Storie vera Nel Brasile "UN MONDO QUASI PERFEITO" S.Adivincula

ritratto di Simona Adivincula

Un mondo quasi perfetto

 

 

 

 L'inverno salutava dolcemente, lasciando forti ricordi. Max decise che avrebbe passato le sue vacanze in un paese caldo. Voleva divertimento, conforto, sicurezza e tutto ciò che un cittadino merita dopo aver lavorato e studiato per un anno intero.

Andato nell’agenzia più vicina a casa sua, si informò su quale fosse la destinazione più richiesta in quel periodo dell’anno.

L’agente di viaggio spiegò che aveva pacchetti meravigliosi principalmente per i paesi tropicali, tra le destinazioni c’erano: Argentina, Brasile, Cuba, Repubblica Dominicana e Perù.

Max rifletté per un attimo e poi concluse:

<< Sono molto stanco, voglio riposarmi e penso che il Brasile sia perfetto.>>

<< Una buona scelta.>>

Rispose l’agente;

<< Il Brasile è un paese grandioso. Abbiamo più di cinquanta località all’interno del paese. Se lei è un amante della natura si prepari per conoscere l’esuberanza di Rio de Janeiro, le Cascate del Foz do Uguaçu, le emozioni della Foresta amazzonica o semplicemente la spiaggia del Recife, Salvador di Bahia e Natal.>>

E così Max lasciò Firenze e si abbandonò al mondo verde dell’Amazzonia, si bagnò nel Rio delle Amazzoni ed i suoi affluenti; Rio Negro e Salamões.  Era fantastico stare in un posto dove abitano un milione di specie animali e vegetali. 2500 tipi di pesce, 200 specie di mammiferi (macachi, tucani. Papagalli ecc), 2000 tipi di usceli, più di 50.000 specie di piante diverse e un numero infinito d’inseti. Dopo visitare il Museo degli Indios, dove acquistò degli oggetti artigianali, visitò anche il Museo delle Scienze Naturali con  collezioni di esotiche farfale.

In partenza, lamentò con tristezza quel che gli agricoltori di quella regione hanno fatto della natura: la flora stava essendo distrutta ogni giorno bruciando e devastando la foresta, inquinando i fiumi e come se non bastasse, subiva continue invasioni dagli americani e tanti ricercatori di altri paesi.

Dopo qualche giorno il nostro viaggiatore ha scoperto nuove sensazioni, compresa quella di conoscere Recife. Era facile capire il perché la città di Olinda essere stata dichiarata “patrimonio della umanità”. Le spiagge di Porto di Galinhas, le isole di Itamaraca, Colhetas, erano infatti estremamente rilassanti.

Quando arrivò a Salvador di Bahia il suo battito cardiaco come il tamburo dell’olodum.

Salì e scese con l’ascensore che separa la città alta da quella bassa assaporò piatti piccanti e scoprì perché Salvador era stata la prima capitale del Brasile. Attraversò col ferry boat la più grande baia dell’america Latina, la Baia de Todos os Santos, fu preso da una grande pace che non sentiva da molto tempo: spiagge calme dell’isoladi Itaparica. Max sospirò pensando: ‘finalmente so perché quest’isola è il posto prediletto dell’autore João Ubaldo.’

Max aveva letto uno dei suoi libri: “Viva il popolo brasiliano”. Era contento di apprezzare quel pezzo di Brasile e con una bottiglia di acqua termale del posto, lo salutò rammaricandosi di non avere più tempo per conoscere tutte le isole vicine.

E con la benedizione di nostro signore di Bomfin, sbarcò a Rio de Janeiro e lì il suo cuore si fermò: non trovava le parole per descrivere Copacabana, Ipanema, Lebron, Pão de Açunca e Corcovado.

Max era rimasto proprio soddisfatto, ipnotizzato da  tanta bella gente, allegra, di tanti stili diversi.  Così il Brasile sedusse quel giovane, al punto di pensare che un giorno avrebbe potuto vivere in quella terra tropicale. In quella notte fresca di Ipanema andò a divertirsi in una discoteca.  Mentre ordinava il primo drink osservò una giovane mora, senza accompagnatore. Altre donne si fecero avanti per invitarlo a ballare. Era proprio un uomo attraente e il fascino dei suoi occhi azzurri lasciava qualsiasi donna stregata, però probabilmente quello non era il posto ideale per conoscere una persona, per il futuro.

Tuttavia si lasciò trascinare dall’apparente allegria espressa sul volto delle donne che lo

provocavano e la bibita che scaldava l’anima: la caipirinha era molto saporita, con frutti tropicali e 40 gradi alcol. Beveva e gustava, offrendo alle sue compagne di ballo passava il tempo e la giovane mora rimaneva silenziosa, non guardava dalla sua parte.

 

Sembrava realmente timida, ma Max ne era rimasto intrigato.

 'Perché mai lei è in un posto di divertimento e non riesce a divertirsi? Cosa sta dietro quegli occhi che brillavano nella luce della discoteca?'  Si avvicinò e la invitò a ballare.

Per un breve momento quella mora di Panema che si chiamava Maria Dolores,  aveva colpito le ali dei suoi pensieri.

 Il giorno dopo Max incontrò Maria, che lo invitò a conoscere la sua realtà.  Max non esitò; insieme salirono alle favelas: case semplici, baracconi, panetteria e piccoli negozi commerciali, un salone di bellezza, un piccolo ambulatorio e la stazione di polizia a tante altre cose che insieme davano vita ad un nuovo scenario.

Qualcuno sorrideva quando Maria salutava in compagnia del su amico straniero e così Max poté notare le differenze che non solo memorizzò nella sua macchina fotografica, ma anche nella sua mente.  Era come se il Brasile fosse diviso in due paesi completamente diversi l’uno dall’altro. Da curioso turista era diventato uno spettatore attivo, mentre osservava i bambini che giocavano liberi, sentì la voce di Maria che risuonò come una melodia, quando arrivò davanti a una baracca.

           Il largo sorriso della madre, del padre e dei fratelli di Maria fece che Max si sentisse come un fiume dove tutto sembra perfetto, se non per grandi dettagli. Max restituì il sorriso pensando: ‘Come può una persona vivere in tali condizioni ed essere felice?’ E quale condizione precaria!  Il padre della giovane era disoccupato, quattro fratelli piccoli, tutti vivevano in tre angusti locali.  Tutto era talmente visibile agli occhi di Max che appena muoveva la testa vedeva le due camere e la cucina.

Avevano poco da mangiare, ma offrirono comunque ad un invitato inaspettato. Max tentava di non mostrare la sofferenza della sua anima.

Mai in vita sua aveva visto un luogo simile. Era impossibile che dietro a tanta ricchezza naturale e culturale, ci fosse tanta ingiustizia sociale.  Il padre di Maria sembrava leggergli nel pensiero mentre diceva che già tanti politici erano passati di lì e che in tempo di elezioni scendevano e salivano in collina, tutti con lo stesso discorso:

Io prometto, io prometto, se io vi garantisco, lavoro, salute, sicurezza e educazione. Però quando vincono, arrivederci alla prossima elezione.’

Max, da quel giorno non fu più lo stesso. Era cresciuto spiritualmente. Tornato alla sua terra, adottò due bambini a distanza e cominciò a dedicarsi ad altre cause sociali.

Quanto a Maria, che non era una cenerentola, si sposò con un bel cearence, e appena in quattro anni ebbe due figlie, ed era felice quando riceveva notizie dal suo amico a distanza.