IL CONFRONTO TRA L'UOMO E LA NATURA

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Nel millenovecentoquarantotto

io ero poco più di un ragazzino

ed ho piantato, in modo un po’ ridotto,

un albero di noci, giù in giardino.

 

            Col tempo lui cresceva ed io lo stesso.

            Concluso l’indirizzo liceale

            m’iscrissi all’Ateneo, ma molto spesso

            andavo, con amore passionale,

 

a controllare l’albero in altezza,

il tronco s’era fatto corpulento,

cresceva a vista d’occhio ed in ampiezza !

In pochi anni un vasto cambiamento,

 

            i rami si intrecciavano tra loro

            e foglie e frutti in vivida abbondanza.

            Aveva assunto forma di decoro

            e si stagliava in piena tracotanza !

 

Frattanto io andavo a lavorare,

formavo la mia splendida famiglia,

composta da una moglie tuttofare,

da un ragazzino e in seguito una figlia.

 

            … Il tempo passa e il fisico risente

            di tanti cambiamenti naturali,

            acciacchi vari in forma persistente

            rendevan fiacchi gli organi vitali

 

e la vecchiaia, prossima all’arrivo,

vergò sul suo registro: … “pensionato”,

mi sono arreso e come diversivo,

ammiro quel mio albero, … incantato !

 

            Io l’ho piantato esile, minuto,

            adesso ha la parvenza di un gigante,

            in tutti questi anni è assai cresciuto

            è un monumento in mezzo all’altre piante !

 

Noi siam vissuti insieme, lui in giardino

con le radici assestate in fondo

ed io seguendo il corso del destino …,

a entrambi una missione in questo mondo.

 

            Ma io tra poco lascerò la vita

            e me ne andrò assai sommessamente,

            nel mentre la mia pianta preferita

            si staglierà nel cielo … eternamente !!!

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