FAVOLELLO

ritratto di Domenico De Ferraro

 

FAVOLELLO  
 
 
In un minuscolo paese pendente sulla collina   con il campanile
toccante il cielo dalla dolce aria intrisa  di sogni rincorsi
per i prati bagnati dalla brina turchina  il contadino Tonino 
coltiva cavolfiori ed  altre  magiche  verdure capace di guarire  da  ogni male.
Ad ognuno che incontra dice entusiasta:
Le mie verdure hanno poteri non comuni ,basta mangiarne un po’ per divenire sani e forti . 
Guariscono da ogni male  sa ,me ne fanno gran richiesta   da ogni parte del mondo.
Coltivo quest’ orto un tempo coltivato da mio padre
e dal padre di mio padre da generazioni ormai coltiviamo verdure
magiche capace di guarire e di compiere qualunque cosa si desideri .
Prego  signori  entrate senza timore  nel mio  orto  fatato vi  farò regalo d’ogni cosa voi desiderate.
Troverete cavolfiori giganti dove tra le sue foglie si nasconde avvolte  lo gnomo birichino  
dal berretto rosso e dal naso a peperoncino dal carattere arcigno   dispettoso,  invero  crudele
capace d’ ogni cattiveria  come nel tirare la coda
ad ogni gatto che gli passa vicino. Saltando fuori dal suo nascondiglio lo gnomo grida  :
Non state a credere quel matto del contadino Tonino le sue erbe sono amare e non sanno di nulla
guardate come mi hanno ridotto uno scherzo di madre natura trasformato in un orribile gnomo malvagio
un tempo ero bello  alto è forte avevo una moglie e dei figli , dal giorno in cui
desiderai di diventare migliore e di mangiare quelle maledette erbe del contadino Tonino così son diventato .
 Và bene, Forse è meglio voltare pagina .
Giorni di primavera la  macchina Giannina dopo  aver
 fatto stamattina colazione con tanta benzina vicino al mare
è rimasta lì per ore incantata a guardare le onde del mare andare
e ritornare  poi in un pensiero  e divenuta un gabbiano ha volato
sul mare attraverso i suoi  ricordi di macchinina ha cavalcato  
le onde  passando  sopra la testa dei pesci  dalla grandi mascelle   
pronti ad  ingoiare e masticare  i branchi di pesciolini  trasportati dalla corrente  ,
battaglioni di cavallucci marini ,cose e sensazioni .
Dal promontorio  il vecchio faro dalla lunga barba bianca
scrutando l’orizzonte  ha visto tutto ed ha compreso ogni cosa
lui che  conosce  ogni vascello  che passa  di lì  sempre  saluta  tutti palpitando nell’oscurità  .
Quanti anni sono passati   non ricordo più forse secoli , da qui ammiro  il mare mutare  forma,  
regalarmi momenti meravigliosi .
Sono qui da tanto tempo  a guardia delle coste , non ho mai chiesto nulla in cambio ,tranne essere salutato
dalle navi al loro passaggio .
Qui un tempo  soggiornava un meditabondo guardiano sapeva dipingere e suonare  .
Visse per anni da solo tra queste  mura crebbe e scrisse tante belle  poesie.
Ora lui  riposa in quel piccolo giardino all’ombra  d’una croce sotto i rami della  signora  quercia monca  d’un ramo  
dove le comare cornacchie ed passeri   si ritrovano a giocare a scopone e a briscola a raccontare aneddoti e avventure  :
Sapete l’altro giorno  dice comare cornacchia per poco un cacciatore  non mi faceva secca .
Ho sentito sfiorare le ali da un colpo di fucile,  la pallottola mi è passata vicino al becco,
ho avuto una tremenda paura , pensavo di dover morire da un momento all’altro poi gli spari
son terminati ed io ho potuto di nuovo volare via e nascondermi alla vista degli umani.    
Una bella paura poverina dice compare passero io sono invece divenuto amico
d’un noto filantropo   dopo una brutta avventura passata sul balcone di casa sua ,
lui mi ha salvato  da una terribile tempesta , siamo diventati cosi ottimi amici.
Lo vado a trovare spesso  gli canto qualche dolce canzoncina lui mi fa trovare semi deliziosi .
Che fortuna aver trovato un benefattore simile risponde  comare cornacchia .
Lo puoi dire forte risponde compare passero.
Così un po’ litigando un po’ raccontandosi storie  d’ogni genere passano il loro tempo  giocando 
 insieme  in lieta compagnia.   Tutti  quei  animali che sanno parlare e non che abitano lassù tra i rami  
della vecchia quercia  illuminati dal santo spirito dell’ estate nel suo discendere in mezzo a noi.