dall’oscurità uno voce: “Chiudi le persiane: entra la luce”.

Solo allora vedo una fioca luce pervenire dal vialetto davanti al nostro giaciglio.

Sto per aprire le finestre: “Non aprire le finestre: entrano le zanzare. Fai da fuori”.

Mi guardo spaventato intorno. Conosco la voce di mia moglie, ma non sapevo che mi stesse guardando nell’oscurità. Mi alzo e sto per uscire. La solita voce nell’oscurità: “Non farti male. E fai piano, altrimenti svegli nostra figlia”.

Inizio a chiudere le persiane del soggiorno, poi del lato della stanza da letto dove ronfa mia figlia. Mi dirigo verso l’ultima finestra. Sto per afferrare la persiana quando colpisco con lo stinco qualcosa di duro. Perdo l’equilibrio, metto le mani in avanti, tenendomi alla persiana, che cigola sotto il mio peso. Sbatto questa volta lo stinco e colpisco con la sommità della nuca l’altra persiana della stessa finestra, che sbatte rumorosamente. E finalmente cado a terra, dove un letto di aghi di pino mi aspetta, felice di accogliermi

Dopo qualche minuto dalla finestra aperta emerge il volto di mia moglie.

 “Si può sapere che cosa fai?!? Mi hai svegliato!” sibila incazzata. Poi mi vede. Cerco di alzarmi e mi sento pizzicare sulla pancia. Sono pieno di aghi di pino. Puzzo di resina.

 “Ho inciampato contro qualcosa” dico io ed appena mi Muovo, inciampo di nuovo, cadendo. Dolore all’altro stinco.

 “ Ma sei cretino? Non vedi che hanno tagliato un albero? C’è un tronco tagliato vicino a casa” ed indica qualcosa che io non vedo, nel buio fitto. Poi metto a fuoco: la sagoma di un tronco monco spunta dall’oscurità.

Penso alla mamma di Gesù ed alle sue e mie sofferenze. Mi alzo con più attenzione, schivo il tronco, chiudo le persiane.

Quando rientro, vado in bagno ed osservo finalmente come mi sono ridotto: sangue in testa, sangue sugli stinchi, aghi di pino anche nelle mutande, odore di resina. Poi compare mia moglie: mi osserva, non dice nulla, mi porge disinfettante e crema e scompare scuotendo la testa e dicendo: “non posso chiederti neanche di chiudere due persiane…”

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