DIECI COSE DA NON FARE SE VUOI CHIUDERE UNA STORIA IMPORTANTE

ritratto di Gianclaudio

 

Dieci cose da non fare se vuoi chiudere una storia importante
(sottintendendo che la scelta non venga presa di comune accordo)

 

 

Antefatto: L'amore può finire, questo è assodato. Infatti l’unico reale punto di non ritorno in qualunque rapporto è proprio il non amare, il resto sono solo stronzate. Se si ama si supera tutto e non si buttano via anni di sforzi, di bene dato e ricevuto, di tentativi, di sogni di vita comune in pochi giorni. Se non si ama invece basta un soffio di vento a piegare un albero, o a fare gli splendidi massacrando le storie con frasi fatte di svariato tipo. Tra queste due ipotesi esiste una pletora di situazioni che hanno popolato film, romanzi e canzonette, ma l’amore vero… beh, è un’altra cosa. Fermo restando che la mia è una interpretazione provocatoria, filtrata dal mio modo di essere e di vedere, che i commenti sono graditissimi e che ognuno è ovviamente libero di comportarsi come meglio crede...

 

1) Non offendete la vostra né la sua intelligenza chiedendo una pausa di riflessione per decidere il da farsi.

Non avete bisogno dell'agonia di una separazione provvisoria per stabilire se l'altro vi manchi o meno e se il vostro sentimento sia ancora vivo, quando in realtà, in cuor vostro, lo sapete benissimo. Se per voi fosse solo la fase preparatoria a un abbandono già deciso, sarebbe come giocare a braccio di ferro con un neonato. E’ preferibile dunque esser decisi e risoluti da subito, senza arrogarsi il diritto di prendere comodamente tempo senza dialogo e confronto, quasi il potere decisionale fosse solo vostro. Questo anche per rispetto dell’altro, a cui il vostro time-out verrebbe imposto. Le pause di riflessione lasciatele ai fotoromanzi ed alle telenovelas.

 

2) Assumetevi da subito la responsabilità ed accettate le conseguenze di una decisione unilaterale ed autonoma, se l'altro non fosse d'accordo.

Andare dicendo in giro che vi siete separati se la scelta fosse stata solo vostra non vi farebbe onore e poi si sa, le mezze verità hanno le gambe corte. Sarebbe un gravissimo errore pensare che gli altri non centrino nulla, che la cosa non li riguardi, che il confronto con le loro opinioni non v’interessi e debbano rimanerne al di fuori, perché sono solo fatti vostri. Magari non potranno condizionarvi, ma gli altri son parte del vostro mondo anche se non lo voleste, faranno comunque parte del vostro poi, e tra di essi potrebbe esserci il vostro futuro compagno; è bene sappiano dunque come realmente è andata. Di anarchia sentimentale si può anche morire.

 

3) Curate con estrema attenzione ed un briciolo di sensibilità le comunicazioni nell'immediato periodo post-separazione.

Se non voleste avere sue notizie attraverso alcun mezzo ed in alcun modo, non fatevi vivi solo per pietà o per abitudine; vale altrettanto se fosse l'altro a non volervene dare. Non dimenticate che se la fine della vostra storia non fosse avvenuta di comune accordo ci sarà sempre uno dei due che potrebbe scambiare il vostro farvi vivi per un interesse che non c'è più. Sentiamoci ogni tanto per sapere come va, ma solo da buoni amici non è una regola assoluta e potrebbe anche andar bene per voi, ma trasformarsi in un compromesso inaccettabile o in un'agonia per l'altro e l'agonia si sa, è solo un inutile ed impietoso dolore nell'attesa di una fine certa. La variante commentata a questa carnevalata è rappresentata da Se non potremo più vederci perché preferisci così lo capirò, anche se mi dispiacerà moltissimo, ma a questo punto sei tu che vuoi chiudere ogni rapporto. (tradotto e condensato nel linguaggio corrente: cornuto e mazziato). Da evitare anche certe uscite impietose ed assolutamente non necessarie tipo Certo che mi manchi, ma sinceramente sto bene anche quando non ci sei. Andrebbe poi comminata la pena capitale per la straordinaria affermazione Avevo bisogno dei miei spazi, soprattutto se li prendevate abbondantemente anche prima di chiudere. Se fine dev'essere, fine sia, senza inutili falsi perbenismi e senza americanate alla Harry ti presento Sally.

 

4) Sono assolutamente banditi sms di buona giornata, buona notte, come stai e come va, mi dispiace, cosa posso fare per te se sapeste perfettamente che l'altro in realtà stia soffrendo come un cane, dunque se potete risparmiateglieli.

Oppure accettate il rischio che possano essere anch'essi scambiati per fuoco che covi ancora sotto la cenere. Nemmeno calcate la mano con triti e ritriti Ti voglio un bene dell'anima perché si può voler bene anche ad una vicina di casa, alle gaffes di Emilio Fede, al portiere che para un rigore o al nonno, ma qui parliamo di sentimenti ben diversi. Evitate dunque gesti divenuti ormai amichevoli o fraterni, lasciando che vengano scambiati per altro. Bei tempi, quelli in cui sms, mms, chat, cellulari ed email non esistevano, le cose si dicevano in faccia o niente, ricorrere al telefono di casa o a gettoni era considerato sconveniente e le lettere si scrivevano rigorosamente su carta con la Bic. I tempi in cui era fondamentale il ruolo degli amici (parlo di amici veri, non quelli della De Filippi e nemmeno di yes-women o di yes-men). Se decideste di confidarvi ed ascoltare le loro opinioni, curate che chi le esprima sappia davvero come stessero e stiano le cose, ma soprattutto non fatevi condizionare né in un senso né nell'altro. Anche perché se il vero "mostro" della vicenda foste voi, dipingere l'altro come tale solo per sentir avallare la vostra decisione sarebbe davvero triste. Non dimenticate che spesso gli altri vi sostengono perché conoscono solo la vostra versione, o comunque sono soprattutto amici vostri, assai meno suoi. Poi si sa, dovendo proprio schierarsi, provate un po’ ad indovinare da che parte staranno, anche se in cuor loro penseranno che stiate facendo una solenne cazzata? Un vero amico saprebbe rischiare l’impopolarità  pur di dirvelo. Ve n’è rimasto almeno uno?

 

5) Rispettate, rispettate, rispettate il dolore dell'altro.

E ripeterlo tre volte è comunque troppo poco. Troppo facile (e comodo) fare i superiori mostrando distacco e serenità quando - smesso di amare - si sia in posizione di preminenza sentimentale; nemmeno dimenticate che di fronte avete una persona col cuore in affanno, probabilmente tormentata, e non un automa. Non scordate nemmeno che in ogni separazione - come in ogni guerra - esistono morti e feriti, vinti e vincitori. Uscirne senza le ossa rotte per almeno uno dei due sarà impossibile, lasciamo dunque le pseudosupremazie intellettuali da scarso amore ad espressioni di granito alla Ridge Forrester. Siate comprensivi e non dimenticate che se una storia sta finendo ed ovunque sia la ragione, quella persona per voi è stata importante, con lei avete sorriso, sperato, sognato, pianto insieme. E se quella persona vi amasse ancora, certamente ricorderà i vostri momenti belli assai più spesso di voi. Frasi tipo reagisci, non siamo bambini, la vita continua, non lasciarti andare, bisogna voltare pagina sono molto facili da pronunciare nella vostra situazione. Non illudetevi perciò che chi le legga possa prenderle per un toccasana o per un balsamo dell'anima, anzi… non potrà che soffrirne maggiormente, per contrappasso con la sua angoscia. Se - tra un pudore e l'altro, o per averne avuto notizia da conoscenze comuni - aveste appreso che il vostro compagno si stesse lasciando andare, o stesse cadendo in depressione, o avesse scelto la solitudine e l'isolamento, o la sua salute stesse risentendo più o meno pesantemente dell’accaduto, certo non avete il dovere di sentirvene responsabili, né condizionati. Ma abbiate rispetto senza compassione, e comprensione senza pietà. Il malessere interiore a volte può condizionare il corpo e lo spirito, anche contro la volontà di chi lo subisca, quand'anche fosse persona adulta e matura: non basta aver chiuso una porta ed averle voltato le spalle, per sapere cosa realmente vi stia accadendo oltre. Per questo la valutazione più importante è e rimane Ma cosa sto combinando? questa storia voglio realmente chiuderla o è solo un brutto momento?. La risposta la conoscete solo voi.

 

6) Le frasi Ti lascio perché ti amo troppo e vorrei vederti felice con un altro, Meriti un compagno migliore di me, ed altre simili false generosità, sono solo capolavori di ipocrisia, tipici di quando non sia in realtà mai esistita alcuna voglia di impegnarsi per far felice il proprio partner.

Amare sottintende anche E’ te, te e proprio te che voglio, voglio la tua assoluta unicità ed irripetibilità e rinuncio al limite a qualcosa di mio per amore tuo. Probabilmente il vostro compagno vorrebbe essere felice proprio con voi, e con nessun altro. Ed in fondo al cuore chissà, forse sapete bene che farlo felice non sarebbe stato impossibile, se solo lo aveste davvero voluto, dunque lasciate questo finto altruismo veramente irritante ai fotoromanzi già visti sopra. Altre frasi da evitare assolutamente sono Io sono fatto così, Non ci vediamo ma sappi che io sono qui, Se hai bisogno di me sai dove trovarmi. Sono veramente intollerabili perché partono dal medesimo presupposto: la facile posizione di superiorità di chi non ami. Usate poi con molta parsimonia l’espressione Che fai stasera? Ho bisogno di vederti per parlare un po' di noi. L’altro, sebbene non completamente idiota o di cultura media superiore, non realizzerà mai che vogliate puntualizzare per l’ennesima volta la vostra scelta verificando che aria tiri, ma che ci stiate magari ripensando.

 

7) Se qualcuno vi chiedesse come mai, cosa è successo, chi l'avrebbe mai detto, siate onesti con chi domanda ma soprattutto con voi stessi.

Non inventate spiegazioni di comodo né verità inesistenti, soprattutto se allo specchio - pensando a come siano realmente andate le cose, ed essendo soltanto in due a saperlo realmente - non riusciste a sostenere il vostro stesso sguardo. Ammettere delle responsabilità forse non salverà la vostra storia, ma è infinitamente più decoroso e dignitoso che inseguire false motivazioni, solo perché l'altro non avrà mai la possibilità di confutarle. E nemmeno dimenticate che nella vita i nodi, prima o poi, vengono al pettine. Non illudetevi, se nodi aveste stretto, che il pettine li lasci passare come niente fosse: i vostri capelli potranno pur esser tanto lunghi da farlo avvenire molto più in là nel tempo, ma avverrà. Statene certi. Anche se un mio caro amico che sosteneva il tempo è galantuomo è morto di crepacuore. Perché… anche se scientificamente ha un altro nome, di crepacuore si può morire, eccome. 

 

8) Se in un momento di solitudine e di voglia di introspezione vi attraversasse la mente un barlume di autocritica, esaminate attentamente le vostre carenze e le vostre insofferenze e chiedetevi se dipendessero realmente dall'altro, come avete voluto convincervi, o non fossero piuttosto un'alterazione genetica del vostro DNA.

Sarebbe terribile un giorno rendervi conto d’aver giustiziato una storia appellandovi ad incomprensioni o problemi in realtà dipendenti soprattutto da voi, quando quei medesimi problemi si ripresentassero identici con un partner successivo, che doveste amare la metà di quello che oggi lasciate al suo destino. Verissimo, avete sostenuto che Le persone non si possano cambiare (anche se qualcuno sosteneva come si cambia, per non morire...). Ma possono migliorare, se hanno lacune oggettive. Avete forse anche detto Siamo troppo diversi? Ma non si può attribuire alla sola diversità le cose che non vanno, o nessuno avrebbe difetti. Cercate piuttosto di essere obiettivi e riconoscere correttamente le carenze di entrambi, non di arroccarvi sulle solite posizioni di comodo ruotanti attorno a questa benedetta, presunta diversità, spiegazione accettabile sì, ma solo entro certi limiti. Nell’alfabeto di ogni storia tra un uomo ed una donna ci si può appellare alla diversità solo dalla D in poi. Ma esiste un ABC dello stare assieme che deve rappresentare la base, un minimo sindacale da cui partire. Non illudetevi di poter intaccare anche quell’ABC, con la scusa della diversità. Non vi crederebbe nessuno.

 

9) Mettete abbondantemente in conto di potervi un giorno pentire della vostra scelta, soprattutto se essa fosse avvenuta in un momento molto disturbato della vostra vita ed il vostro partner avesse fatto di tutto per recuperare, per provare a venirvi incontro, per mettervi alle spalle problemi ed incomprensioni.

Non dimenticate che quanto oggi vi sembri giusto e sacrosanto, facendovi sentire forti e risoluti, un domani potrebbe sbriciolarsi sotto i colpi del rimpianto e della nostalgia, se non del rimorso. Quel giorno, ricordàtelo, i ruoli potrebbero invertirsi e chi oggi soffre per la vostra mancanza, non riuscendo a farsi una ragione d’esser stato gettato via, domani proprio per questo potrebbe mostrarvi risentimento o indifferenza, anche se voi faceste ammenda del male fatto. In amore non esistono graduatorie dare/avere né ha senso sottostare più di tanto al do ut des, ma certamente il vostro cuore sa se aveste più ricevuto (in taluni casi eufemismo di preso) o più dato. Non dimenticatelo, il giorno in cui il destino inesorabile lo facesse pesare al vostro rimorso e non poteste nemmeno aggrapparvi alla consolazione d'aver riscosso di meno. E' il rischio di chi imponga una scelta senza dialogo e senza confronto, illudendosi di non poter mai avere ripensamenti, e pretendendo che l'altro debba esser d'accordo a tutti i costi. Il tempo più che galantuomo può allora diventare spietato, e il rimpianto un killer sanguinario a cui sia impossibile sfuggire.

 

10) Sebbene non debbano interferire con la vostra storia né con le vostre decisioni, anche genitori & affini, se coinvolti, dovrebbero - più che osservare degli obblighi – assumere delle dignitose e necessarie iniziative.

E' tristissimo che un potenziale suocero, pur stravedendo sino al giorno prima per il potenziale genero, portandolo continuamente alle stelle e ringraziando il cielo per averlo messo sulla strada del proprio figlio, a fine storia scompaia nel nulla, lavandosene le mani con la motivazione sono cose vostre. E se tanto trasporto si disperdesse come sabbia al vento, trasfomandosi in silenzio, non sarà certo dovere di chi sia stato costretto alla separazione rifarsi vivo, per evidenti motivi e col rischio d’esser scambiato per un antipatico cacciatore di alleanze. A volte una telefonata, due parole spese serenamente di fronte ad un caffé, la ricerca di un dialogo costruttivo possono contribuire a stemperare il dolore e lasciare un buon ricordo reciproco, se non addirittura a cercare un’imprevedibile soluzione. In certi frangenti eclissarsi dopo aver ricevuto per anni il bene, l’affetto, la stima, il tempo e la disponibilità dell'altro, dopo aver sempre potuto contare su di lui come un figlio, dopo averne parlato come dell'uomo o della donna ideale per chiunque, può dare il senso di non aver contato in realtà un bel nulla e d’esser stato gettato via due volte. Ci può stare sì, che un genitore non possa imporre il proprio gradimento per un certo compagno ad un figlio e preferisca tenersene a distanza, così come ci può stare che vedendo le cose con più distacco ed esperienza, possa consigliarlo di riflettere e pensarci bene. Quello che andrebbe evitato è dare la sensazione a chi viene abbandonato dal figlio, di essere rifiutato anche dal padre e dalla madre. In situazioni come queste l’ignavia è una scelta di comodo, da qualunque direzione provenga.

 

Concludendo: Nessuno può maggiormente aver il reale polso della situazione di chi in un rapporto, per mille motivi diversi, non amasse più.

Se non amassi più, risparmiati pure la lettura di queste dieci fesserie ed assumiti la responsabilità della tua scelta chiudendo in tempi dignitosi la tua storia, curando di non illudere chi hai già deciso di abbandonare con frasi fatte o false speranze, ed evitando quegli strascichi penosi che possono trasformare una morte decorosa in un calvario senza fine.

Se invece un po' d'amore fosse rimasto ma non volessi scoprirti né rischiare, perché ancora non ne sei abbastanza sicuro, non calpestarlo. Non gettarlo via. E' talmente difficile costruire un sentimento e lasciarlo vivere, alimentandolo e sostenendolo, che se fosse rimasta verde anche solo una foglia di quell'albero rigoglioso d’un tempo, varrebbe la pena di curarlo e sperare che rifiorisca, anziché lasciarlo seccare al sole dell'indifferenza.

 

 

IMPORTANTE: Oggi è il 29 luglio 2011 e mi accorgo che questa storia ha raggiunto le 12300 letture, marciando nell'ordine delle mille letture ogni tre mesi. Questo "successo" un po' mi stupisce ed un po' m'inquieta, parliamo di oltre dieci contatti al giorno per un'opera pubblicata da molto e quindi ormai lontana dalla luce dei riflettori. La mia sensazione, e non vado a casaccio, è che la ricerca su google con le parole chiudere storia importante rimandi a questa pagina per prima. Io non cerco pubblicità né riconoscimenti, questo decalogo è stato scritto in un momento tremendo per me e lo sfogo m'è stato utile, tanto che sarei felice se a qualcuno fosse a sua volta servito a riconoscersi o a trarne qualunque tipo di conforto. Ho creato una mail dedicata, gianclaudio@gmail.com , a cui mi piacerebbe qualcuno scrivesse per farmi comprendere come sia possibile - a suo parere - che questa mia riflessione così particolare e personale tuttora riceva tanta attenzione e tante letture; e se davvero esista una sorta di tam-tam, quale ne sia la provenienza. La cosa mi incuriosisce e vorrei capirci qualcosa di più. Mi permetto, a chi arrivasse sin qui,  di consigliare la lettura di

http://www.neteditor.it/content/175403/dieci-cose-da-non-fare-se-vuoi-scordare-un-ex-superare-una-storia-importante-conclusa

che di questo decalogo è la naturale evoluzione.

 

Chi poi fosse particolarmente masochista può leggere

http://www.neteditor.it/content/179366/tu-dove-sei

 

Ma anche

http://www.neteditor.it/content/142370/fedelt%C3%A0-ed-infedelt%C3%A0-ovvero-decalogo-del-tradimento

e

http://www.neteditor.it/content/142563/punto-di-non-ritorno-linizio-della-fine

in quanto contengono riflessioni che si concatenano a questo decalogo. Grazie.

Gianclaudio

 

 

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ritratto di Gianclaudio

Gianclaudio vi ringrazia tutti

Contravvengo brevemente alla mia scelta di chiudere con opere e commenti su questo sito, non per lodarmi o commentarmi da solo, ma per ringraziarvi tutti.

Quando scrissi questa sorta di decalogo mi trovavo in un pessimo momento della mia vita (oddio, non che ora sia tutta rose e fiori...) e rileggerlo oggi - prima di affidare queste righe all’attenzione dei miei soliti tre lettori - m'ha fatto un certo effetto. Le mie conclusioni ed i miei memento erano tutti conseguenza della mia condizione, per cui forse oggi sarei meno drastico e categorico, ma il mio grazie va comunque alle circa mille persone (non contando chi abbia riletto, chi fosse entrato in questa pagina più volte e questo mio intervento, forse saranno ottocento, ma per me sarebbero tantissime lo stesso) che hanno dato un’occhiata a queste righe, a tutte o a parte d’esse: è l’unica mia pubblicazione in questo sito ad aver superato i mille contatti e la cosa più che inorgoglirmi mi stupisce profondamente, anzi mi lascia sbigottito per tre motivi.

Il primo è che io sono molto schivo, scrivo poco, partecipo poco, rifuggo clamori, platee reali e virtuali, e come tale non sono molto “in vista”; per cui, accorgermi che questa opera, nascosta in mezzo a tante altre ben più meritevoli ed interessanti, venisse letta sempre un paio di volte al giorno, è stata constatazione per me assolutamente incomprensibile.

Il secondo è l’argomento: parlare di amori finiti e della complessità della loro gestione post-mortem non è certo come poetare, raccontare un episodio o commentare un fatto di cronaca; si tratta di realtà scomode, difficili, personali, intime, introspettive, a volte sgradevoli, di cui si parla malvolentieri. Mi son detto che forse qualcuno s'è immedesimato od ha trovato analogie col proprio vissuto ed il passaparola ha fatto il resto; ma quale sia la verità vera, nessuno potrà mai saperlo.

Il terzo motivo è l’assoluta mancanza di commenti. Io commento poco,me me rendo conto (da qualche settimana poi, per mia scelta, non commento e non scrivo più), per cui non mi aspetto né pretendo d’esser blandito od approvato: scrivere per me non significa cercare il plauso dei miei tre lettori, ma dare voce a cuore e mente. Per queste ragioni, grande è stato il mio stupore nel constatare che questa “opera” (io lo chiamerei semmai uno “sfogo piuttosto risentito”) sia stata la più letta, ma nessuno abbia avvertito la necessità, diciamo - per non farla sembrare una lamentela piuttosto qualunquista - di dire la sua ( che mi sta assai meglio di “commentare”), nel bene o nel male.

Queste sono solo mie considerazioni personali, che non vogliono sollecitare o sollevare alcun intervento, ma ho ritenuto – oltre che affidare a queste righe il mio sincero ringraziamento - di poter pensare ad alta voce condividendo il mio stupore con voi, prima di tornare alle cose di sempre.

Grazie dunque ancora una volta a chi abbia avuto la pazienza (o la voglia, o il coraggio, o la sventura, o il fastidio, a seconda dei casi) di leggermi.

 

Sai, io penso...

...che argomenti come quelli che hai toccato tu in questo scritto, necessitino (meritino) inevitabilmente di qualcosa di più di un semplice commento...
non è in poche righe, che è possibile "liquidare" cose di questo genere.
Hai ragione, quando dici che è impossibile non esserci passati, tutti quanti, chi prima chi dopo: e ancor più ragione, credo, hai quando affermi che si tratta di realtà di cui si parla malvolentieri.

ritratto di Luisazzurra

Ci sono anche altre tue opere...

...che io trovo assolutamente originali e molto significative e non hanno avuto commenti,il motivo lo ignoro. come ignoro il motivo per cui improvvisamente non sei più presente qui mentre credo sia chiaro a tutti il mio. Questo decalogo (che ho già commentato altrove) è una raccolta di sensazioni che tutti abbiamo vissuto stando da una parte o dall'altra,ed è vero,parlarne non è piacevole. Conosci la mia storia e sai bene quanti di quei punti potrebbero riferirvisi,forse tanti lettori significano tante persone che si sono riconosciute nelle tue parole,zero commenti significa che nessuno se l'è sentita di ammettere o negare pubblicamente di appartenere ad una delle due "fazioni". Per il resto,si "sente" perfettamente che eri sotto l'effetto di una separazione lacerante,come in altre tue opere forse poco considerate,e che c'è uno sforzo sovrumano di ricondurre tutto a quella manciata di logori luoghi comuni che in un modo o nell'altro,alla fine di una storia fanno purtroppo capolino. Allora,quando torni almeno tu? qui,più o meno rimpianti,tutti scappano via...

ritratto di Stregatta

Sono arrivata qui perchè...

Sono arrivata a leggere questo esattissimo e originale decalogo perchè sono stata mollata, e da matta esaurita lasciata, mi sono messa davanti al pc e mi sono detta: "Vediamo se Google lo sa perchè è finita la mia storia d'amore", che io ho sempre sentito in piena salute, bellissima, con tutta la vita davanti! Così mi è uscito fuori tutto questo, e ti giuro che se ancora avessi contatti col mio ex, gli avrei spedito la pagina...

...Sto ancora cercando le mie risposte comunque... Credo che sia un punto terribile in una storia: lui o lei ti dicono che ti amano ancora, tra l'altro tu senti che è vero (nel leggere le emozioni sono veramente lucida!), la storia va bene, ci sono solo cosette naturali da ritoccare, e tra l'altro è una storia che sta davvero iniziando a cambiare, a maturare, a diventare consistente in ogni aspetto... E lui o lei che fanno? Mollano tutto!!! Dando motivazioni di problematiche già risolte mesi prima, e tra l'altro puerili!

Beh, questo è un punto tragico perchè chi viene lasciato rimane lì, a volte per secoli, inceppato nel non capire i reali perchè di questa rottura. Se poi era davvero una bellissima storia come la mia...beh...è un vero casino!

Un abbraccio, Stregatta.

ritratto di Gianclaudio

Ti ringrazio Stregatta...

...anche perché mi dai modo di constatare - con una sorta di indesiderata rassegnazione - che i malati di... cuore, visti i quasi undicimila contatti ad oggi di questa breve riflessione, sono in costante aumento; e con ancor maggiore stupore, mi rendo conto che sempre più spesso questi ammalati ricorrono a Google per ottenere delle spiegazioni, che forse - io per primo ne sono certo - dovrebbero cercare dentro sé.

Sarà forse un caso che abbia verificato un'impennata delle letture sotto le festività natalizie, pasquali, od ai cambi di stagione? E' dunque questo, il periodo che chi lascia preferisce per comunicare le proprie decisioni?

Purtroppo l'argomento non consente razionalizzazioni né precise codifiche; e la stessa pretesa di averlo ridotto ad un decalogo, ne sono consapevole, sfiora la banalità. Ma ciascuno di noi ammalati sa anche bene che in questi momenti la razionalità, l'equilibrio, il senso della misura diventano e restano soltanto parole.

Oggi potrei scrivere il decalogo tre anni dopo, come si fa nei sequel di certi film, ma è indubbio che avrebbe altro senso ed altro impatto. Perché vedi... mentre le fini si assomigliano un po' tutte, il successivo evolversi è quanto di più mutevole possa immaginarsi.

Io non ho ricette da darti, né spiegazioni scientifiche da proporti, né potrei costruire per te l'elenco delle motivazioni o cause di quanto ti è avvenuto. Posso solo augurarti, e lo faccio di cuore, che il tempo colmi presto le lacune disperate dei tuoi perché; come io - spesso senza esito - ho sperato provasse a fare con le mie.

Grazie del tuo passaggio.

ritratto di Gianclaudio

A distanza di quindici mesi circa...

...dalla pubblicazione e di otto dal mio ultimo commento, mi ritrovo con grande stupore a "festeggiare" (si fa per dire) oggi il superamento delle tremila letture di questo "decalogo". Non sto qui a fare l'autocelebratore o l'autoincensatore di me stesso perché chi mi conosce sa che ne sono l'esatta antitesi; il mio stupore è genuino quanto le tremila letture (sarei stato un cretino a riaprire centinaia di volte questa pagina per pavoneggiarmene adesso) . Solo, non immaginavo che un lungo decalogo/riflessione su un argomento trito e ritrito e scontato, ma pur sempre scomodo e personale, come la fine di una storia, per di più scritto in un momento di grande disperazione ed a puro titolo di sfogo, venisse letto (e forse riletto) da tante persone. Nelle ultime settimane quando riaprivo la pagina riepilogativa dei miei scritti, cosa che faccio periodicamente, notavo come questo venisse aperto a ritmi impensabili; cosa di  cui non sapevo (e tuttora non so) spiegarmi il perché. Non essendo certo - e mi ripeto - un argomento facile o gradevole a leggersi né a commentarsi, ma un'analisi forse nemmeno troppo lucida ed obiettiva di un brutto momento personale, ringrazio di cuore chi abbia letto, ed in particolar modo chi abbia saputo trarne qualche insegnamento, qualche condivisione o lo spunto per qualche riflessione. A distanza di quindici mesi da quel brutto momento, chissà...  forse oggi non lo riscriverei esattamente uguale... ma questa è un'altra storia.

grazie

grazie per avermi fatto ridere di cuore :)

ritratto di clapi9

pezzo originalissimo! il

pezzo originalissimo!

il punto 4 è fenomenale: niente di più vero!

e il punto 6 mi ha fatta sorridere: forse non c'è comportamento più ipocrita!

un saluto

clapi

ritratto di Stregatta

Idea folle! :)

 Ci sarebbe da scrivere a quattro mani tanto altro ancora, però stavolta in chiave ironica!!! :) Io ormai ci rido su...

Un forte abbraccio Gianclaudio! :)

...e grazie...

ritratto di fflAvia

... non calpestarlo

Ciao Gianclaudio, flAvia ... :) mi hai dato il link stamane per arrivare al tuo scritto per il mare ... e ... e sono capitata qui ...come hai scritto, penso di avere una risposta, anche se personale, alle ragioni di tanta attenzione su questo tuo scritto,

anche se non mi sento di permettermi di scriverti personalmente e mi trovo più a mio agio nello scriverti qui ... io penso .. si cerchi di trovare un equilibrio fra la nostra onestà e l'altrui sofferenza ... ma anche la nostra stessa .. sofferenza

io non penso che l'amore vero finisca, ma posso assicurarti che si può trasformare e diventare da amore fra un uomo ed una donna ad un immenso, grandissimo amore ... non inferiore ma diverso ... fraterno

allora vi sono due scelte: essere onesti o meno

mentire ... oppure cercare di comprendere a fondo, prima di tutto, quanto non siano momenti passeggeri per mille ragioni, dopo tanti anni, o situazioni difficili che ti fanno apparire qualcosa diversamente da come in realta invece è oppure

e solo quando sei onestamente e profondamente certo ... affrontare gli avvenimenti ... senza mai dimenticare l'onestà, il bene e il rispetto dovuti.

E' molto, molto difficile trovare un equlibrio e ... e per questo l'ho letto ... anche se solo le mie sensazioni muoveranno il mio cuore, però ci sono punti, soprattutto riguardo al rispetto per l'altro .. al ... al sapersi fermare, quando al mattino sei magari preoccupato di sapere come sta ... riuscire a non pensare soltanto a te stesso ... ma anche a lui e che è meglio tenerti il dubbio egoistico che servirebbe soltanto a star meglio tu ... per non ferire ulteriormente ... difficile ... molto .. ma se si ama ancora, anche se in modo diverso .. non solo si può .. ma si deve ...

perchè se è AMORE ... non finisce, anche se io so che può trasformarsi ... ma non perde di intensità

letto tutto questo ... solo una parola .. ONESTA' .

Non occorre altro se non rendersi conto che l'onestà vera costa tantissimo e cercarla seriamente può far molto male ma,  senza, non si accede alla dignità ... c'è chi può vivere facendone a meno e, apparentemente, più facilmente ma è solo apparenza. Quel che penso è che spesso non vi sia  l'esatta  percezione di quanto siano fondamentali entrambe le cose e che, sfuggendole ... non si sfugge a nulla se non alla possibilità di aspirare a diventare "uomini" ... esseri dotati di qualcosa di vero e pulito. Per quanto il cammino sia lungo e difficile e costante lotta con .. quei conmportamenti  che consentirebbero (ripeto: apparentemente)  di sfuggire più velocemente ed in modo meno doloroso (per noi stessi) alle proprie responsabilità ..

non si sfugge al proprio essere ... nn si può ...

 

tornerò qui ... :) ho aperto anch'io un profilo, mi hai dato una bellissima idea. Ci sono cose che vorrei pubblilcare .... pensieri che .. che vorrei nn dimenticare ...

 

un caro saluto dal mare .. :) e un sorriso .. :) flA

interrompere un rapporto

 Se non sbaglio si è presa l'abitudine di troncare un rapporto, semplicemente inviando un sms o una comunicazione e-mail e poi sparire. È successo a mia figlia, sinceramente innamorata, bella ed equilibrata, ed è successo a me qualche giorno fa. Dopo essere stato discretamente sedotto da una signora single che conoscevo da tempo,  mi ero impulsivamente lasciato andare a qualche invito e qualche apprezzamento premuroso, perché la sbandata ormai l'avevo presa. Vista la risposta un pò tiepida però, ho pensato fosse meglio smorzare gli entusiasmi e mostrarmi sempre gentile ma con discrezione e...oplà, risposta laconica e formale a un augurio di anniversario e poi  silenzio assoluto e, credo,  disattivazione della scheda del cellulare che ha suonato semprte a vuoto. Poco, perché ho lasciato perdere. Per essere chiaro mi sembra un atteggiamento inequivocabile ma un pò vile, perché una risposta franca alla mia incredulità mi avrebbe risparmiato il disagio e il dubbio della disistima personale.  Oppure è il nuovo costume suggerito da psicologi e sociologi per  risolvere le relazioni personali, al quale dobbiamo tutti adeguarci, d'ora in poi?  

ritratto di Nikètor

e' finita la proiezione, processo psicodinamico inconscio caro

agli analisti del profondo.

E' finito ad uno o a tutti e due i partners.

La proiezione comporta l'adattamento sull'altro partner di caratterisiche che in realtà non ha, ma che sono nei deiseri di chi esegue la proiezione.Quando  il poiettante  diventa cosciente della non corrispondenza tra l'immagine proiettata e il partner su cui la proiezione e stata eseguita,si rompe il giocattolo e tutto finisce. e si èm

E dopo la fine,non si è più poveri bensì più ricchi di esperienza,e si è avanzati ne processo di individuazione(Jung),cioè di divernire quello che potenzialmente si è alla nascita.Naturalmente è lo spleen che puo' farci credere più poveri.

Serena notte