Mi tornano in mente i primi tempi, la prima serata in cui stavamo ciascuno ad un capo del divano e ci si guardava sospettosi, prima ancora le volte che ci si incrociava per starda quando lei andava a lezione ed io a fare le mie cose, o subito dopo, gli incontri fugaci in biblioteca dove la prima volta ho trovato il coraggio di invitarla fuori(non andò benissimo, ma mi sentivo già sicuro del risultato).
La volta che poi vedendola alzarsi ed andar via, ne approfittai per seguirla e staccare una scena all'uscita, dove lei mentre si rollava la sigaretta, la saluto mesto e procedo per la mia strada, e lì in pochi passi aspetto di vedere se abbocca...
Ed infatti il timido "aspetta!" sale dalle mie spalle, ghigno compiaciuto(peggio del grinch, ed ha il coraggio di dire che secondo lei non so recitare) e mi volto con espressione sorpresa per l'esser stato ripreso da Lei.
Mi volto e le dico "si", comunque impacciato e stracontento nel tempo che facciamo la strada per accompagnarla a casa(fino a quel momento era attraversare s. maria formosa) mi calmo e comincio a sentire, ad ascoltarla, il modo in cui parla, le cose che dice, la sua forma mentis...
La percepisco di una strana squadratura, che non ben si sposa con la mia idea di relatività, ma è troppo bella e mi incuriosisce troppo, l'accompagno fino a casa che è dall'altra parte di ve, mentre io sto da tuttaltra parte.
All'esame poi il giorno fatidico, stacco il numero di telefono e senza aspettare nemmeno un giorno già l'invito a casa.
Pessimo, il tempo di fare due restauri dovevo almeno darglielo, ma chissene, dovevo sapere di più, vederla di più.
Due giorni dopo ci si vede per lo spritz a Rialto e resto molto deluso dal tipo di musica che ascolta, roba da fissati che ci credono un pò troppo,(ma questo solo secondo me) ahimè è una cosa che per me conta molto, ma insomma non si può basarsi solo su quello. Da quella volta segue una serie di riaccompagnate a casa, anche a straore, e man mano che beviamo scattano pure i pomicioni a spregio per le calli veneziane.
Storico quello sull'edicola a fine di strada nuova, che in faccia ai passanti durò una cifra e si becco pure commenti da turiste di passaggio invidiose del tipo " ma 'sti due?!?".
La prima volta non andò molto bene, anzi fu 'na mezza tragedia, solo perchè ero impacciato e speravo di andarci con calma, mentre lei era ben convinta della scelta e molto presa, mentre io stavo ancora vagliando, anzi ero ancora nella fase di giochi, mentre lei ci pensava seriamente(sempre diretta al sodo tipico della sua squadratura), anche se al tempo era ben confusa e quindi non so quanto se fosse autoconvincomento o sottomissione al partner per non disattendere le sue aspettative, in pratica ne rimasi un pò schoccato, anche della sua risata.
Però era bello, mi stava sempre in braccio ed eravamo attaccatissimi durante il giorno.
In dipartimento faceva la scema giocando a far la provocante mentre io serio la guardavo e dopo un pò che snudava spallucce, apriva il decoltè, faceva occhiolini, ammiccava, mandava baci zozzi, sempre con faccia serissima le dico "guarda che c'è la telecamera".
A quel punto si gessa in un espressione che mi fece innamorare(più di quanto non lo fossi già), e si ricompone ridendo e vergognandosi...
Poi trova casa dietro casa mia e da quel giorno si riusciva a stare anche più di 24 o forse addirittura 48 ore nel campo visivo dell'altro se non a contatto fisico diretto(in due in un letto singolo, mi svegliavo sempre con la schiena fuori al freddo e la sciatica che mi torturava), nemmeno i denti riuscivo a lavarmi in pace, perchè arrivava di corsa a pisciarmi davanti apposta, perchè sapeva che mi dava fastidio e il mio imbarazzo, l'invasione del mio spazio toletta, era il modo più divertente che aveva di torturarmi. In realtà mi divertivo anch'io, era troppo sit-com come scena.
Poi in quel periodo stando così vicino nella nostra Venezia tutto era perfetto, il condividere sempre più tutto stava stracciando tutte le nostre barriere culturali e rendendoci quasi una cosa sola, poi finisce le lezioni, molla la casa, torna a Milano e trova lavoro, le cose cambiano e per la laurea son già scaricato come il materasso vecchio.
Colpa della distanza, così si dice in questi casi.
Al momento sono arrabbiato, ma penso anche a tutte le cose che mi danno fastidio e che da quando è tornata a milano si ripresentano più forti di prima(e quindi più di troppo non me la fanno mancare, soprattutto il fatto che l'abbia capito dal modo in cui non aveva coraggio di guardarmi in faccia, questo me lo devo ricordare per le prossime volte). Milano me la rovina. Me la allontana...
Per spirito di onestà compongo una mail in cui sviscero tutto quello che di lei mi faceva schifo o lo trovavo inadatto ad una persona con un potenziale come il suo.
Una specie di lettera di dimissioni/cosa non fare se torniamo assieme, che la fa incazzare fuori dalle maniere e in una risposta secca mi sbrana dicendomi che è stufa di sentirsi ripetere ste cose di non permettermi di risponderle alla mail e che se mi rivede per strada si volta dall'altra parte...
Lì per lì mi son preso molto male, anche perchè era per la maggior parte in chiave ironica e dato che non eravano NULLA, non aveva alcun bisogno nè di rispondermi nè di prenderla in considerazione, ma reagì a quel modo...Stavo per chiudere la mail intristito dalla risposta quando mi chiesi "ma vuoi fare quello che ti dice di fare una donna?" o meglio, "ti abbassi a fare ciò che ti dice una donna?", al chè penso e piuttosto che scriverle una mail lunga e soddisfacente sputazzo una righina che fa venir ancor più voglia di rispondere e mantenere il botta e risposta.
"Che reazione!!! E pensare che l'intento era tuttaltro..."
Da lì in poi ci son stati altri sviluppi, un'altra mail ed un incontro su messenger, dove scioccamente sono partito in quarta nel dirle quanto ero contento di sentirla e quanto i miei sentimenti per lei non eran cambiati(son sempre fin troppo onesto qunado si tratta di sentimenti), mentre per lei l'idea di tornare assieme era indiscutibile, ma sentirsi con il suo cuore le dava comunque gran gioia ed allora anche due ore di messenger di seguito con tastiere roventi da entrambe le parti e per la prima volta da parte sua slanci di programmi su programmi per l'estate e timidamente, ma solo perchè troppo vaga l'eventualità, anche sul giappone(se mi dice dove vuole andare a lavorare, abbiam le stesse qualifiche e magari ci prendono entrambi)...
Fino a giungere alle due visite milanesi mie e ai 3 giorni odierni ininterroti di silenzio suo, salvo la mia telefonata per dividere la mia felicità con lei dell'esame incerto finalmente passato...
In pratica saltando tante cose questo è un sunto mezzo esaustivo di come iniziò e finì e di come si sta, ci sarebbe qualcosa di più sulla genesi e una parentesi pesante in Germania, ma le teniamo per il libro, se no poi si sa già tutto e nessuno mi compra più niente.
commenti
Milano, Milano...
Bene, adesso ho qualche elemento in più per capire. La distanza, è vero, complica le cose e crea grossi problemi anche nelle storie più stabili. Lo so perché il mio ragazzo è fuori da diversi mesi ed indovina dove? A Milano. Però lui da quando è lì non è cambiato per niente, nè i suoi sentimenti per me si sono raffreddati, anzi... Che dirti? alcune cose che mi racconti di lei mi lasciano perplessa e mi fanno un po' teneramente sorridere certi tuoi gesti e pensieri. Torno a dire, cmq, che mi auguro che - se è lei la donna giusta per te e ripeto SE - la vostra storia possa continuare e che continui nel modo in cui tu desideri
Apprezzo un sacco i pensieri che hai per me,
ma che proceda come voglio io è egoistico, anche se saggio.
L'importante è che nessuno faccia male, usi o prenda in giro l'altro, sarebbe proprio deprecabile, con tutto quel bene che ci siamo e che ci hanno voluto i relativi amici finire in una delle maniere soprastanti a caso sarebbe mediocre.
Mi va di pensare che siamo così fighi da riuscire a superare questa distanza e molto di più, tuttavia faccio una promessa che dopo ribadisco, se la storia va a finire per sempre sbatto la foto più bella che ho di noi due e faccio il necrologio della storia, così per la prima volta in assoluto si vedrà il mio volto, ed il suo, su neteditor.
Mi pare un epilogo degno.
epilogo degno
Si, mi sembra un epilogo degno di K. Spero cmq di non vedere mai questo necrologio!
Tanto meno io
;)