La spregiudicatezza di Laonte

ritratto di arcel nis

L'angelo sta cominciando a perdere le forze. Mi accorgo che sto stringendo troppo le mie spire e che nella mia morsa sto sfogando la frustrazione per non riuscire a contentare Erminia. Ai suoi occhi sto precipitando ogni giorno di più e corro il rischio che altri conquistino il ruolo di suo pupillo. NO! Non posso permetterlo. Per questo stavolta ho alzato la posta. Se poi, con questa mossa azzardata, non riuscirò a conquistarne la stima, allora getterò la spugna.

L'angelo geme: è il momento di decidere se ucciderlo ora o trasportarlo nella prigione ad attendere il colpo di grazia. Di risparmiarlo non se ne parla e non perché tema di essere denunciato ai suoi superiori ed ai miei: non sa chi sono e se anche lo sapesse, non farebbe mai il mio nome perché gli angeli non tradiscono nessuno, nemmeno i loro nemici. Stolti! Continuano a prestare fedeltà ad un Signore che non disdegna di sacrificarli, come pedine di una dama, in singolar tenzone con creature demoniache. Devo, però, ammettere che la tenacia con cui tali creature combattono è davvero sorprendente, soprattutto se si considera che essi vivono in nome dell'Amore (rabbrividisco al pensiero di ciò che tale concetto per loro racchiude: fedeltà, totale abnegazione, sottomissione, umiltà, generosità, condivisione, mancanza di tornaconto...).

Comunque, ho deciso che lo farò fuori perché ho l'abitudine di portare sempre a compimento ciò che inizio. Del resto, non si rapisce un angelo senza movente, in barba ai trattati di leale belligeranza (d'altronde, è nella natura dei demoni violare qualunque regola, pure se da essi stessi imposta o condivisa), solo per torturarlo un po' e poi liberarlo.

Con questo mio gesto so di aver rischiato: potrei fare la gioia di Erminia, come scatenarne l'ira funesta. Se poi lei riferisse il fatto ai superiori potrei avere delle rogne di non poco conto. Devo anche mettere in conto che lassù colleghino la scomparsa di questo bipede alato senza sesso all'opera di qualcuno di noi e vengano a chiederne conto al Capo supremo. Tuttavia, non credo di sbagliarmi a credere che Egli, per principio, non ne accoglierà le proteste e, pur eventualmente dissentendo dall'operato del suo adepto, lascerà impunito questo gesto azzardato. Forse addirittura se ne compiacerà e vorrà conoscere il nome del suo autore. Sarebbe meraviglioso. A quel punto, più niente mi importerebbe del giudizio di Erminia, ammesso che non sia lei Sua Illustrissima Oscurità.

Bene, ho deciso cosa fare con quest'essere inutile: lo porterò al raduno serale della nostra cerchia. Ci sarà anche lei e mi sembra già di vedere il suo sguardo illuminarsi alla vista di quest'insolita vittima sacrificale. Quando poi saprà che non è a seguito di ordinario scontro che l'ho portato qua, ma che, invece, l'ho rapito per semplice sfida, senza che egli mi avesse, volente o meno, provocato, che faccia farà?

Dunque farò così e l'angelo sarà la sorpresa dell'ultimo giro del gioco. Grandiosa idea questa mia di riadattare alle nostre esigenze quel  passatempo che ho visto fare dagli umani in giovane età Erminia non me l'ha mai detto, ma sono certo che la mia trovata fu per lei cosa gradita perché fu subito dopo che mi passarono al terzo stadio ed io potei quindi darmi il nome di Laonte.

Ad onor di cronaca, nacqui Séman, da cui il nome Sémanil al primo stadio del secondo rango e Sémanilil al secondo stadio.

Il gioco degli umani consisteva nel sedersi in cerchio e far girare una bottiglia vuota fino a che questa non indicava uno dei giocatori. Esistono, però, due varianti: una chiamata “obbligo o verità”, che prevede che colui o colei che la bottiglia indica debba scegliere se fare una sorta di prova o penitenza oppure se rispondere ad una domanda imbarazzante; l'altra, che ho capito essere la più diffusa, che prevede che la persona prescelta baci un'altra persona dell'altro sesso, individuata con un nuovo giro di bottiglia. Credo non vada la pena spendere parole sull'ingenuità di questi esseruncoli, incapaci di cogliere le potenzialità delle loro stesse invenzioni. Posso giusto abbozzare  una tiepida lode a favore di quelli che coloriscono quest'ultima variante prevedendo che se la bottiglia indica una persona di sesso opposto a quello del primo individuo prescelto, i due si debbano baciare; se, invece, il sesso è identico, il primo deve dare un calcio all'altro (un calcio! Patetici...). Come si regolino con gli omosessuali, però, non l'ho ancora scoperto (non che la cosa mi interessi). Questo, dunque, il loro gioco. Il nostro, invece, lo facciamo ogni settimo raduno serale del mese e funziona così: i demoni si radunano in cerchio, ma a girare è un osso che, a turno, uno di noi deve fornire per quel giorno. E' fondamentale che l'osso abbia una parte appuntita o, comunque, un estremo che svolga la funzione di indicare (una mano con tutto il braccio è la cosa migliore, omero escluso naturalmente, per non ostacolare il moto). Ogni volta ciascun demone deve portare una vittima (uomo, animale, angelo o, eccezionalmente, demone) ed il gioco non può terminare finché ognuna di queste è stata utilizzata. Il primo prescelto dall'osso stabilisce come la vittima sarà uccisa, mentre il secondo chiaramente deve ucciderla nel modo che gli è stato indicato. Stasera, dunque, porterò quest'angelo come mia posta, chiedendo che venga riservata per  l'ultimo giro, in modo da stuzzicare da subito la loro curiosità, soprattutto la Sua (le vittime, infatti, vengono tirate fuori dalle celle, una per una, un attimo prima che inizi il loro giro di spettanza).

Perso nella mia sete di trionfo, mi accorgo solo ora che lo smidollato essere che avvolgo con le mie spire prega. Devo farmi forza per non farlo fuori prima del tempo. Fortunatamente, la smania di conquistare Erminia ha la meglio su tutto e mi impedisce di distruggere il mio capolavoro.

Dismetto l'aspetto di serpente e riprendo le mie consuete fattezze. L'angelo mi guarda cercando di capire se mi ha già visto, se sa chi sono, a quale rango e stadio appartengo, ma soprattutto quanto sono votato al male incondizionato.

Afferro i bracciali infuocati e glieli stringo ai polsi ed alle caviglie, poi gli metto un collare rovente e, con il primo anello della catena, unisco questo ai bracciali dei polsi. Un altro anello mi serve per congiungere i bracciali che gli ho infilato alle caviglie. Afferro la catena e lo tiro per il collo. Il suo corpo striscia sulla terra rossa, impolverando la veste un tempo candida. Vinco la tentazione di portarlo in giro per il Regno come un cane al guinzaglio perché so che dal mio piano ne ricaverò una gloria ben più grande. “Cane al guinzaglio”: così mi ha definito lei una volta. Mi assale  un impeto di collera, che scarico strattonando la catena. Attenta Erminia, perché un giorno potresti essere tu il mio cane al guinzaglio.  

commenti

Bello il seguito,

crudo come Evangelion. Di una perversione che non offende.

Francesco

selvaggio

voglio ammazzare anch'io un angelo brava arcel :)

saluti da Mercuzio

ritratto di Horus

si legge una bellezza.

si legge una bellezza. peccato per lo scarso tempo. è da rileggere.

E' fantastico! Una

E' fantastico! Una meraviglia di equilibri, di fantasia e di stile.

ritratto di arcel nis

grazie!

Grazie ragazze! Sto sperimentando una nuova  vena (ho già in mente un terzo racconto della serie), ma non so se poi tornerò ai miei vari progetti incompiuti o se ne inizierò di nuovi!

ritratto di ladynight

O_o

oh mamma sai che ho letto tutto attirata dal titolo Laonte, che ho visto nella scaletta dei commenti a destra, e solo alla fine ho visto che l'autore eri tu!?

quando seleziono i testi così, il 90% delle volte non vado oltre un paragrafo! stavolta mi ha preso e ho letto tutto tanto da dirmi: e vediamo chi è che ha scritto questa cosina??

e chi ti trovo?! la versatile (è il caso di dirlo) Arcel!!

Ma brava, bello. mi è piaciuto assai!

**Beauty always comes with dark thoughts**

ritratto di Adele-Costanzo

Laonte

Ancora più bello del precedente. Trovo geniale la scelta del punto di vista e il ribaltamento dei valori che getta uno sguardo straniante sui luoghi comuni.Le scelte espressive, poi, calzano a pennello sui contenuti.

P.S. Grazie per la pazienza che mi dedichi, e per il riferimento a De Andrè : sono tra coloro che con le sue canzoni sono cresciuti.Mensuria? Ci sto provando, voglio tentare l'impresa, ma non è detto che ci riesca. E tu, coi tuoi demoni?

A rileggerci.

Adele

 

 

ritratto di damiani

Concordo con

Concordo con Adele...inoltre, è un racconto che potrebbe rendere anche da illustrato per il senso del "colore" che mi ha trasmesso. Veramente psicoanalitico.

Un caro saluto

 Maria Pia