Rammento una sera
RAMMENTO UNA SERA
Rammento una sera inargentata di luna,
quando in ombra più cupa il bosco s’imbruna,
nel buio indistinta ma alla luce svelata
una donna silente da un velo celata
con passo leggero uscì dalla selva
e sostò ad ascoltare lamenti di belva.
Nel notturno silenzio si levava una voce
un gemito, un pianto, un urlo feroce
con toni dolenti strappati dal cuore
confessava alla luna un segreto dolore…
immobile ancora lei restava in ascolto
e commossa volgeva a terra il suo volto…
L’ululato si spense in note interrotte
che l’eco prolungava riempendo la notte,
la donna sedette su una pietra ed attese…
raggiunta presto dal lupo una mano gli tese,
la temibile fiera in mite atteggiamento
le posò il capo in grembo… e ancora lo rammento.
Aurora Ageno
27 ottobre 2001

Mare... ti ringrazio tanto! Un bacio :-)
Adele... sei tanto cara, lo sai vero? Grazie di cuore! Ti abbraccio, amica mia!
Fausto... è vero, è anche un'allegoria. Ed è una scenetta realmente interpretata virtualmente da un amico e da me una sera, anni fa, giocando con la fantasia. Mi fa piacere d'averla scritta proprio il giorno del tuo compleanno! Che coincidenza... Un carissimo saluto
aurora
Ciao bacio mare
Caro vecchio neteditor ti amo... mi pare si stia riaprendo alla vita dopo tanto tempo di nostro silenzio.Sono felice per i vecchi amici e dò un affettuoso saluto ai nuovi. Maresa detta Mare
Leggo un'allegoria. Meravigliosa intenzione poetica.
fausto
Cara Aurora, se io sono una miniera, c'è da chiedersi cosa sia tu, dal momento che possiedi tonalità che vanno dal classico al fiabesco in cui traduci immagini dolcissime. E poi, vivaddio .....la poesia è poesia, e non prosa che ogni tanto va a capo, e quindi ti ringrazio anche a nome suo ( della poesia).
Un bacio.
Adele