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Woody Allen e la solitudine della folla

ritratto di simona bertocchi
Pubblicato da simona bertocchi il Dom, 15/11/2009 - 14:07

Il talento di Woody Allen esplode a 17 anni, scrivendo gag per comici e produttori televisivi viene assunto dal NBC. E’ sua le scenografia per il cinema nel 1965 di Ciao Pussicat . Esordisce nel suo primo fillm da regista con Prendi i soldi e scappa.
Il suo cinema si ispira ai drammi filosofici bergmaniani che, però, mescola con ironia, ritmo e leggerezza ( impresa in cui solo un genio può riuscire). Il tema centrale delle sue opere è il suo rapporto difficile con il mondo che lo circonda, egli fatica ad adattarsi e capire questa società , l'unico modo per sopravvivere è circondarsi di ironia, mondi fantastici e passione per l'arte.
Zelig è il suo primo capolavoro , racconta le vicissitudini di un uomo che per piacere agli altri assume le loro sembianze, è un continuo entrare e uscire dalle varie personalità che popolano la società.
Le sue due compagne di vita sono state due donne di fortissimo temperamento : Diane Keaton e Mia Farrow, personaggi femminili di molti suoi film. La protagonista indiscussa delle sue opere è , però, New York, città natale in cui ambienta quasi tutti i film . Altra sua passione è la musica, il jazz in primis . La grande mela e il jazz, sono l'anima di pellicole indimenticabili come Manhattan e Radio Days.
Per quanto sia uno dei registi più amati, il suo unico Oscar risale ai tempi di Io e Annie nel 1977.
Dopo un periodo buio a metà degli anni Novanta, a causa di problemi familiari e pratiche giudiziarie per alla burrascosa rottura con la Farrow, Woody torna al successo anche grazie alla collaborazione con Spielberg con commedie d’incasso come Accordi e disaccordi e La maledizione sello scorpione di Giada.
Per molti intellettuali è visto come un ebreo paranoico sciovinista, misantropo, nichilista
Sono venticinque i film della sua “commedia umana”, o ventotto, mettendo nei conto i tre fatti con altri sotto la sua prepotente ala nevrotica eppure la leggerezza del suo genio è assolutamente opposta al mondo intellettuale . Il suo umorismo è tenero e goffo e l'ironia è graffiante mai banale. Che si prediliga il sogno americano di Manhattan o il sogno fantastico di La rosa purpurea del Cairo (1985) o i dolorosi e difficili rapporti affettivi di Hanna e le sue sorelle o la cruda realtà di vita di Mariti e Mogli (1992), Woody Allen è un regista geniale a creare un perfetto quadro della vita urbana e delle sue nevrosi, delle sue sofferenze, dei suoi eccessi, delle fragilità , dei sentimenti.
A 70 anni gira il film Melinda e Melinda ed è il primo film in cui l'autore sembra osservare con odio l'ambiente intellettuale della sua città. Mentre il mondo si sta consumando fra inutili guerre senza fine e disastri ambientali, i protagonisti intellettuali di Woody vivono nella futilità o nei lunghi discorsi idealistici. Tutti intellettuali forzati , si fregano l’un l’altro . Da un Woody Allen ci si aspettava un messaggio più forte dopo il crollo delle torri .
La prova che Woody ha mutato il suo cinema si ha con Match Point. Intanto manca la sua musa New York e neppure l’ironia graffiante o quella goffa leggerezza. Tutto, di colpo, è cambiato: in questo film c’è Londra, la ricca borghesia, una storia classica d'amore, di morte e dei destini del caso, una vicenda intrigante, certo, un delitto senza castigo ma ….NON C’E’ IL MARCHIO ALLEN, sembra diretto da un altro.
Altro film che mi sento di criticare ( è un mio parere personale ovviamente) è Vicky Cristina Barcelona. Una vera dichiarazione d’amore alla capitale catalana. Un film piacevole, con una bellissima fotografia e una zoomata continua sull’architettura di questa città.
Tutto però è fortemente stereotipato : una Barcellona da cartolina, le due protagoniste sono turiste americane colte e indipendenti , una conservatrice e l’altra ribelle e sognatrice. Javier Barden rappresenta tutta la sensualità del maschio latino e una magistrale Penelope Cruz è l’emblema della donna di fuego , tutta passione e temperamento ( come se gli spagnoli fossero solo così) ; anche l’ambiente intellettuale è stereotipato …. i cafè bohemien per ritrovarsi , le feste frequentate da artistico eccentrici ed eccessivi, i pittori squattrinati tutti genio e sregolatezza. Insomma si vede che a dirigere un film di impronta mediterranea è un new yorkese. La colonna sonora, invece, è bellissima.
Il messaggio di Woody Allen , però rimane intatto : LA SOLITUDINE DELLA FOLLA .
 

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ritratto di smeraldoeneve

Cin cin Simona

Pubblicato da smeraldoeneve il Dom, 15/11/2009 - 17:59.

Grazie a te ho passato una domenica simpatica 

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ritratto di simona bertocchi

il fascino del cinema

Pubblicato da simona bertocchi il Mar, 17/11/2009 - 10:07.

Vedere le opere dei grandi registi come  Allen e Truffaut è uno dei piaceri della vita.     Un abbraccio .  Simo

simona bertocchi
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