Alcune poesie da estate

ritratto di bruno amore

 

 

La bella rosa che m’hai mandato

rorida e dal profumo di nostalgia

non scioglie l’infula che m’ha accecato.

M’hai furato ti sei portata via

l’ardore l’amore che t’avevo dato

qui non rimane che malinconia.

Non sanguina è deliquio insensato

è mancanza  è desiderio d’averti mia

e la benda custodisce la poca luce

che necessita un cuore tormentato.

 

 

 

Eppure t’amo.

 

Quando con passione me lo vesti

di rosate umide interiorità e

con le cosce lisci intorno

i miei fianchi portando i tuoi

sull’onda ritmata del respiro

guardi e penetri i miei occhi chiusi

che guidano in volo i miei sensi

Sento un odio soave per la schiavitù

che mi imponi con la tua carne

un livore feroce per la tua mente

che non ti fa precombere.

Eppure t’amo.

 

 

 

 

Vanità …?

 

Pende tra due arti rughi

appena flessi glabri quasi

inutile bandiera della vanità.

Irrisolto alla condizione

di caducità biologica

s’aggrappa alle fantasie

che veloci lucide ancora

nella mente albergano copiose

e in te si spandono beate.

Tra amorosi sensi

di ricordi e pensieri erotici

placide tranquille carezze

sfiorar di labbra

lappar le nostre intimità

che lepido incede il gusto

così che lentamente invero

eppur s’arrizza.

 

Bruno Amore