UN CANTO D'AMORE E DI MORTE

 

UN CANTO D’AMORE E MORTE
 
 
Vagando in volo dopo tante avventure trascorse, passando  attraverso 
metropoli oscure   in questo tempo che divora se stesso .
Sfuggendo cacciatori e i malvagi animali nascosti tra i  boschi di cemento
il piacere  del volare libero per i cieli del cantare beato in cerca
d’un riparo  dove accoccolarsi e lisciarsi le piume  mi rende felice .
Briciole di pane sparso lungo una strada asfaltata dove corrono bolidi , passano pedoni ,
si fermano spettatori e viandanti ,falchi pellegrini spinti dalla fame.
Strade dove dimorano  esseri senza  alcuna dignità ,montagne di rifiuti dove vivono strane e orribile creature .
Un viaggio nella città dai grandi grattacieli  per un piccolo uccellino   quale io sono in cerca d’un luogo sicuro ,
di qualcuno con cui dividere le poche briciole trovate .
Invidio chi vive in gabbia a volte , sarei contento  se verrei acciuffato anch’io  e messo li in una dorata gabbietta
a rendere gaio  chi m’ascolta  con il mio canto .
Potrei divenire un’attrazione nazionale rendere felici gli uomini
che ascoltano le mie melodie  il vibrare dell’ugola mia .
Vincere  il primo posto nel concorso d’ ornitologia che si tiene  ogni  anno  a  Reggio Emilia .
Quanto bene potrei dare ,rendere allegri i bimbi e anziani.
Far sparire ogni tristezza ma il sol pensiero di non poter più spiegare le ali  nel vento abbandonarmi
alle brezze del vento incontrare  nuovi compagni di viaggio conoscere nuove  terre mi fa sprofondare 
in un baratro di malinconie cosi vago ramingo per queste terre oscure    tra fumi velenosi
che esalano da discariche   dal corpo vivente  che striscia che sguazza che muove la coda ,un mostro terribile
vive  laggiù che insedia  il mondo e la natura .
Guai a scendere in volo posarmi su quell’ammasso di rifiuti morirei tra atroce pene .
Ma io passo volo libero nel vento e questa morte che avanza ogni giorno distruggendo ogni cosa
 fa nascere in me una nuova forza un volermi ribellare all’atroce destino , alla sorte crudele 
che  prima  ha  saziato i corpi degli uomini  e poi li ha uccisi con ciò che lo ritenevano utile. 
Questa mia malinconia mi fa cantare di più e m’abbandono  in un lungo soave canto , ed ogni cosa si tramuta.
Le montagne di rifiuti diventano colline verdeggianti dove corrono allegri i bimbi 
tra  gas di scarico dell’auto   nei dolci zefiri primaverili.
Le fabbriche oscure e grigie che mettono solo paura a vederle   luoghi di pace e ricreazione luoghi
ove convivono   animali ed uomini.
E canto ,un dolce   magnifico canto una melodia miracolosa  che rende ogni cosa  bella e mentre canto 
io divento sempre   più debole e faccio fatica a volare . 
Vorrei voltarmi indietro vedere  il mondo cambiato , rivedere così come era un tempo la terra 
senza  centrali nucleari ,macchine , fabbriche, strade , ferrovie ,  città  fatte di acciaio e cemento.
Così mi poso sul ramo d’un albero spoglio  ed esausto mi riposo chiudo  gli occhi
e continuo a sognare e  sperare , continuo a vivere una nuova vita immaginaria fatta d’amore e bellezza
ma la morte giunge in un baleno m’afferra  tra le sue mani e sento trafiggermi il petto
un colpo sordo risuona nell’aria esploso da un cacciatore in compagnia d’un cane ed io cado nel vuoto 
e vengo afferrato  dal cane che mi stringe tra i denti sbavando mi porta dal suo padrone
scodinzolando la coda , io muoio ma ...il mio sogno continua a vivere.   

 

commenti

L'uccellino

E' proprio un canto d'amore e di morte, questo tuo brano!

Tocca il cuore... Grazie, Domenico!

aurora