LA BARACCA

 

 

 

   Lisa sentì le chiavi infilarsi nella porta e smise di lavare i piatti in cucina. Prestò la massima attenzione a quei rumori ma già sapeva chi era. È Victor, pensò. La pelle delle braccia le si freddò come se fosse inverno.

   Uscì dalla cucina nel momento in cui suo marito entrava in casa. Lisa restò a guardarlo a bocca aperta e immobile. Era come se non l’avesse mai visto.

   <<Ah, sei qui…>> disse lui. Poi aggiunse: <<Bene. Ieri sera non hai fatto la brava, ti ricordi?>>

   Lisa annuì incantata. Le gambe le tremavano come se sotto la pelle ci fossero insetti che si muovevano in continuazione.

   La sera prima non aveva cucinato bene, secondo Victor, ed ora lui si stava preparando per la punizione.

   <<Senti, Victor, io non…>>

   <<Silenzio!>>

   Lisa sussultò e la sua faccia si fece ancora più pallida e spaventata. Aveva gli occhi completamente spalancati. Adesso si toglierà la cinta, pensò.

   Victor fece proprio così.

   Qualcosa scattò in Lisa. Le sembrò anche di sentire un rumore nella sua mente. Socchiuse leggermente gli occhi mentre Victor si sfilava la cinta con cui doveva punirla. Non ci sto, pensò lei. Chiuse i pugni e si voltò a guardare la porta di servizio. Era aperta.

   <<Stavolta non te lo consento>>, disse Lisa.

   Victor smise di trafficare e la guardò stupefatto. <<Che significa?>>

   Lisa sorrise. Sentì che la sua smorfia era coraggiosa. <<Significa che è finita.>>

   Si girò ed uscì di casa scappando. Non appena mise piede fuori si sentì libera dopo tanti anni.

 

***

 

   Il vento le scompigliò i capelli ma non le importò nulla. Lisa sorrideva ancora e correva più veloce che poteva. Vado dal signor Shennon, pensò. L’avrebbe aiutata di sicuro.

   Guardò in avanti e sulla destra vide la fattoria di Shennon. Era una gran bella casa e molto grande. Di sfuggita vide una baracca nel retro e i suoi occhi si fecero più svegli di quanto già fossero. Può essere un ottimo rifugio, pensò. Se il signor Shennon non c’era, sarebbe sgattaiolata lì dietro.

   Imboccò il vialetto della fattoria con il respiro a mille. Rallentò e si girò a vedere se Victor l’avesse seguita. Non c’era. Lisa sospirò e guardò anche verso la casa in cui aveva vissuto fino a quel momento. Di Victor non c’era traccia. Forse è rimasto in casa, pensò.

   Tornò a girarsi e vide anche che la macchina di Shennon non c’era. Il solito posto quasi sempre occupato era vuoto. Diamine, disse Lisa fra sé.

   Camminò spedita nel retro. Anche se Victor non la stava seguendo, doveva trovare un nascondiglio. Il respiro grosso le era rimasto e Lisa cercò di placarlo.

   Arrivò alla baracca e si fermò.

 

***

 

   Victor salì in macchina.

   Uscì spedito dalla porta di servizio con la pistola in mano. Il suo volto era nero di rabbia e i suoi occhi sottili.

   <<Ti sto venendo a prendere>>, bisbigliò.

   Aveva visto sua moglie entrare nella proprietà del vecchio Shennon, e se ci si fosse messo anche lui, be’, la pistola era pronta.

   Infilò la chiave nella toppa e partì veloce. Uscì dal vialetto e partì verso casa Shennon. Arrivò subito e Victor strinse i denti. Doveva essere lì quella sgualdrina.

   Gliela avrebbe fatta pagare.

   Spense la macchina e si incamminò nel retro tirando fuori la pistola.

 

***

 

   Lisa sentì la macchina ed entrò veloce nella baracca di lamiere.

   Chiuse la porticina alle sue spalle lasciandosi sfuggire un gemito. Rimase nel buio con il fiato ansante, poi si girò e cominciò a muoversi a tastoni.

   Qui dentro non si vede nulla, pensò.

   Socchiuse gli occhi per mettere a fuoco le cose ma non riuscì a vedere niente lo stesso. Si girò verso la porticina e pensò a Victor. Era riuscito ad individuarla.

   Avanzò ancora, poi vide una fessura di luce dall’altra parte. Rimase ferma con la bocca spalancata. Poteva uscire da lì e scappare nei campi di Shennon.

   Raggiunse la seconda porta e lì in quel punto la luce era davvero forte. Lisa abbassò lo sguardo e fissò quella luce affascinata. Sentì dei rumori di passi di fuori e fu come se si svegliasse.

   Emise ancora un gemito di terrore, poi allungò il braccio e aprì la porticina.

   Entrò in un giardino. La luce era immensa e il cielo era terso e pulito come quello di un dipinto. Lisa restò a bocca aperta e chiuse la porta dietro di sé.

   <<È un labirinto>>, mormorò.

   Mosse due passi e andò in avanti, mettendo piede nella breccia. Era un labirinto in effetti, fatto con cespugli alti almeno due metri e larghi uno. Davanti a lei c’era una specie di corridoio stretto, poi tutto girava ad angolo retto.

   Si riprese con uno scatto e si nascose sulla sinistra, dietro una panchina di marmo bianca. Era capitata in un posto fantastico ma doveva sempre salvarsi da Victor.

 

***

 

   Victor era sceso dalla macchina ed era andato nel retro di casa Shennon.

   <<Dove ti sei cacciata, brutta sgualdrina…>> disse.

   Aveva il volto completamente sudato e rosso. Gli tremava la mano destra, quella con cui teneva la pistola. Socchiuse gli occhi infastidito dal forte sole che c’era. Si portò la mano sulla fronte e guardò verso il campo sulla destra. Scosse la testa. Lì non poteva essere fuggita.

   Poi Victor fissò la baracca. Sorrise. La sua mente aveva trovato forse il nascondiglio di sua moglie. Si era rifugiata come un topo.

   <<Ci siamo…>>

   Si avvicinò in fretta alla baracca con un sorriso spietato sul volto rosso. Entrò e vide subito la seconda uscita. <<Ma che cosa…>>

   Victor rimase fermo a guardare quel labirinto per certi aspetti meraviglioso. Avanzò lento riponendo senza accorgersene la pistola nella cintura. Il suo sguardo era attento e il sorriso gli si era spento. Adesso la sua bocca era come un imbuto. Era la tipica espressione di Victor quando era sorpreso.

   Entrò nel labirinto e si accorse subito che era un posto fantastico.

   <<Ehi, Lisa? Sei qui dentro per caso?>> gridò.

   Victor strinse i denti per la rabbia. Adesso doveva solo uccidere la sua donna.

   Avanzò nel labirinto e quando arrivò alla prima svolta, si girò a guardare la porta da cui era entrato. Poi proseguì.

   <<Lisa!>>

   Dopo un po’ non si udì più.

 

***

 

   Lisa uscì da dietro la panchina, entrò nella baracca e chiuse la porta. Stava tremando e appoggiò la testa al proprio braccio. Poi si alzò ed uscì dalla baracca.

   Restò un po’ ferma sotto il sole, a fissare la baracca di lamiere. Era tutto strano eppure era vero. Shennon aveva un posto segreto dove…

   Sentì un rumore e si girò. Era Shennon. Il vecchio con i capelli bianchi aveva un’espressione bonaria.

   <<Io non… Scusami, io non…>> balbettò Lisa.

   <<Hai visto tutto, vero?>> chiese Shennon con voce delicata e paziente. <<Be’, era un mio segreto, anzi, un segreto del mondo. Quella baracca dà in un’altra dimensione e io non so cosa sia e che cosa ci sia.>> Fece una pausa. <<È lì dentro vero?>>

   Lisa annuì spiazzata.

   <<Hai fatto bene a portarcelo. Io lo sentivo sempre mentre urlava contro di te. È la punizione che merita. Non ti preoccupare, non riuscirà ad uscire.>>

   Lisa si lasciò andare ad un sorriso enorme e abbracciò Shennon. L’incubo è finito, pensò. Victor resterà lì dentro e io mi salverò.

   Rimasero ancora abbracciati, poi Shennon l’accompagnò in casa tenendola per le spalle.

 

  

Gradimento

ritratto di Rubrus

***

Discreto. Scritto anche con un buon ritmo, anche se lavorerei un po' sul finale. 

Interessante.....

.....una "porta" che conduce in un'altra dimensione.....

E che imprigiona il cattivo di turno mentre il buono riesce a sgattaiolarsene via.

Si, la trama convince e anche il testo scorre abbastanza bene. Ci sono spazi di miglioramento ma vedo che sei sulla buona strada.

Mi associo a Rubrus sulla critica al finale e aggiungo che, probabilmente, potevi omettere gli spazi tra un periodo e l'altro e rendere il testo scorrevole ancora di più.

Non male.

 

Grazie veramente perchè forse

Grazie veramente perchè forse ho trovato la mia dimensione. I vostri commenti mi danno fiducia. Avevo pensato in effetti ad un finale diverso, e cioè che il cattivo venisse spinto al suicidio da alcune voci fantastiche nel labirinto. 

Tu sei scrittore di professione?

Se ti riferisci a me....

....no, non sono uno scrittore di professione. Mi piacerebbe, ma per ora non sono ancora in grado di spiccare il grande balzo.

Ho partecipato ad un po' di concorsi qua e là ed alcuni racconti sono stati pubblicati su di un quotidiano.

Nelle librerie on-line c'è un mio racconto lungo che pubblicai nel 2015 e che, per ora, non ha venduto manco una copia. Pazienza.

Se invece ti riferisci a Rubrus, francamente non lo so. Ma lo potrebbe essere, visto che, come potrai toccare con mano tu stesso, scrive dannatamente bene.....

E per quanto riguarda il finale che avevi pensato, ti dirò che, invece, è migliore quello che hai poi scritto. Trattandosi di evento soprannaturale, diventa più credibile.