DENTRO
c’è una sedia
a dondolo
dentro
di me
in uno sbieco
d’eterna luce
vanno secoli
e istanti
dietro le tende
il sole ghiaccia
e il vento si ferma
a metà giostra
cigola ancora,
da qualche parte,
quel bacio che
frantumammo in verbo
la stanza è vuota?
: pure un vecchio
e un bimbo avvinti
seggono, abbarbicàti
commenti
Siamo almeno in tre, allora
Siamo almeno in tre, allora a vedere nel vecchio e nel bambino la stessa persona. L'analisi di Fausto, come al solito è eccellente, ottima creazione Enrico.
Francesco
Mi piace l'immagine delle
Mi piace l'immagine delle tende che celano il sole gelato nell'attimo della memoria - e il vento si ferma tra il vissuto e il non vissuto. La dolcezza del bacio che "cigola" del ricordo, fino a quando le parole non furono necessarie.
Mi piace immaginare, ancora, che il bimbo e il vecchio siano la stessa persona.
Ottimo utilizzo di figure retoriche (è più complessa di quanto si possa immaginare dall'apparente spontaneità, frutto di studio e dedizione profonda alle Lettere: fatto un percorso, non se ne può più prescindere; pure se nell'illusione di fare semplice scrittura).
fausto
p.s. se vai avanti con questo buon ritmo, magari non riuscirò sempre a commentare le tue opere, e ciò non significherà che non le abbia gradite...
Grazie ancora
Grazie ancora dell'attenzione.
Invierò altre cose nei prossimi giorni, perchè ho tanta roba e perchè per me questa del blog è un'esperienza nuova, che mi piace.
Non preoccuparti di commentare sempre, ma quando puoi e vuoi mi fa molto piacere, data la tua non comune competenza e la tua capacità d'analisi.
PS: anch'io penso che il vecchio e il bambino siano la medesima persona.
Buona notte e a presto.
Enrico