Porte
Troppe porte chiuse lungo l’infinito corridoio
Troppe fessure attraverso le quali
Ho visto l’incubo, e l’ho ignorato.
Il mio presente – il corridoio nudo
La mia mente allora cerca un cielo aperto
E trova amori caldi e prati di primavera
E ricordi d’affetti struggenti
E lucciole di maggio, lontane
Memorie quasi morte ormai…
In certe mattine
Di sole, o di pioggia, ritrovo me stessa
Quasi una bambina, insicurezze e bisogni di calore
Mai cresciuta, davvero
E quando a sera ridiscendo nel mondo
E trovo Doveri e Leggi, mille volte combattuti
Ritrovo sconfitte e ferite del mondo adulto,
e nessun sogno, nessun prato, nessuna lucciola
- eppure è solo questo che vorrei…
Il respiro profondo della vita
Che si stupisce e gioca a nascondino tra le siepi, di notte
E si lascia afferrare piano e con gioia
E vuole solo un abbraccio caldo, per ritrovarsi…
Troppe porte lungo il corridoio asettico
Tutte chiuse, tutte sconosciute
- e nulla ne voglio sapere, nulla
Solo vorrei per un giorno
Tornare a quei sogni che sono morti con me…
29 marzo 2006

Se ancora "vorresti", il sogno è acceso. E se sogni, sei viva.
Infatti stai vivendo il 2008.
Bella poesia, scorrevole, dolcemente raffinata.
fausto