sp a i stori

La camerierina mi guardava con gli occhioni languidi mentre sorseggiava la sua birra da popolana, io fingevo noncuranza e mi sorbivo il rum da duca di York.

Gli afgani e il pirata francese uscirono insieme dal bar.

“Dove andrà dopo?”

Io risposi distrattamente alla fanciulla mentre osservavo i movimenti del “paisà”:

“Mi si dice che a Tel Aviv c'è un buon clima in questa stagione...”

“Ma Tel Aviv non è un posto un po' pericoloso?”

“Non più pericoloso di Buenos Aires, tanto è il caso che fa la differenza, potrei uscire di qui ed essere investito da un'auto, oppure starmene in una zona di guerra ed uscirne illeso, chi lo può sapere qual'è il posto veramente pericoloso? Molta gente ci ha lasciato le penne dentro casa propria, beccandosi un terremoto sulle corna, come si fa ad evitare certe cose?

È chiaro che giocare alla cavallina su di un campo minato alza di molto le probabilità di una prematura dipartita, ma tolti questi casi estremi, è tutto dovuto alla casualità.

In ogni caso il mio paese non mi rivedrà per parecchio tempo, come le ho già detto; mi hanno spezzato il cuore...”

Battevo sul tasto del più bieco vittimismo Poichè avevo capito che la fanciulla era sensibile all'argomento...

“Ma come vivrà senza un lavoro?”

La camerierina mi stava prendendo le misure, in effetti un morto di fame non se ne andava in giro per il mondo alloggiando in costosi alberghi a tema e bevendo rum da 25.000 dollari a bottiglia...

“Se mi entreranno due o tre pagamenti che aspetto dovrei tirare avanti per un po', dopo si vedrà”

Se questa mi avesse preso per un esule romantico era fatta!

Chissà dove diavolo erano andati gli afgani col francesino?

Sperai di non trovare sorprese in camera, anche perchè, se tutto andava come auspicavo, non sarei tornato in camera da solo, sarebbe stato sconveniente ritrovarmi in camera il pirata Morgan proprio sul più bello!

“Senti, io tra poco andrò in camera, se a te non disturbasse ti ospiterei volentieri, se invece ritieni il mio invito offensivo ti chiedo umilmente scusa e naturalmente puoi mandarmi affanculo quando vuoi... se preferisci facciamo così; io ora salgo in camera, tu se vorrai basta che bussi, la camera la conosci, se tra mezz'ora non sarai salita capirò, la tua birra falla segnare sulla mia camera”

Così facendo avrei potuto prima appurare che la stanza fosse a posto e che nessun agente dei reparti speciali francesi mi stesse aspettando con un punteruolo in mano.

Mi alzai ed uscii dal locale.

Avevo tagliato corto con la camerierina poichè stavo finendo il mio repertorio di cazzate, quindi avevo preferito rischiare con un attacco diretto piuttosto che lavorarla ai fianchi!

In passato, l'attacco frontale, in alcuni casi, aveva dato buoni frutti.

Nella hall la situazione era tranquilla, non c'era nessuno, salii sul montacarichi, arrivato al piano trovai i tre mangia crauti che parlottavano nella loro incomprensibile lingua, nel frattempo il loro Führer se la dormiva, dopo tutta quella faticaccia... i suoi angeli custodi vegliavano sul suo sonno.

Naturalmente mi guardarono male, ma più di tutti mi guardò male lo stronzo che aveva presidiato tutta la sera il corridoio.

Facendo finta di niente entrai in camera, questi tre stronzi erano veramente antipatici, erano lo stereotipo del cane da guardia... dovevano guardare male a prescindere, gli avevano insegnato a fare i duri, e siccome i loro piccolissimi cervelli erano privi di discernimento, loro facevano il muso da cattivi a tutti.

Sicuramente erano ligi ai loro doveri... ma di fatto erano tre povere teste di cazzo!

Tra l'altro, questi imbecilli, avrebbero potuto mandare all'aria i miei piani per quella serata.

Tre coglioni mangia crauti, succhia wurstel, poco raccomandabili avrebbero potuto far cambiare idea alla camerierina/studentella, qualora mi avesse seguito in camera...

Quando si stava per concludere con una donna, c'era sempre qualche rompicoglioni pronto a farti saltare la festa, questa è una regola naturale non scritta che qualche stronzo sociologo dovrebbe spiegarmi!

Almeno in camera non avevo trovato nessun pirata all'arrembaggio.

Comunque non potevo fare molto, al massimo, se avessi sentito i passi della camerierina, avrei potuto aprire la porta e aspettarla sull'uscio per rassicurarla, onde evitare cambiamenti di rotta.

Il loro capo si era fatto la sua scopata senza rotture di palle, va be', c'ero io che fotografavo, ma mica li avevo interrotti!

Ora toccava a me! Se proprio avessero voluto pareggiare i conti potevano pure farmi due scatti...

Attesi l'arrivo della dolce camerierina...

In tutto il piano non si sentiva volare una mosca, quel silenzio mi fece addormentare.

Fui svegliato di soprassalto da un colpo alla porta... ero totalmente rincoglionito dal sonno, ci misi un po' a capire che stavano bussando alla mia porta... e ci misi ancora più tempo a realizzare che poteva essere la dolce camerierina che si era decisa a mollarla ad un affascinante esule, avventuriero, probabile agente segreto, fissato con il rum!

Barcollando andai alla porta e aprii.

Era lei che nervosamente aspettava la facessi entrare, i tre crucchi ci guardavano male dal fondo del corridoio.

“Ti eri addormentato?!”

“No, ero in bagno!”

Risposi io, sbugiardato dalla mia faccia che non dava scampo ad altre ipotesi, probabilmente avevo anche i segni in faccia del osceno ricamo del copriletto!

Cercavo di sbarrare gli occhi, ma rimanevano delle fessure cispose!

“Entra, dammi un minuto e sono da te”

Corsi in bagno a sciacquarmi il viso... che figura di merda!

“Eccomi!”

Questa stronza mi guardava con biasimo!

“Ci hai messo più di mezz'ora a salire... non ci speravo più...”

“Infatti ti sei fatto un sonnellino!”

“Luce dei miei occhi, se decidevi di non venire dovevo stare tutta la notte sull'attenti!?”

“Ero indecisa se salire o meno...”

“Hai preso la decisione migliore!”

“Ora penserai che sono una facile!”

“Penserò che sei una che fa quello che ha voglia di fare!”

Il mio attacco diretto aveva funzionato! Era stato facile!

“Siediti” la feci accomodare sul letto

“Li hai visti? Sono ancora in corridoio!”

“E già, gli pagheranno gli straordinari...”

Probabilmente i tre cazzoni erano dietro alla porta a origliare, quindi evitai di alimentare il discorso

“Bevi qualcosa? Come saprai qui ho solo Legui”

“Ok”

Questa si guardava intorno un po' imbarazzata.

“Queste stanze ti devono essere familiari, sicuramente più che a me... mi spieghi come cazzo si può mettere un busto come quello in una camera da letto?! Tu li conosci i proprietari? perchè non riesco a capire se sono dei geni o dei coglioni, spesso il confine è labile”

“Io ho avuto a che fare solo con il responsabile del personale, credo che l'albergo sia di proprietà di qualche multinazionale alberghiera”

“Tu ci lavori da molto?”

“Un paio di mesi...”

Le versai da bere e le porsi il bicchiere.

Improvvisamente mi venne alla mente l'approccio del vecchio crucco con la sua mummia di qualche ora prima, stavo replicando la stessa scena, con una sessantina di anni in meno, la cosa mi mise a disagio... tagliai corto:

“Se ti dicessi che non ho aspettative da questa serata ti mentirei, naturalmente mi sento di rassicurarti; non ti verrà fatto nulla che tu non voglia ti sia fatto... ma essendo tu salita di tua spontanea volontà nella mia camera, mi porta a pensare che qualche idea ce l'hai anche tu, ecco, volevo chiederti di lasciare libero spazio alle idee, le formalità direi che possiamo lasciarle da parte, tra l'altro questo tuo inedito abbigliamento mi fa un po' sentire come un cazzo di secchione giapponese, genio dei computer e gran lettore di fumetti... tu sai che i giapponesi hanno il mito delle mutandine bianche? Le vendono anche via internet, millantando che sono state indossate da deliziose fanciulle del sol levante...”

“Sì, indosso anch'io mutandine bianche, le vuoi vedere?”

Ecco, l'uomo faceva sempre troppe chiacchiere per prepararsi il terreno, anche quando il terreno era già ben preparato... mentre questa non perdeva tempo!

“Beh, ad essere sincero una sbirciatina la darei volentieri, giusto per motivi socio culturali, il popolo giapponese riserva sempre molte sorprese!”

Va be', quello che successe dopo sono cazzi miei, io non ero mica un multimiliardario tedesco!

L'unica cosa che posso dire è che ad un certo punto sentii l'irrefrenabile impulso di urlare: “Banzaaaaai!”

Gradimento