CHI SCRIVE NON MUORE MAI...-CAPITOLO QUARTO- Fiocco rosa su un cancelletto nero...-

ritratto di Maresa Baur

Il mio raccontare è un po' anomalo.La tecnica del flash-back non è una novità. Forse l'uso che ne faccio io, si.
Parto da adesso e mi appiglio ad un punto qualunque indietro, secondo il ricordo di quel momento come sotto un riflettore in un teatro d'avanguardia.
Pochi personaggi e lo sfondo. Ok parto.

Un fiocco rosa su un cancelletto nero in Via Monteverdi 15. Milano.
Le vie intorno,tutte dedicate a musicisti.
Finchè Lara  ha vissuto in quella casa non ha mai pensato che un giorno avrebbe sentito il bisogno di raccontarsi.
Eppure non poteva non saperlo.
Ecco perchè è bellissimo rivisitare i ricordi.Tutto sembra uguale,ma è diverso il modo di guardarli.

Qualche anno fà Lara ha ripercorso quella via con tremore e ha toccato quel cancello di ferro battuto nero.
La cosa che le ha messo un freddo terribile nelle ossa, è stato un citofono orribilmente lucido:una stonatura.

Il cancello scattava,prima si apriva a fatica.
E Lara ,a volte, poggiava la schiena, trafelata con la cartella in mano e un ragazzino che l'accompagnava le diceva due parolette all'orecchio e le sfiorava le guance con le labbra.
E lei che saliva le scale di corsa sempre affamata e con un fiume di parole da rovesciare sulla sua vittima preferita: la madre che, perdutamente innamorata di lei, l' ascoltava beata e la soffocava con la sua dolcissima pretesa di vivere la sua vita.

Il suo "pensatoio" era un altro angolo della casa.

Che strano, la ragazza se ne sta accorgendo adesso. I suoi luoghi di raccoglimento sono sempre stati "angoli".

Non sono stati gli altri. E' sempre stata lei che voleva gli "angoli" per invadere ovunque piccoli insignificanti spazi,forse per apparire una vittima del "rumore" degli altri che ovviamente dovevano vivere anche loro.

Così erano loro i disturbatori del suo raccoglimento.
Forse era lei che voleva mettersi alla prova.

C'era una poltrona comoda nel tinello. Mitica poltrona dove, raggomitolata come un gattino, scriveva,leggeva mentre i suoi genitori giocavano a "bridge" con gli amici.

La guardavano,sorridevano e borbottavano tra i denti:"Come farà 'sta ragazzina a studiare?"
E lei con aria da eroina diceva:"Il rumore mi piace mentre mi concentro"
Non è cambiata.

Se ne rende conto in quel momento mentre scrive, ascoltando una stupidissima tv con splendide oche che sbraitano felici.
Beate loro!

Dai Lara non distrarti!
Il rumore di adesso è silenzio ottuso quindi ritorna allo splendido rumore di allora pieno di contenuti.

Su quella poltrona ingoiava sensazioni,si sentiva crescere, si coccolava. Sotto il libro di matematica aveva un romanzo delizioso "Piccole donne" della Alcott.
Così un morsetto qua e uno là, le ore concentratissime si esaurivano e si addormentava beata.

E la voce di mamma : Laretta non cambierà mai...
Lei aveva sempre ragione.

Lara l'adorava per i suoi impagabili difetti...e la sua invadenza affettuosa e il suo amore costante e premuroso come una calda coltre che l'ha avvolta sempre nei futuri momenti anche molto difficili del suo percorso di donna...


 

E’ morta in età avanzatissima dopo tante battaglie condotte sempre insieme come due grandi amiche. Che vuoto terrribile...a volte insopportabile!


 

Mamma è stata il suo punto fermo per tantissimi anni,la luce che non avrebbe dovuto spegnersi come quella delle persone che veramente hanno avuto peso nella vita di una persona. Sua madre è morta la vigilia del Natale 2001. Lei aveva sempre fatto miracoli in ogni circostanza difficile per la sua piccola Lara.


 

Da quel momento in poi non ha più avuto quel famoso commovente albero che esibiva candele vere accese e che un lontano Natale avevano preso fuoco incendiando anche la tenda candida della finestra proprio dietro l’albero. Con tanto amore mamma Lina aveva preparato tutto per la festa della vigilia e con altrettanta foga aveva tentato disperatamente di ripristinare l’albero correndo nell’ultimo negozio aperto sottocasa per riacquistare un altro albero e asciugare così le lacrime della sua bambina e farla sempre felice nel suo eterno mondo di fiaba che con ostinazione aveva voluto per la figlia prediletta. Il fratello, grande e grosso e tanto bello ne aveva sempre sofferto terribilmente e nè madre nè figlia forse se ne erano mai rese conto. Così Fred per reazione aveva sempre cercato di attirare l’attenzione dei suoi combinando una quantità di piccoli guai.


 

Forse Lara era già un’attrice in erba e sapeva attirare l’attenzione su di sè  dimostrandosi  fragile e vulnerabile fisicamente ed emotivamente mentre in reltà era molto forte e determinata,costante negli studi e poi nella professione di interprete -traduttrice che esercitò con grande disinvoltura tenendo però sempre nel cassetto i suoi folli progetti di fare l’attrice, la ballerina o meglio ancora la scrittrice...