Lassù nell'olimpo di un solaio
Qual è il posto più strano dove ho letto un libro? Non ciò mai pensato…. Mi sono prefigurato tutti i luoghi, gli ambienti canonici dove uno si siede e comincia a “volgersi” alla lettura, poi… ah.. sì, un lampo e mi è tornato alla mente, il solaio! Primi anni ottanta una mattina in cui avevo bigiato, marinato scuola e mi ero rifugiato nel solaio del condominio. Seduto sui gradini ho cominciato a leggere il libro di epica, l’unico commestibile che avevo nello zaino, passavo dall’Iliade all’Odissea in uno zapping cartaceo, senza capirci nulla, non che negli anni a seguire mi si siano chiarite molte le idee sull’argomento…. Trascorrere 5 ore di una mattina qualunque, chiusi in solaio è di per sé un’esperienza letteraria, mistica, forse anche sciamanica per un bambino di 12 anni e mezzo, cullato dal rumore dell’ascensore, dalle chiacchiere sfuse sui pianerottoli che salivano come asperse in un “vapore fonetico!” Gli occhi cadevano sulle avventure prima di Achille, poi nel volgere delle pagine precipitavano a Ettore, Telemaco, gli dei dell’Olimpo, Zeus. Ricordo che avevo dovuto fare anche pìpì nel sacchetto delle scarpe da ginnastica…. Sì, perché anche in solaio scappa e davanti al bisogno non si guarda in faccia a nessuno, chissà se gli dei dell’olimpo si saranno voltati dall’altra parte…. Poi ho continuato a leggere, qualche occhiata alla strada attraverso una finestra, da così in alto le persone le vedevo piccole piccole, per un momento devo aver avuto la presunzione di essere l’unico a diventare grande….
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Gianluca come Bastiano