Brrr che freddo! Oh che caldo!
Ogni estate, nei TG, puntualmente capitano con cadenza quasi quotidiana i consigli di "sopravvivenza al caldo". Una di queste sere ne hanno dati di un po' diversi dal solito. La dottoressa o professoressa consultata spiega - anche nell'ottica del risparmio energetico - che non è necessario, per esempio, ricorrere ad aria condizionata e ventilatori, ma di lavarsi spesso; il giornalista, per riassumere e come per chiedere conferma, dice che insomma dobbiamo rassegnarci, sopportare il caldo.
Anche quella degli "addetti ai mestieri" che cambiano le carte in tavola è una cosa frequente. Comunque, nel mentre che lavoricchiavo al computer in camera ascoltando il televisore dalla cucina, già immaginavo le reazioni di molte persone - tipo: «Ma che dice questa?», «(sorriso "furbo") Sì, va là». E difatti...
Io in genere seguo la politica di non fare nomi, anche se spesso il segreto è di Pulcinella e non sempre l'interessato gradisce così. Comunque, a servizio finito, il direttore del telegiornale commenta che del caldo possono risentire anche gli esperti, dice di accenderli pure, i ventilatori, e che sarebbe meglio se parlasse chi esperto lo è davvero. Un'esperta "matta", allora. Ma io penso che ci voglia proprio un po' di follia, per scuotere dal torpore l'uomo comune e liberarlo dal suo buon senso e logica ugualmente comuni. D'altronde c'è anche la follia positiva, propria dei geni.
«Ho freddo», «Ho caldo», «Ho la malattia X». E basta. Però, intanto, di queste situazioni negative ci si compiace, il che le rafforza non poco. Quindi, avendo freddo, lo fuggo cercando il calduccio. Avendo caldo, cerco refrigerio. Essendo indisposto, mi lascio andare a uno stato di debolezza aspettando la guarigione. Ciascuno vive come più gli piace, e io non voglio dare insegnamenti, nè faccio chissà quali rivelazioni. La gente ormai si è affezionata ai letti che scaldano nelle fredde notti autunnali e invernali, a frasi ammiccanti del giornalista di turno, come: «L'afa non dà tregua», «Sentiamo cosa possiamo fare contro il caldo», e a tutto il resto.
Il caldo può essere pericoloso, perfino mortale? Vedi la forza dell'abitudine!
Delle volte ci si ripara dal "freddo" o dal "caldo" anche quando la temperatura, in fondo, è tollerabile: si può benissimo iniziare da qui e procedere gradualmente. Poi magari dei limiti ci saranno, ma si saprà senz'altro quando fermarsi. Quando si può fare così, perchè complicarsi la vita con apparecchini ed apparecchietti?
- Login o registrati per inviare commenti
- 539 letture
Stampa
Invia
PDF
- Login o registrati per inviare commenti
- Login o registrati per inviare commenti

