American Beauty
Qualche giorno fa ho rivisto uno dei pochi film che ha il dono di provocare risate sporcate dalla tristezza,quel sorriso amaro che porta sempre a lunghe riflessioni .
American Beauty è lo specchio di una società che impone i suoi modelli per diventare persone vincenti, o emergere dall’anonimato. Dietro una ben aderente maschera di immacolati valori tradizionali, si celano trasgressioni, ribellioni, eccessi , stravaganze. Il ruolo educativo della famiglia è demolito nell’incomunicabilità e dall’egoismo di ogni singolo componente della famiglia.
Le regole sociali sono così eccessive, prive di limiti che la realtà rasenta la follìa . La morale si sporca continuamente fino a rimanere totalmente inquinata dalla mancanza di valori .
I “diversi”, cioè gli amanti , coloro che trasgrediscono alla morale , invece, sono gli unici che rappresentano la purezza dei sentimenti, la sincerità dell’amore.
In questa famiglia americana un padre, stanco dell’abitudinaria vita matrimoniale, lavorativa e sociale, si lascia andare ad una scandalosa relazione con l’amica della figlia e si libera dalle costrizioni sociali “facendosi” di canne. La “liberazione” del padre s’intreccia con le “fughe dalla realtà” quotidiana della moglie, ossessionata dall’ottenere un posto in prima fila in società, e della figlia complessata che s’innamora del vicino di casa. Il film procede tra situazioni al limite, grottesche, amare, fino al tragico finale.
Un capolavoro dal ritmo tragicomico, grottesco e dai toni amplificati.
- simona bertocchi's blog
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