Damasco 1.3
Sara
«Allora, Carlo?» gli disse Sara. «Sono rimasta sorpresa, quando ho saputo che c'eri anche tu al pellegrinaggio. Ma come mai da solo?»
«Eh, Irina e i bambini sono al mare...»
«Salutameli, quando li senti.»
«Grazie.»
«È da un po' di tempo, che non ci vediamo. E nonna Sigismonda, come sta?»
«Be', lei sempre bene...»
«Davvero? Be', guarda, scusa se cambio discorso, ma... ti devo far vedere una cosa. Che te ne pare? non è un gioiellino?» disse, mostrandogli una specie di cellulare.
«Hai comprato un altro telefonino?»
«Ma che telefonino! È un composer: cioè in pratica un computer a comandi vocali, ultima generazione. La tastiera è ridotta al minimo, registri il servizio a voce, e dopo puoi modificarlo come vuoi, inserire, cancellare eccetera. Ha anche il correttore automatico. Non occorre scrivere, basta parlare. L'ideale per una giornalista. Naturalmente lo uso anche come cellulare.»
«Fa anche immagini?» chiese Carlo, con poco entusiasmo.
«Ovvio, puoi inserire suoni e immagini, ad esempio puoi registrare un'intervista, anche in video. Veramente questa versione non ha tantissima memoria, perciò devi scaricare ogni volta sul tuo sito web, in compenso è piccolissimo e funziona con le pile ricaricabili normali, tipo quelle dei telefonini.»
«O delle macchine fotografiche.»
«Anche. Insomma, vuoi sentire cosa ho scritto?»
«Perché no» disse Carlo.
«Si avanza lentamente sotto il sole, il caldo è impressionante ma assolutamente sopportabile grazie...» cominciò il composer con la voce di Sara.
«Aspetta, è più avanti» disse Sara «alle tuniche termo... ... la lontana visuale delle palme sugger... ...ggiamento prodotto dalle correnti ascensio... ...ome un lontano specchio d'acqua... ...ardi, responsabile logistico della Des... ...fortevole alluminio... ah ecco ci siamo quasi, senti che roba.»
«L'esperienza ascetica del viaggio a Damasco non si fonda tanto sul raggiungimento del favoloso Santuario, come molti dei nostri lettori sarebbero forse portati a credere. Anzi il Santuario, per quanto ricco di sterminati tesori artistici e testimonianze storiche di altissimo livello, che ci rimandano agli strati più profondi e misteriosi della nostra civiltà cristiana, non è che l'ultima parte del viaggio, la più suggestiva, certo, ma non la più saliente...» «termine obsoleto, vuoi che ti suggerisca un sinonimo?» chiese una voce diversa, dal tono zuccheroso e vagamente servile.
«Chi è?» chiese Carlo.
«È la voce del correttore» disse Sara. «Vai!» disse al composer.
«"Saliente" significa "primario, fondamentale, rilevante, principale, essenziale..."; è preferibile evitare espressioni come "più saliente"...»
«Che palloso questo correttore» disse Sara, aggiungendo: «No, ignora», e poi a Carlo: «Certe volte uso vocaboli arcaici o ricercati, per dare un po' di colore al pezzo, sai...»
Il computer continuò: «Per descrivere al meglio l'esperienza mistica del pellegrinaggio a Damasco, ci siamo rivolti al dottor Ireneo Giovanardi, responsabile logistico della Desert Limited. Non è stato facile, come si può facilmente comprendere...» «parola ripetuta, vuoi che ti suggerisca un sinonimo?»
«E non puoi scegliere un timbro di voce diverso?» chiese Carlo.
«Eh no magari, questa è la versione che ci passa l'Editore...»
«Ma la Desert, cosa c'entra con l'esperienza ascetica?»
«Eh cosa vuoi, una giornalista moderna non può sfuggire ai meccanismi dell'economia, fa parte delle regole del gioco, siete solo voi ex comunisti che vi rifiutate di capire che le cose sono cambiate, che non si può continuare a ragionare come se ci fosse ancora lo statalismo di quando eravate al potere, non credi? E poi è lo sponsor, se no come ci portavo la famiglia? Comunque c'entra; senza la Desert, lascia stare che c'è il contributo governativo, ma comunque senza di loro non sarebbe stato neanche possibile pensare a un'opera grandiosa come questa. Vado avanti?»
«Vai avanti», disse Carlo stancamente, non avendo voglia di imbarcarsi in una delle solite discussioni senza costrutto. Conosceva Sara da parecchi anni, ed era difficile non dargliela vinta. «Ma quando hai incontrato questo Giovanardi?»
«Ieri a Roma, in una saletta dell'aeroporto» disse Sara. «Ci hanno dato in esclusiva la copertura giornalistica dell'evento.»

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