Talvolta accadono cose inspiegabili; due vite s'incontrano tra miliardi di altre e per pochi istanti interagiscono tra loro, poi si dividono per perdersi di nuovo nei loro universi paralleli.
Il vecchio si avvicinò al banco con le due ricette in mano. Camminava lentamente; doveva ricordardarsi le esatte parole con cui avrebbe dovuto chiedere, alla farmacista, come usare quella pomata che il medico aveva prescritto a Pina, sua moglie.
Passò la borsa della spesa, piena fino all'orlo, da una mano all'altra, peccando di un pensiero ingeneroso nei riguardi di sua moglie, che, nel suo amore per i fiori, sembrava non rendersi conto di quanto pesassero due sacchi di terriccio.
La farmacista uscì dal retrobottega nello stesso istante in cui il ragazzo varcò la soglia della farmacia lasciando sbattere la porta.
Il vecchio si arrestò, si voltò a guardarlo e ne scorse lo sguardo turbato prima ancora di vedere l'arma puntata.
Poi considerò un errore il gesto disperato con cui la farmacista tentò di rientrare nel retrobottega, e fu l'antico istinto, più che la paura, a spingere il vecchio a gettarsi in terra quando il colpo partì sfiorando la sua testa.
Dopo il colpo di pistola, udì, sulla sua destra, il rumore sordo di un corpo che cadeva in terra.
«Adesso sarebbe toccato a lui» pensò il vecchio.
Cadendo aveva perduto gli occhiali, ma riconobbe perfettamente una scarpa sporca di fango fermarsi a due dita dal suo naso.
Buffo che l'ultima sua visione terrena, prima di presentarsi davanti al tribunale dei giusti, dovesse consistere in un paio di scarpe infangate.
Il ragazzo urlò alcune parole che il vecchio non comprese, ma vide chiaramente i suoi occhi proprio mentre premeva all'impazzata il grilletto verso di lui.
Sentì un forte dolore al fianco che lo lasciò per qualche istante senza respiro prima di perdere i sensi.
Poco dopo riaprì gli occhi, proprio mentre qualcuno tentava di sistemargli sotto la testa qualcosa di morbido. Nel susseguirsi d'immagini sfuocate, vide, attorno a se, altre persone che tentavano di togliergli dalle mani la borsa della spesa...
«Eh no!» pensò «Non potete, non abbiamo altri soldi per oggi...»
Il vecchio teneva lo sguardo rivolto su quella borsa che stringeva al petto, verso la sola cosa che avesse ancora un valore.
Poco, per la verità, come lo erano le occasioni concesse alla sua memoria di vecchio, ex di tutto ed ex di niente, in procinto di...in procinto di cosa?
«È una cosa inaudita!»
«La pena di morte occorrerebbe...altro che pietà per questi maledetti drogati!»
Dicevano quelli arrivati troppo tardi a ridare dignità ad un uomo fuori corso, rimasto senza stelle sulla testa.
E allora lui sollevò lo sguardo sorridendo loro con il viso innocente, impossibile da dimenticare, dove né ombra né luce di se stesso potevano trasformare in una fantasia la voglia di non lasciarsi andare.
Gli tornarono alla mente i turni di guardia ad un ipotetico domani, confuso con gli spari del mattino dopo un'alba che era venuta ad offrirgli un altro giorno, e lo sguardo di quel ragazzo che invece era venuto a bruciarsi la vita così in fretta.
«A chi l'abbiamo fatta la nostra resistenza,» si chiese sottovoce «se oggi è tutto uguale a ieri e anche l'astio sembra profumare di buoni sentimenti...è soltanto un ragazzo!»
La farmacia andava riempiendosi di suoni; facili da separare rispetto a quello che gli aveva stordito la mente già ottusa per via degli anni dell'isolamento, vissuti a custodire l'obbligo al silenzio.
Di fronte a se vedeva scorrere ciò che non poteva più fermare, volti cari e quella lista dei suoi compagni incisa sul muro. Da dietro sentiva la memoria andare al passo di un sopraggiungere di grida mascherate...abbassò lo guardò sulle sue mani fredde che stringevano a se la borsa della spesa, poi si sentì morire.
Era l'inverno del 2006, o forse no...
In ricordo di un amico andato…
commenti
scoprirti....
Ciao!
Che fortuna scoprirti..ho letto le tue opere, forse in ritardo...bravo ed intenso! In ogni frammento, in una miriade di immagini evocate.
Lascio il commento all'ultimo post, cosi sono sicura che lo leggerai. Bravissimo e vero.
autore certo, ma in primis uomo, dotato di preziose risorse, che non inganni a parole. Anzi....
Grazie!
Molto bravo, ti leggerò..
Gy