Neteditor

Skip to content



MIGNOLI

Inserito da Sara Scialdoni il Gio, 24/07/2008 - 10:53 - Opere dell'autore

 

Quando Emma era ancora molto molto piccola, avevamo uno strano rito io e lei. Sotto le coperte, a sera, riusciva ad addormentarsi solo se mi stendevo al suo fianco e ci stringevamo forte i mignoli. Allora a poco a poco il sonno scendeva come un sipario sul viso paffuto. E mi sorrideva, ad occhi chiusi.
Per me è sempre tanto piccola. Anche adesso che ha quasi dieci anni e porta trecce lunghe e biondissime con dei nastrini viola. Canta Emma. Canta che è una delizia. Per tutta la casa, nel cortile e giù per la strada fino a scuola. Canta di un bene che vorrei seguirla tutto il tragitto, ma non si può. Io, ho sempre questo fastidio che mi semi paralizza le gambe dopo quel maledetto incidente e devo restare qui. Ogni giorno. E aspetto.
Spesso sembra malinconica, quasi quanto mia moglie che ha preso ad evitarmi, da anni. Se ne sta per ore col naso all’insù scrutando il cielo e fa dei bei sospironi come volesse dire qualcosa che le preme dentro. Tuttavia se mi avvicino per accarezzarla e le sussurro che ci sono, che può confidarmi tutto se vuole, lei si rannicchia nel suo guscio di lumaca e sprofondiamo l’uno nel silenzio dell’altro. E questo fa un po’ paura.
Devo averlo capito da quando la sera non ci stringiamo più i mignoli che sta crescendo, Emma. Anche se per me resta sempre piccola. Molto piccola.
Tempo fa mi è capitato di sorprenderla a scrivere qualcosa sul suo diario. Già ha i segreti la mia Emma, pensavo. Ma poi man mano che mi avvicinavo e riuscivo a leggere mi accorgevo che non erano proprio segreti. Era una poesia :" su un prato in primavera, sotto l’albero di pesco appena fiorito, vorrei imparare a volare insieme a mio papà…" Diceva così, il primo verso. Ah, bellissimo! Bellissimo Emma! Continua, continua a scrivere per papà ti prego. Ma non deve avermi sentito. E’ corsa via chiudendo in fretta il diario. E ha pianto.
Strano! Ogni tanto la sorveglio mentre gioca, mangia, si prepara la cartella per la scuola. Ma lei fa finta di nulla. Continua a sbrigare le sue cose come se non ci fossi. Come mi avesse dimenticato. Eppure lo so che mi vede. E mi sente, soprattutto.

A volte, ma solo a volte ormai, che tutto si è fatto buio in casa e fuori e il sonno ancora s’attarda sul viso paffuto, io mi stendo accanto a lei. Le porgo il mignolo. E lei lo afferra con quanta forza può. Anche se, quando mi avvicino di più per stringerla tutta, scompare sotto la coperta bisbigliando che alla fine, le faccio paura. Una paura da matti. Poi, quasi pentita, si fa il segno della croce e dice che mi vuole sempre bene. Scopre la testa di nuovo e torna a sorridermi ad occhi chiusi. Come un tempo.

"Come un tempo"...

COme sai trasmetterli bene quei momenti di un tempo che fu. Bellissimo!

Francesco

Inserito da Francesco De Vito il Gio, 24/07/2008 - 22:28

in qualsiasi cosa ti cimenti lasci sempre quel sapore buono....come se fosse pane caldo appena sfornato

Inserito da Mostro il Gio, 24/07/2008 - 14:06


Copyright 2000-2007 - Neteditor