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Quella vecchia volpe del Mossad sapeva come distrarmi, prima di continuare a bere andai nei bagni a verificare che nella macchina fotografica ci fossero ancora tutte le foto, magari il furbastro le aveva cancellate, dopo averle copiate, per fregare la mia cara dea in rosso... c'erano ancora, purtroppo non avevo modo di controllare se le aveva copiate anche sulla chiavetta...

ricordavo che vicino alla farmacia, in cui avevo acquistato l'antiemetico e la crema emorroidale, c'era un internet point, con tanti bei computer in fila, avrei controllato la mattina seguente.

I bagni del bar erano osceni, ricordavano una macelleria, illuminati da semplici lampadine a bulbo che penzolavano dal soffitto direttamente dai fili della corrente, i cessi erano alla turca, in fila lungo una parete, come i lavandini di ceramica scadente sulla parete opposta, continuavo a pensare che i proprietari di quell'albergo erano stati molto furbi.

Tornai al mio posto a gustare in santa pace quel rum sopraffino come un qualunque dittatore di un paese affamato del centro Africa.

Me ne stavo alla mia scrivania quando vidi entrare nel bar il vecchio pirata in compagnia degli afgani, c'era da aspettarselo...

avevo smesso di farmi domande stupide tipo:

“Che cazzo ci fa questo vecchio bucaniere qui?”

Ormai mi ero abituato a questi incontri “fortuiti”, almeno ora avevo avuto conferma di quanto fosse stato bugiardo con me il pirata alcolizzato.

Quindi capii anche che i servizi segreti afgani e quelli francesi se l'intendevano...

Allo stesso tempo però vidi il “paisà” cambiare espressione...

in quel momento, per motivi empatici, stavo dalla parte dell'israeliano, dopo avermi offerto quel rum spettacolare aveva tutta la mia stima e solidarietà!

Sicuramente ai mufloni afgani non avrei consegnato le foto quella notte, li avrei fatti aspettare.

Cercai di capire che cazzo stesse succedendo al “paisà”, che vedevo particolarmente allarmato dalla presenza del pirata.

Lo chiamai, fingendo di ordinare qualcos'altro, e gli chiesi:

“Ci sono problemi?”

“Li vedi quelli?” indicandomi con lo sguardo il pirata con i tangheri afgani

“Sì”

“I tre grassoni sono della NDS, servizi segreti afgani, ma quelli erano già ospiti dell'albergo, il quarto è invece un agente della DGSE francese...”

“Evidentemente questo caso interessa a parecchia gente...”

“Quello è dei reparti speciali della DGSE, era un ex capitano della Legione Straniera, ora lavora per i servizi segreti francesi nel Service Action”

“Service Action suona un po' da videogioco, qual'è il loro lavoro?”

“Il Service Action è il braccio armato della DGSE, è un reparto paramilitare che fa i lavori sporchi”

“Il pirata è dei corpi speciali? Ma ha settant'anni!”

“Ti assicuro che anche a settant'anni si possono fare ancora un sacco di cose, ma non capisco che diavolo ci faccia qui uno del Service Action, quelli fanno solo dei gran casini! Lo conosci?”

“Mi ha abbordato in un locale al porto, ma gli afgani che cazzo c'entrano con la DGSE?”

“La NDS è una filiale della CIA, la CIA e la DGSE hanno alcuni interessi comuni”

“Ecco, mi chiedevo come mai non si fosse fatta ancora viva la CIA... ora dalla lista mancano solo l'MI6 inglese e il KGB russo dopodiché ci sono praticamente tutti!”

“Non esiste più il KGB, ora si chiama FSB”

“Va be' cambiano i nomi ma è sempre la stessa merda!”

“Il problema è che la presenza di personaggi simili in una normale operazione di raccolta informazioni può voler dire solo una cosa; guai!”

Ora l'israeliano iniziava a far cagare sotto anche me!

“In che senso?”

“Il Service Action non viene usato normalmente per raccogliere informazioni, ma per lavori un po' più umidi...”

“Idraulica?”

“Purtroppo no, più che di idraulica loro si occupano di macelleria!”

La cosa non mi rassicurò affatto, mi chiedevo come mai questo cazzo di pirata mi avesse abbordato in quell'osteria di merda al porto... sapevo che questi reparti speciali dei servizi segreti francesi non andavano per il sottile e spesso facevano più danni di quelli richiesti... da me cosa cazzo potevano pensare di ottenere? Quelli scioglievano la gente nell'acido, io facevo solo foto porno!

“Ok, amico ora devo tornare a lavorare, stai all'occhio!”

La faccenda s'ingarbugliava, in effetti mi era sembrato, fino a quel momento, tutto troppo facile... e nella mia vita non mi era mai capitato di poter guadagnare dei soldi così facilmente, quindi ora la situazione era tornata in linea con la mia esperienza di vita!

Che lo sapesse o meno la mia dolce principessa argentina mi aveva infilato in un gran bel casino, appena mi fosse tornata a tiro mi avrebbe sentito!

L'afgano con cui avevo preso accordi, appena mi vide, fece un cenno di saluto, dovevo ammettere che dopo i racconti del “paisà” anche i tre panzoni risultavano ai miei occhi meno innocui di prima.

Il pirata invece sembrò non curarsi della mia presenza... che stronzo maleducato!

Per quanto mi riguardava l'unica notizia positiva era che, se gli afgani erano sotto il servizio della CIA, forse avevano più soldi di quelli che io inizialmente credevo...

Ma dovevo ammettere che l'idea di beccarmi anche tutte le ricompense promesse iniziava a diventare, sempre di più, un'ipotesi remota, mentre si faceva sempre più strada la possibilità che non avrei visto l'inizio del nuovo anno... anche se non ero mai stato particolarmente amante del capodanno, in quel momento mi dispiaceva un po' non poter più stappare la bottiglia di champagne a mezzanotte!

Bisognava riconoscere all'amico del Mossad che era al corrente dei cazzi di tutti!

Questo conosceva ogni singolo agente in giro per l'albergo, e sembrava che invece nessuno conoscesse lui...

Evidentemente la nomea che si era fatta il Mossad negli anni non era una leggenda.

Mi chiedevo quali contorsioni internazionali avessero portato tutti questi agenti segreti a interessarsi di herr Schmidt, il vecchio doveva averle combinate grosse!

Da quello che avevo capito; aveva dei probabili trascorsi nazisti, era un multimiliardario siderurgico, sovvenzionava terroristi afgani ed era un fedifrago incallito con gusti sessuali discutibili...

Sicuramente non era uno stinco di santo, ma ci doveva essere altro sotto per smuovere tutte queste spie e reparti speciali!

Probabilmente tanto interesse era dovuto alla quantità smisurata di soldi e potere che questo vecchiaccio possedeva, del problema morale pochi si sarebbero interessati.

Il vecchio non era certo un buon esempio, uno che in gioventù gasava la gente che poi, invece di essere punito, si era riempito di soldi con l'acciaio... non era un buon esempio neanche un po', ma chi poteva essere realmente considerato un buon esempio tra i multimiliardari del pianeta?

Anche i bambini ormai sapevano che lavorare onestamente non pagava, se si voleva svoltare bisognava fare qualche porcata, altrimenti ciccia, restavi il buon lavoratore dai sani principi con quattro soldi in banca, giusti per pagarti il funerale quando si arrivava al capolinea.

In ogni caso c'era sempre questo Müller che non si capiva bene chi fosse e cosa c'entrasse con questa faccenda, forse era lui la chiave di tutto?

Mi sarei dovuto informare al riguardo...

Al momento ero impegnato con quello strepitoso rum che assorbiva tutte le mie capacità cognitive.

Con la coda dell'occhio, però, controllavo i movimenti del pirata, degli afgani e dell'israeliano, che era il mio termometro della situazione.

Vidi entrare nel bar anche la camerierina amante dei film di spionaggio, ma questa volta non indossava la sua divisa militare, era in borghese, con una gonnellina a pieghe scozzese, una camicetta bianca e sopra un maglioncino senza maniche, aveva anche dei calzettoni bianchi di lana e delle scarpette basse nere... sembrava una studentella di qualche liceo giapponese... questa indossava perennemente un uniforme? Se non era quella militare dell'albergo era quella da liceale giapponese!

Anche questa uniforme comunque non le cadeva affatto male!

La dolce cameriera andò al bancone degli elettrodi, io la guardavo lascivo, aiutato dal rum che iniziava a scaldarmi...

Appena mi vide mi fece un bel sorriso e si avvicinò alla mia scrivania, per un attimo persi d'occhio gli spioni sparsi nel bar ed iniziai a fare pensieri da troglodita.

Tra l'uomo delle caverne e l'uomo odierno le uniche differenze erano prettamente pratiche, come l'abitazione, i soldi e il vestiario per il resto era tutto alquanto invariato...

Le donne spesso ci considerano per questo dei porci del cazzo, neanche per idea! Quello era il nostro istinto predatorio della caccia e della conquista che affondava le sue radici nella notte dei tempi!

Anche se nei secoli si era modificata la modalità di espressione di tale istinto primordiale, il succo rimaneva tale e quale, poi uno poteva raccontare un sacco di balle alle donne, ma il succo era sempre quello!

A differenza delle donne che quando la davano dovevano raccontarsi una valanga di cazzate!

L'uomo no, gli bastava soddisfare il suo istinto predatorio, anche quando la donna restava poco soddisfatta da quest'istinto!

“Buonasera!” Disse la dolce cameriera in borghese

“Buonasera, oggi serata libera?”

“Sì”

“Come mai da queste parti? Non ne ha abbastanza di questo posto?”

“Sono venuta a bermi una birra, qui conosco un po' di persone per fare due chiacchiere”

“Capisco, vuole accomodarsi?”

“Grazie”

Così dicendo mi si sedette difronte.

“Vedo che indossa un'altra divisa”

“Sì, amo lo stile Otaku”

Non sapevo minimamente che cazzo volesse dire “Otaku”, ma finsi vergognosamente di sapere di cosa stesse parlando, per me quella era un'uniforme da liceale giapponese!

“Certo... ha già ordinato da bere?”

“Sì, lei cosa ci fa qui tutto solo?”

“Non ero solo, ero in compagnia di questo magistrale rum, lei non ha idea di quanto sia buono! Vede il colore; bronzo con riflessi dorati? Al primo contatto col palato si avverte immediatamente il gusto dolce di frutta secca, subito dopo sale un sapore di nocciola con un delicato retrogusto piccante, mandato giù resta un piacevole sapore di scorza di arancia e quercia, un capolavoro, vuole assaggiarlo?”

“No, grazie, non ho mai leccato una quercia ma mi fido del suo giudizio, mi accontenterò della mia birra”

Che stronza! Non capiva un cazzo di rum! Preferiva la birra... barbara!

In ogni caso le stavo rompendo le palle con la mia apologia del rum, avevo già imparato in gioventù che le cose che a me esaltavano alle donne rompevano pesantemente le palle, e le cose che esaltavano le donne a me facevano venire il latte alle ginocchia... ma l'arma totale era in loro possesso, quindi ero io a dover cambiare discorso...

“Allora era qui per farsi due chiacchiere, ok, facciamo due chiacchiere...”

“Questa sera, prima di finire il mio turno di lavoro, sono stata allontanata in malo modo da un tedesco che sorvegliava la camera affianco la sua...”

“Lo so, questi crucchi non hanno maniere, pensi che ogni volta che devo entrare in camera mi trovo quel enorme dobermann che mi ringhia contro!”

“Secondo lei cosa avranno da nascondere così?”

“Cosa vuole che le dica... i tedeschi vanno forte con clisteri e fisting, probabilmente difendono solo la loro intimità!”

“Non dica cazzate! In camera è salito un vecchio con una vecchia, quelli erano le loro guardie del corpo!”

La signorinella era poco diplomatica e non riusciva proprio a farsi i cazzi suoi!

“Se nessuno potesse dire cazzate il mondo sarebbe un posto molto silenzioso”

“Sa perfettamente di cosa sto parlando!”

“Senta, perchè vuole giocare a fare l'agente segreto? Quelli avranno i loro motivi per essere così guardinghi, forse il vecchio è un grosso contrabbandiere di armi, o un pezzo di mafioso, oppure un miliardario annoiato... comunque tutta gente da cui sarebbe meglio tenersi alla larga”

“Non mi faccia la paternale! Lei sa più cose di quelle che mi dice!”

“Senta Mata Hari, che io sappia molte cose lo dice lei, e se fossi veramente lo stronzo che le dico di essere? Forse non si sarebbe neanche venuta a sedere a questa scrivania, tra l'altro inizio a sentirmi come un coglione ad un terzo grado, vuole puntarmi in faccia la lampada? Lei sa che fine ha fatto Mata Hari? Si svegli! Anche se io fossi realmente una spia, secondo lei, verrei a raccontarle tutto?! Come vede, in entrambi i casi, non otterrà quel che vuole, quindi temo, con mio gran dispiacere, che il suo interesse nei miei confronti sia dovuto solo dagli innumerevoli film che ha visto in passato... se ora vuole andare vada, non mi offenderei neanche! Giusto un pochino...”

Questa stronza cambiò totalmente espressione e si fece docile

“Ok, lei di cosa si occupa nel suo paese?”

“Io mi occupo di import export, più export che import!”

“E cosa esporta di bello?”

“Me”

“Prego?”

“Per farle capire che in fondo sono una persona sincera le dirò la verità, tanto non è un gran segreto per nessuno, io sono scappato per incompatibilità di carattere con il fisco del mio paese... non riuscivamo proprio ad andare d'accordo! Era un amore impossibile!

Il fisco mi ha spezzato il cuore!”

“Lei è scappato dal suo paese per non pagare le tasse?”

“Non mi faccia la morale anche lei, ho già legioni di benpensanti che mi martellano le palle, lo so, faccio schifo... ma un uomo ad un certo punto deve fare una scelta nella vita, anche dolorosa, farsi inculare o inculare il sistema, guardi, nessuna delle due è piacevole, ma tra le due è meno doloroso inculare, ho sempre avuto poca resistenza al dolore! Fare schifo a tutti è un prezzo più accettabile, in fondo facevo già schifo prima, ora ho solo dato un motivo pratico per fare schifo al prossimo!”

“perchè parla così? Lei non fa schifo!”

La faccenda si metteva bene, alla dolce studentella in uniforme era partito l'istinto della crocerossina! Ad ognuno il suo istinto...

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