12-05-06
Ti tocca.
Ti tocca vedere e darti una ragione,
di quello che senti e che provi,
ti tocca chiederti
perchè
non provi a fare, a dire, a sentire dell’altro.
Ti tocca contare i giorni che mancano
Ti tocca sapere che sono pochi
Ti tocca non sentirti in colpa
Del ritorno a casa
Lontano da questi occhi,
che ti toccano, non c’è niente da fare.
Ti tocca chiederti cosa dovrei sentire
Ti tocca vedere Gheddis
Ti tocca essere felice di vederlo
Stare bene
Ti tocca dirti che sta sorridendo
Ti tocca dirti che non ha padre, nè madre,
anzi ti tocca dire che una nuova madre l’ha trovata,
è ammalata,
ma che importa
ti tocca sapere che lui morirà prima,
ti tocca pregare senza convinzione.
Ti tocca vedere una bimba
di due anni,
ti tocca vederla dormire nel tuo letto,
piangere in silenzio,
ti tocca chiederle di sorridere
ma di che,
ti tocca dirti nello specchio con gli occhi
gonfi e sicuri di chi se ne va,
ti tocca dire che in orfanotrofio starà meglio,
ti tocca sapere che suo padre non sa chi è,
che sua madre è morta
che nessuno la può tenere
ti tocca dirglielo,
con gli occhi,
e ti tocca vedere che già lo sapeva
che era solo per un giorno
che potevi, sapevi
toccarla e allora
ti tocca guardare il tuo samuele
sentire che lo ami
ti tocca vederlo correre e giocare
e ti tocca voltare lo sguardo su Mimì,
ti tocca ripeterti che non sai il suo nome,
ti tocca chiederti se mai lo ha avuto
ti tocca scrivere per non dimenticare
ti tocca dimenticare che scrivere non serve a ricordare
che adesso devi tornare di là,
ti tocca cambiarla di nuovo una volta
che ti toccherà,
domani, salutarla per sempre,
e certo che sai che per questo
non ti toccherà abbastanza, stasera.
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