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Ho visto l'Aquila (Lettera dell'attore Andrea Gattinoni a sua moglie)

ritratto di Eugenio Nocerino
Pubblicato da Eugenio Nocerino il Gio, 11/06/2009 - 18:25
  • Altro
  • Articolo critico - recensione

Ho inserito nel blog questa lettera a scopo di diffusione in rete per volontà dell'attore Andrea Gattinoni, su fatti che riguardano il terremoto in Abruzzo.

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ritratto di francaf

letto

Pubblicato da francaf il Gio, 11/06/2009 - 19:01.

e diffuso. Agghiacciante. Ciao e grazie, Franca 

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ritratto di tonia

veramente mia figlia è andata

Pubblicato da tonia il Gio, 11/06/2009 - 19:35.

veramente mia figlia è andata a far gli esami nella tendopoli nessuno l'ha controllata e nemmeno a mio marito che stava a passeggio  fuori alla tendopoli. Siamo andati una domenica ci sono ancora strade chiuse i treni che non arrivano in città ma mi sembra tutto così assurdo qui le voci sarebbero girate visto le persone che conosciamo che abitano nelle tende.

TONIA
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ritratto di Eugenio Nocerino

La lettera

Pubblicato da Eugenio Nocerino il Ven, 12/06/2009 - 00:35.

girata in rete, ha provocato, e sta provocando forti discussioni tra vari siti e testate. 

Vedi http://nautilusmagazine.blogspot.com/2009/05/prove-tecniche-di-regime.html
Tre sono stati i motivi che mi hanno spinto a pubblicarla. il primo è la fonte diretta che so sincera. Il secondo motivo, è che ho ricevuto indicazioni simili da un gruppo di volontari ritornati 15 giorni fa dal posto. Il terzo, beh, ho controllato personalmente la testimonianza di un altra "denuncia" che trascrivo pari pari. Questa lettera è di Laura, una studentessa di Colle di Roio, frazione dell'Aquila. Una persona che ho poi conosciuto sul posto. Una ragazza sensibile, seria ed obiettiva.



Ciao a tutti.
Chiuso il teatrino della comparse, si solleva il velo sulla reale realtà!

 Oggi è il 20 aprile 2009. Per molti Abruzzesi lo sguardo è congelato
 all'alba del 6 aprile 2009. Io, fisso il mio sull'ennesimo sorriso
 paterno e rassicurante del nostro Presidente del Consiglio, che
 campeggia sul paginone centrale de Il Centro, quotidiano locale e che
 ancora una volta (pure quando un minimo di decenza richiederebbe
 moderazione), fa sfoggio di capacità ed efficienza facendo grandi
 promesse nella speranza che si dimentichi il prima possibile (si sa gli
 italiani hanno memoria moooolto corta), che fino al 5 aprile nel
 meraviglioso piano casa che si intendeva varare a imperitura soluzione
 della crisi economica, di norme antisismiche nemmeno l'ombra.

 Vi scrivo da Colle di Roio (AQ) uno dei paesini colpiti dal sisma del 6
 aprile 2009. Il mio paese.

 Trovo molto difficile fare ordine nel turbinio di pensieri che mi
 gonfiano la testa, ma ci proverò. E scrivo questa nota perchè credo che
 solo uno strumento qual'è la rete permetta di conoscere altre verità,
 senza mediazioni se non dell'autore.

 Il nostro campo è abitato da circa trecento persone, distribuite in una
 quarantina di tende. Tornati da una vacanza mai iniziata, assieme a
 Pierluigi, abbiamo cercato di dare un contributo alle attività di
 gestione della tendopoli che, nel frattempo, (era passata già una
 settimana dall'inaspettato evento), era andata sviluppandosi.

 Come sapete non sono un tecnico, nè ho una qualche esperienza di
 gestione logistica e di personale in situazioni di emergenza e quanto vi
 racconto può essere viziato da uno stato di fragilità emotiva (immagino
 mi si potrà perdonare). Il fatto è, che a fronte di uno sforzo
 impagabile profuso da molte delle persone presenti nel nostro campo,
 (volontari della protezione civile, della croce verde/rossa, vigili del
 fuoco, forze di polizia etc...), inarrestabili fino allo sfinimento, ci
 siamo trovati, o sarebbe meglio dire ci siamo purtroppo imbattuti, nella
 struttura ufficiale della Protezione Civile stessa e nel suo sistema
 organizzativo.

 La splendida macchina degli aiuti, per quanto ho visto io, poggia le sue
 solide e certamente antisismiche basi, sulle spalle e sulle palle dei
 volontari; il resto da' l'impressione di drammatica improvvisazione. E
 non perchè non si sappia lavorare o non si abbiano strumenti e mezzi, ma
 semplicemente ed a mio parere, perchè si è follemente sottovalutato il
 problema fin dall'inizio.

 Se vero è che il terremoto non è prevedibile è altrettanto vero che
 tutte le scosse precedenti (circa trecento più o meno violente prima
 dell'inaspettato evento) dovevano rappresentare un serio monito. Perchè
 non è servito il fatto che due settimane prima del sisma alcuni palazzi
 presenti in via XX settembre a L'Aquila, poi miseramente sventrati,
 erano già stati transennati perchè le scosse che si erano susseguite
 fino a quel momento (la più alta di 4° grado, quindi poca cosa...)
 avevano fatto cadere parte degli intonaci e dei cornicioni...

 Una persona minimamente intelligente, a capo di una struttura così
 grande quale la protezione civile, avrebbe dovuto schierare i propri
 uomini alle porte della città, come un esercito, pronto a qualsiasi
 evenienza. Ed invece mi trovo a dover raccontare che le prime venti
 tende del nostro campo se le sono dovute montare i cittadini del paese
 (ancora stravolti dal sisma), con l'aiuto di una manciata di
 instancabili volontari, che manca un coordinamento tra i singoli gruppi
 presenti, che la segreteria del campo (che cerchiamo di far funzionare),
 è rimasta attiva fino a ieri con un Pc portatile di proprietà di mia
 proprietà, acquistato "sia mai dovesse servire", e con quello di un
 volontario; che siamo stati dotati di stampante e telefono ma per la
 linea Adsl (in Italia ancora uno strano coso...) stiamo ancora
 aspettando e quello che siamo riusciti a mettere in piedi è merito
 dell'intelligenza di qualche giovane del posto e dei suoi strumenti
 tecnici; che abbiamo dovuto chiamare chi disinfettasse e portasse via
 mucchi di vestiti perchè arrivati sporchi e non utilizzabili; che fino
 dieci giorni dal sisma avevamo un rubinetto per trecento persone,
 nessuna doccia, circa 20 bagni chimici e nessun tipo di riscaldamento
 per le tende.

 Vi ricordo che in Abruzzo ed a L'Aquila in particolare la primavera
 fatica ad arrivare e che anche in queste notti la temperatura continua
 ad essere prossima allo zero. Non ci si può quindi stupire che molte
 persone, la maggior parte delle quali anziane (e non tutte con la
 dentiera...), cocciutamente ed in barba alle direttive che vietano di
 rientrare nelle case, continuano a fare la spola dalla tenda al bagno di
 casa.

 Potreste obbiettare che tutto sommato e visti i risultati raggiunti nel
 seguire più di quarantamila sfollati questi problemi sono inevitabili e
 bisogna solo avere pazienza. Condivido il ragionamento.

 Quello che mi lascia stupito, che la gente non sa e che gli organi di
 informazione si guardano bene dal dire è che tutta la macchina s i basa
 all'atto pratico, sulla volontà ed il cuore di persone che lasciano le
 loro case e le loro famiglie e che non pagate, cercano di ridare un
 minimo di dignità e conforto a chi, a partire dalla propria intimità, ha
 perso tutto o quasi. La protezione civile che molti immaginano (alla
 Bertolaso per intenderci) non esiste nei campi, almeno non nel nostro. I
 volontari si alternano, perchè obbligati ad andarsene dopo circa 7 giorni.

 Cosa comporta tutto questo?

 Che ogni settimana si vedono facce nuove con la necessità di
 ricominciare a conoscersi ed imparare a coordinarsi, che il capo campo
 cambia anche lui con gli altri e quindi può avere esperienza o meno, che
 spesso, ed è il nostro caso, la gestione di alcune attività è affidata
 ai terremotati perchè non viene inviato personale apposito, con
 inevitabili problemi, invidie acrimonie e litigate tra...poveri.

 Volete un esempio cristallino della disorganizzazione?

 La nostra psicologa, giunta al campo per propria cocciuta volontà, è
 rimasta anche lei solo una settimana. Vi immaginate quale può essere
 l'aiuto ed il sostegno che una persona addetta può dare e quale fiducia
 può riscuotere per permettere alle persone di aprirsi, se cambia con
 cadenza domenicale??? A questo si aggiungano l'inesperienza di molte
 persone (spesso e per fortuna sconfitta dalla volontà di far bene) e le
 tristi e umilianti dimostrazioni di miseria umana che ci caratterizzano
 e che risultano ancora più indecenti ed inaccettabili in casi di
 emergenza.
 Qualcosa di buono però ragazzi l'ho imparato.

 Ho imparato che per la richiesta di materiale devo inviare un modulo
 apposito e che a firmare lo stesso non deve essere il capo campo, la cui
 responsabilità, fortuna sua, è solo quella di gestire trecento vite,
 trecento anime, più tutti coloro che ci aiutano dalla sera alla mattina,
 ma serve il visto del Sindaco, oppure del presidente di circoscrizione
 oppure di un loro delegato (pubblico ufficiale). Noi dopo aver speso due
 giorni per individuare chi dovesse firmare questi benedetti moduli,
 sappiamo che dobbiamo prendere la macchina e quando serve (ovviamente
 più volte al giorno), raggiungerlo al comune.

 Un'ultima noticina.

 Due giorni fa la Protezione civile si è riunita con gli esperti, ed ha
 ritenuto che non vi siano motivi di preoccupazione relativamente alle
 dighe abruzzesi (la terra trema ogni giorno). Ora ricordandomi che
 analoga sicurezza era stata espressa all'alba di una scossa di quarto
 grado e pochi giorni prima che il nostro inaspettato evento facesse
 trecento morti e azzerasse l'economia e la vita di migliaia di
 persone...ho provveduto, poco elegantemente, ad eseguire il noto gesto
 scaramantico...

 Però dei regali li ho ricevuti.

 Sono le lacrime di molte delle persone che hanno lavorato alla
 tendopoli, trattenute a stento nel momento dei saluti; sono le parole e
 gli sguardi dei vecchi del paese, che mescolano dignità e paura,
 coraggio e rassegnazione, senza mai un lamento.

 Un'altra cosa.

 Vi prego chiunque di voi possa, prenda il treno l'aereo o la macchina e
 si faccia un giro per L'Aquila e dintorni. Le tendopoli non sono tutte
 come quelle a Collemaggio. Scoprirete il livello di falsità che viene
 profuso a piene mani dagli organi di comunicazione oramai supini e del
 livello di indecenza del nostro presidente del consiglio che prima con
 lacrime alla cipolla e poi con sorrisi di plastica distribuisce garanzie
 e futuro a chi, vivendo in tenda e saggiando sulla pelle la situazione
 sa, che sono tutte palle.

 I morti sono serviti subito per mostrarsi umano e vicino alle famiglie,
 ma ora è meglio dimenticarli in fretta..Via via..nessuna responsabilità,
 nessun dolo. I pm sono dei malvagi.. ricostruiamo in fretta.. forza la
 vita e bella, vedrete, tra un mese sarete tutti a casa... Conoscete i
 nomi delle famiglie che doveva ospitare nelle sue ville?

 Le virtù umane travalicano gli eventi, le sue miserie non hanno confini.

 Se volete vi prego fortemente di inviare questa mail a quanti vi sono
 amici. La stampa nazionale si è guardata bene dal pubblicarla.

 Un saluto a tutti.
 Laura

Tonia, io cerco risposte. Ma, sopra ogni cosa, cerco la verità. Non punto il dito, ma cerco giustizia per le 300 vittime di un disastro annunciato.

Con lecito beneficio del dubbio da parte tua, ti saluto ( e ti leggo con ammirazione)

Eugenio 

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ritratto di tonia

 Ricostruire per me è ancora

Pubblicato da tonia il Ven, 12/06/2009 - 06:22.

 Ricostruire per me è ancora un'utopia le scosse continuano non pensare che sono lontana dall'aquila e abbiamo subito anche noi danni con gente ancora nelle tende e il caro stato purtroppo ha deciso che questo non è un paese che può rientrare nel piano del terremoto e così tanti altri paesi come questo.Qui solo e in un altro paese della provincia dell'Aquila prima delle votazioni, la gente ha riconsegnato le proprie schede elettorali al comune, cosa che dovevano fare molti altri cittadini abruzzesi per protesta, ma purtroppo siamo sempre una massa pecoroni.Quella notte mia figlia era all'Aquila, è ancora scioccata la notte non riesce più a dormire da sola nella sua cameretta, e devo dirti sinceramente che gli aiuti sono arrivati subito perlomeno a L'aquila già mezz'ora dopo era impossibile raggiungere il posto per non intralciare gli aiuti,

Poggio di roio si trova in alto su una montagna dove aveva sede l'università logico che per raggiungere tutte le località ci voleva un po' di tempo.

Mia figlia parla con i suoi amici universitari si lamentano solo che nelle tende fa troppo caldo ora, molti stanno costruendo casette in legno.

Spiegami perchè si lamentano solo persone dell'Aquila quando ci sono molti paesini distrutti e la gente si sta rimboccando le maniche e cerca di andare avanti? Queste catene che girano in internet mi mettono sempre dei dubbi. Forse qualcuno vuole che risale l'economia in questi posti e cercano in ogni modo di attirare più persone possibili sul luogo.

E per farti capire che forse è così ti dico che a settembre a tutti i costi vogliono riportare l'universita a L'Aquila, unica fonte di economia, anche questa una manovra politica, non gli interessa dove alloggeranno i 27.000 studenti gli hanno anche detto che potranno viaggiare, cosa massacrante visto che ora per raggiungere il luogo l'unica soluzione è l'auto. Già in molti hanno deciso di cambiare sede specialmente quelli del primo anno e penso che se insistono i politici su questo piano perderanno molti iscritti.

Ricordiamoci che nel Belice stanno ancora nelle baracche e L'aquila come sta ridotta, non bastano due mesi per ricostruirla come dice il vostro amato premier

TONIA
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