disappunto e riflessioni inutili
E poi per la prima volta eccola lì…una sensazione strisciante, scura e viscida come un’ombra che si nasconde dietro di me e mi risale lungo le gambe e la schiena per sbucare con le sue informi braccia fatte di buio fumoso a circondarmi le spalle e sorridere con un ghigno che sembra lo strappo in una tela nera.
Quella sensazione si nutre di me, si nutre della mia scena, si nutre di quello che era per me esibirmi e mi succhia via tutto.
Tutta la voglia di stare in scena, tutta la vita che mi sentivo dentro ogni volta che le luci si accendevano su di me, ogni volta che vedevo la platea scura e giusto le sagome della prima fila perché i riflettori puntati sul palco mi impedivano di vedere il resto.
Ed ora quella sensazione, quel fantasma schifoso sulle mie spalle che mi priva di tutto e mi porta solo un interrogativo a riempire quel buio affollato di sconosciuti seduti:
“cosa ci faccio qui?”
Tutta una vita a rincorrere un sogno che ora appare vacuo, mera quotidianità. Noia.
Cos’è stato della bambina che sognava di fare la ballerina? Cos’è stato di tutta la rabbia, la sofferenza, l’impegno, la volontà di andare avanti nonostante tutto?
Perché ieri sera, davanti a quel buio dove vedevo muoversi solo i ragazzi delle foto e delle riprese, mentre il riflettore puntava dritto su di me e la musica assordava l’aria ed era il MIO momento, perché ho pensato: “ma che cazzo sto facendo qua?”
E’ mai possibile che abbia passato l’età per queste cose?
Eppure no, è la mia natura.
E’ più probabile che non me ne fregasse niente fin dall’inizio di questo spettacolo e che il contesto quotidiano in cui vivo ora, che mi porta non pochi pensieri, abbia influito togliendomi anche quel residuo di entusiasmo che potevo avere.
E se davvero è così, chi me lo fa fare?
Che senso ha essere costretti a vivere un quotidiano che non solo non è perfetto (perché è pura utopia trovarlo) ma che si prende anche la libertà di rovinarti i momenti che potrebbero darti soddisfazione?
Che senso ha essere schiavi di un ‘dovere’ che sì, forse ti dà da vivere, ma ti toglie la libertà di goderti i tuoi momenti al di fuori?
Beh non ha senso, è ovvio, la chiave rimane sempre il mio fottuto carattere che non riesce a separare, a scindere, i momenti della mia vita e fa confusione con l’importanza da attribuire, dandone troppa ad un contesto che non se la merita e togliendone là dove invece dovrebbe abbondare.
Non potevano settarmi meglio, quando mi hanno programmato? Insomma io ho passato l’adolescenza e oltre ad autoanalizzarmi per risolvere le mie turbe mentali e sì, ho ottenuto buoni risultati, posso dire di conoscermi davvero bene, ma che cazzo adesso non ho tempo di farmi psicanalisi paranoica!
Insomma io sono una donna (giovane!)che lavora tutto il giorno, e quando torno a casa la mia priorità è stravaccarmi su una qualsiasi superficie morbida e confortevole e staccare il cervello!Non posso proprio evocare il Freud che c’è in me, non avrei la forza di sopportarmi nelle mie indagini ossessive su me stessa!!!
Accantonerò la questione come faccio con le ricevute del fax in ufficio, di cui a nessuno frega niente ma che non ho cuore di eliminare (mania di conservazione), e così le accumulo in una cassettina aspettando il giorno che avrò tempo di darci un’occhiata con calma.
Giorno che non verrà mai, lo so, e finirò per cambiare lavoro prima di aver controllato quelle ricevute di trasmissione avvenuta, e rimarranno lì, nella loro cassettina e magari anche le mie turbe mentali rimarranno lì, nella stessa cassettina, in quel posto di lavoro, mentre io, alle prese con un nuovo contesto, maturerò altre paranoie insieme ad altre ricevute del fax che non avrò tempo di analizzare.
Chi era quel filosofo che diceva che tutto si ripete, in un eterno ciclo? Qualcuno di straclassico greco.
E boh, in filosofia avevo 4, mai piaciute le seghe mentali altrui, ne avevo già troppe mie…

Hai descritto bene il conflitto esistenziale tra il desiderio di emergere, la paura e il dubbio su di se: chi non ha mai provato questi momenti scagli la prima pietra! Bruna
Lady, se ti può consolare anch'io ultimamente ho spesso di queste crisi esistenziali. Forse, però, non è un male perché è meglio avere questi dubbi oggi (e riuscire ad imboccare la strada giusta prima che sia troppo tardi) piuttosto che vivere una vita "tranquilli" e rendersi conto solo all'ultimo di aver avuto un'esistenza insoddisfacente!