i favolosi anni '70
Negli anni settanta ero una bambina ma ne ho respirato l'aria, mi giungeva la musica "ribelle", la laicizzazione della cultura, il bisogno di conoscere e verificare e scrollarsi di dosso ogni accettazione; ricordo che la politica filtrava nella quotidianità, le proteste di massa echeggiavano, troppo spesso dalla ragione si passava al torto e dalla passione per le cose all'accanimento più cieco e insano. Tutto si muoveva intorno a un'idea, un ideale. L'individuo aveva bisogno di fare sapere che c'era, adesso si è omologato alla massa, i media muovono i fili dei suoi pensieri, gli ideali si sono sbiaditi, ora brillano le ambizioni, la lealtà verso un credo cigola un pò, si è rafforzato il compromesso mentre l'egoismo è solido e inattaccabile.
I mass media ci fanno vedere immagini e suoni che ci vogliono fare vedere e ci mettono in bocca le parole che dobbiamo dire.
"Nessuno è obbligato", ognuno può attingere alla propria cultura, ai propri ideali, alle proprie convinzioni, qualcuno dirà.
Già, ma molti hanno solo visto il mondo che gli è stato mostrato, è bersagliato dai soliti programmi televisivi, dalle solite notizie sui giornali, la solita musica priva di poesia e non può attingere a una cultura inesistente ......MANCA L'ANIMA.
Adesso Corona è un personaggio ..... un tempo lo era Pasolini. Gruppetti musicali che vivono e muoiono sono idolatrati come i Rolling Stones. Melissa P. scrive romanzi ....e qui mi trovo senza aggettivi - e si è disposti a indebitarsi fino al collo per una serata al twiga, anche chi non arriva a fine mese.
Simona Bertocchi
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