UNA RISPETTABILE PUTTANA

ritratto di damiani

 

                                    Una rispettabile Puttana

 

 

Le prime luci del mattino baluginavano in fondo all’orizzonte. Olga K. le guardò dal suo poggiolo, mentre sorseggiava il caffè.

Il  cliente era di là, ancora in camera da letto, che si stava rivestendo per andarsene. Lei stessa avrebbe fatto lo stesso, poco dopo, una volta ricevuto l’onorario per le sue prestazioni sessuali.

Onorario, le sembrava il termine giusto, perché ormai dopo qualche anno che professava l’antico mestiere del mondo…era diventata una specialista. Anche in quell’ambiente, del resto, esistono delle scale di valore. Lei si poteva tranquillamente collocare in una classe medio alta.

Nel suo appartamentino studio, aveva un giro di clienti scelti. Ogni tanto, ne aggiungeva qualcuno nuovo, per cautelarsi.

Quando arrivò in Italia, aveva altre aspirazioni. Esotica, alta, bionda e con gli occhi azzurri, sapeva di avere un tesoro addosso e che poteva quindi diventare qualcuno, mentre nel suo luogo d’origine sarebbe stata solo  una delle tante, dato che lì tutte le donne le somigliavano.

Il massimo sarebbe stato per lei riuscire ad entrare nel mondo dello spettacolo, o altrimenti…trovare un buon impiego, o qualche fesso dal portafogli pieno, sensibile alle sue grazie e da sposare. A quest’ultima possibilità non aveva ancora rinunciato, però. Non intendeva farsi scappare né i piccioni né la…fava, stavolta solo monetaria, per sistemarsi del tutto ed ottenere anche la cittadinanza dal paese che ora solo l’ospitava.

Si versò nella tazza dell’altro caffè.

- Ma che fa quel tizio, ancora non si smuove? Pensò d’un tratto, ed andò a vedere.

- Hei, tu! - In camera da letto non c’era.

- Non se ne sarà andato senza pagare? No, non è possibile. E’ solo la seconda volta che lo ricevo, ma mi pare una persona per bene e poi…me l’ha garantito Eva.

Andò a vedere in bagno. La porta era chiusa.

- Bocconcino, sei lì? - li chiamava tutti così i suoi clienti.

Dall’altra parte venne la risposta.

- Scusa…mi è scappata.

- Beh…succede, - rispose lei, tornandosene in cucina.

 

 

 

 

Voleva terminare quella panoramica di pensieri.

Non le andò bene nel campo artistico e nemmeno in quello impiegatizio, quindi pensò a sfruttare “ il suo tesoro”.

Di notte commerciava, di giorno riposava e si dedicava ai casi suoi, ben confezionata da vestiti firmati che le conferivano rispettabilità.

Meno male che in giro c’erano dei Preti fessi, che sbandieravano ai quattro venti la triste ingenuità di  fanciulle in fiore, che da esseri senza scrupoli, venivano imbrigliate nella schiavitù della prostituzione.

Per molte era vero…per altre, come lei, no.

Ma si sa, questa società tende a fare di tutte le erbe un fascio.  E questo può far comodo.

Del resto, Olga non avrebbe mai accettato di far l’operaia in una catena di montaggio, o la cassiera in un supermercato, o anche di pulire i cessi, ossia mettere le mani negli scarti di ciò di cui lei si occupava a monte.

Qualcuno, un dì, rese bene ciò che la donna  intendeva affermando più o meno quanto segue:

“ Il lavoro deve essere per l’uomo e non l’uomo per il lavoro…” Nel suo caso, alla  parola uomo sostituiva donna.

Olga K. s’interruppe nei pensieri, udendo la porta del bagno aprirsi.

Di nuovo andò a vedere. Il suo cliente le si parò di fronte ormai pronto per uscire.

- Tutto a posto? - gli domandò.

- Tutto Okay. Ho messo i soldi di là sul comodino come l’altra volta.

L’uomo aveva una strana espressione in volto ed era anche sudato.

-Non starai male? - insistette la donna, preoccupata di eventuali complicazioni.

Lui, per tutta risposta, le diede una pacca sul sedere…

- Hei, il mio servizio è finito. Tu hai pagato, l’extra è oltre, e comunque tieni le mani a posto!

Una parola in più può significare molto per i misteri custoditi in una mente…e cambiare, così, tutto il corso degli eventi.

Il cliente si trasformò improvvisamente in qualcos’altro. Come un fulmine, estrasse dalla tasca un rasoio e con un gesto preciso e secco recise il collo della donna.

Olga K. inutilmente si premette sulla ferita, in un disperato istinto di conservazione, e cadde sul pavimento cominciando a rantolare.

Intanto che il suo collo candido e snello, dalla pelle morbida come burro, affogava nel sangue.

Intanto che il suo cliente se ne andava, lasciandole in dono…una mancia veramente salata.

      

  

 

commenti

ritratto di damiani

Arcel, grazie anche a te.

Arcel, grazie anche a te. In confidenza...aspettavo con ansia il tuo commento.

Salutoni. Maria Pia

ritratto di arcel nis

rispettabile...

accidenti, che finale! storia scorrevole che fa pensare...

ritratto di damiani

Adele e Francesco...

Adele e Francesco...io vi ringrazio per l'attenzione "genuina" che mi dedicate.

Un abbraccio da Maria Pia

ritratto di Adele-Costanzo

concordo

col giudizio di Francesco: scorrevole e ben scritta, che non scivola nella retorica nè nel facile pietismoAdele

Già, è difficile sapere

Già, è difficile sapere con chi si ha a che fare e anche una parola di troppo... "Rispettabilità", l'apparenza più indecifrabile, perseguita e usata da lei, alla fine le si è ritorta contro. Una bella storia, scorrevole e ben scritta.

Francesco