Dell'interpretazione - Conclusioni e Glossario - ultimo capitolo

 

Giorgio Massari

 

D E L L’ I N T E R P R E T A Z I O N E

 

La creazione umana del mondo

dal punto di vista delle scienze cognitive

 

Conclusioni

 

Nel corso del lavoro ho cercato di illustrare almeno le principali modalità di distorsione che, durante l’inevitabile processo dell’interpretazione, possono favorire un distanziamento, più o meno importante, fra la realtà oggettiva e quella fatta propria dall’interprete.

     Spero di essere riuscito a rendere plausibile la mia idea che le distorsioni volontarie, che peraltro spesso ci sono necessarie per sopravvivere, sono per questo più devianti, ed anche meno correggibili, di quelle involontarie, che invece dipendono dalle nostre limitate facoltà umane.

     Forse, attraverso un riesame fatto tenendo presenti queste considerazioni, Lettrici e Lettori troveranno, nella propria esperienza personale, di aver saputo, in qualche occasione, compiere astute interpretazioni per mezzo di particolari abilità falsificatorie a cui non avevo pensato.

     Non è detto che dobbiamo vergognarcene. Infatti non esistono interpretazioni giuste o sbagliate ma soltanto interpretazioni che possono favorire, o sfavorire, il nostro sviluppo e la nostra maturazione, la capacità di realizzare le nostre potenzialità.

     In ogni caso, conoscere le possibilità di errore è certamente un primo passo utile.

    

Glossario

 

*attaccamento: legame emotivo con una persona che viene percepita come in grado di dare protezione, conforto e sicurezza. Secondo Bolwby, questa propensione è innata ed è stata fissata dalla selezione naturale perché si è rivelata molto utile a difendere il neonato dai pericoli dell’ambiente, in modo particolare a proteggerlo dall’attacco dei predatori. Essa si manifesta, con modalità simili in tutti gli individui, attraverso la ricerca dell’interessamento dell’adulto al bambino o della propria figura protettiva all’adulto. Questa tendenza si attiva in modo particolarmente forte in caso di stress, tanto che, soprattutto nei bambini ma anche negli adulti, il comportamento di attacca-mento può essere rivolto, in mancanza d’altri, proprio alla persona che è fonte dello stress. Se si accetta l’idea che il senso di sicurezza sia una delle caratteristiche psichiche che più accomunano gli esseri umani, si vede l’importanza che può avere l’instaurarsi di un attaccamento sicuro nel bambino per il suo successivo sviluppo psicofisico. Empiricamente, si può dire che se il bambino, appena in grado di traballare sulle gambe, corre avanti da solo per esplorare il mondo, di quando in quando però fermandosi per vedere se la madre non sia troppo lontana, dimostra questo tipo di attaccamento.

 

*autopresentazione: manipolazione della propria immagine allo scopo di provocare nell’interlocutore l’impressione voluta.

 

*cecità corticale : è un deficit che deriva da una lesione della corteccia cerebrale visiva, senza che siano riscontrabili alterazioni dell’apparato visivo. Consiste nella perdita completa della visione e invece nel mantenimento del riflesso di luce.

 

*clan: gruppo intermedio tra la famiglia e la tribù, i cui membri sono legati da vincoli di sangue;

 

*clinico: in psicologia, il termine si riferisce allo studio di casi individuali.

*comportamentismo (behaviorism): indirizzo psicologico proposto da Watson nel 1913 e sviluppatasi ampiamente in seguito, secondo il quale l’unico oggetto possibile di una psicologia scientifica è costituito dal comportamento manifesto, cioè dall’insieme delle risposte che fornisce l’organismo animale o umano quando viene sottoposto a stimoli, sia interni all’organismo che provenienti dall’ambiente. Secondo questo orientamento, nell’interpretazione di un comportamento bisogna evitare il ricorso a processi della mente o del cervello che non possono essere osservati direttamente, ma descriverlo in termini di stimoli e risposte osservabili.

 

*comunità scientifica: è costituita dall’intero gruppo degli scienziati. Le complesse relazioni fra il singolo scienziato e la comunità vengono studiate dalla sociologia della scienza.

 

*conoscenza di sé: è plausibile ritenere che, all'inizio della vita, siano i modelli ope­rativi interni dell'attaccamento i principali costituenti del nucleo di sé, difficilmente modificabili dalle successive esperienze. La ragione di questa vischiosità sta nel fatto che il genitore che ha determinato col proprio atteggia-mento quel tipo di attaccamento, difficilmente modificherà il proprio rapporto col bambino, almeno durante la sua fanciullezza e l’adolescenza; inoltre il bambino continuerà a proporre al genitore l’immagine che crede egli abbia di sé. Anche le prime esperienze di relazione con altre persone confermeranno probabilmente l’immagine che il bambino ha di sé, attraverso il meccanismo della “profezia che si autoavvera”. Un altro fattore di stabilità è dato dal cosiddetto bisogno di coerenza, per il quale gli individui, soprattutto fino all’adolescenza, hanno un’innata preferenza per esperienze già note e per un concetto di sé prevedibile e quindi sono portati a modificare il ricordo di esperienze contrastanti in modo che esse possano rientrare negli schemi preesistenti, formatisi nelle prime relazioni di attaccamento. Pertanto il significato di un identico evento sarà valutato in modo diverso da un bambino con attaccamento sicuro rispetto a un bambino evitante.

 

*costruttivismo: orientamento proposto, fra i primi, dallo psicologo americano George Kelly, secondo cui la conoscenza del mondo di un individuo è una sua vera e propria costruzione mentale, che dipende dal suo modo di conoscere e dalle informazioni che egli possiede. La sua versione debole, detta banale o razionale, sostiene che l’adattamento e la salute mentale dell’individuo dipendono dal grado di corrispondenza fra queste sue costruzioni e la realtà effettiva. La sua versione forte, detta radicale o ermeneutica, sostiene invece che non è importante che le costruzioni dell’individuo concordino con la realtà ma che siano adeguate a fargli raggiungere gli scopi che si è prefisso. E’ l’eccesso di incoerenza interna a causare malessere psichico. Del costruttivismo fa parte il cosiddetto approccio narrativo, secondo cui ciascun essere umano cerca di comprendere una determinata esperienza, e di ricordarla, principalmente sotto forma di racconto. L’approccio narrativo ritiene che il nostro Sé sia costituito da quell’insieme di narrazioni, da noi costruite o accettate, che nel tempo e nello spazio ci hanno riguardato.

 

*creazionismo: il termine indica in generale qualunque dottrina che sostenga che una divinità, o un demiurgo, con un proprio atto di volontà abbia dato origine al mondo. In questa accezione, non è necessariamente in contrasto con la teoria dell’evoluzione per selezione naturale che si limita a sostenere la derivazione degli organismi attuali da organismi precedenti; l’ipotesi che la vita abbia avuto origine da cause accidentali è infatti un’ applicazione estrema, e ancora non sufficientemente giustificata, di questa teoria. Sostenere che Dio, dopo aver creato il punto di materia che poi si è espanso smisuratamente con il big bang, ha creato la prima cellula da cui sono poi derivati gli organismi attuali, non toglierebbe nulla alla validità di questa teoria; sostenere che Dio, ad un certo punto dell’evoluzione, ha dato l’anima ad un essere che solo per questo è divenuto umano, significherebbe invece invalidare tutte le considerazioni fatte in questo testo. Se poi con questo termine si intende la credenza assoluta nell'interpretazione letterale dell’Antico Testamento, secondo cui il mondo sarebbe stato creato - cioè formato dal nulla - da Dio circa seimila anni fa e i processi naturali attuali sono processi conservativi che servono a mantenere la stabilità delle forme viventi, consentendo solo la nascita di varietà ma non di specie, usciamo completamente da un discorso scientifico.

 

*criterio di falsificazione: a grandi linee si può così riassumere la proposta, fatta già nel 1934, da Karl Popper: poiché il criterio di verificazione non offre alcuna affidabilità (se abbiamo verificato che la teoria funziona in dieci, cento o mille casi non è detto per questo che funzionerà sempre) occorre utilizzare il criterio di falsificazione: se la teoria non funziona anche in un solo caso, deve essere respinta; fino allora la teoria, se ha superato un rigoroso esame da parte della comunità scientifica, può venire provvisoriamente accettata. Sta quindi a chi presenta un’asser-zione costruirla in modo tale da renderne possibile la falsifica-zione, esplicitando quale prova è disposto ad accettare come invalidante la propria teoria; se non vuole o non può farlo, la sua asserzione non avrà valore scientifico. Da tutto questo deriva che la conoscenza scientifica è sempre provvisoria (ogni asserzione è costantemente minacciata da una sempre possibile falsificazione) e che la scienza (e anche la psicologia, almeno quando vuole fare scienza) non deve occuparsi di asserzioni del tipo “la Bibbia è stata ispirata da Dio” o “la Bibbia non è stata ispirata da Dio” che, non essendo falsificabili, non possono essere considerate scientifiche, senza peraltro che ciò implichi alcun giudizio sulla loro verità o falsità oggettive.

 

*cultura: nel senso antropologico, che è quello oggi prevalente, una cultura è un insieme di conoscenze, abilità, regole, abitudini, costumi, norme, obblighi e divieti, credenze e superstizioni, riti, valori, patrimoni artistici, miti e idee che, continuamente modificandosi, si trasmette di generazione in generazione, attraverso i singoli individui.

 

*dissonanza cognitiva: secondo lo psicologo Leòn Festinger, un individuo che possiede idee e attua comportamenti che sono tra loro coerenti, si trova in una situazione emotiva soddisfacente (consonanza cognitiva). Se invece vi è incoerenza fra loro, il soggetto si troverà nella condizione indicata dal termine e cercherà di eliminarla, a causa del disagio psicologico che essa implica. Sono tre le modalità con cui può essere ridotta, se non eliminata, la dissonanza cognitiva: modificando l’ambiente, modificando il comportamento, modificando l’atteggiamento.

 

*epistemologia: etimologicamente discorso sulla scienza, fa parte della filosofia della scienza e si occupa dei criteri generali che permettono di distinguere le teorie scientifiche da quelle metafisiche e religiose, escludendo però dal proprio campo di studio il contenuto della teoria stessa.

 

*esagono cognitivo: è costituito dal gruppo di discipline che sono considerate far parte delle scienze cognitive e cioè intelligenza artificiale, psicologia cognitiva, neuroscienze, linguistica, antropologia, filosofia.

 

*euristica: letteralmente è l’arte della scoperta (dal greco heuriskein, trovare). E’ un metodo basato sull’uso dell’intui-zione, che in ambito scientifico può favorire nuove scoperte e nuove conoscenze. Qui viene intesa come strategia cognitiva che permette all’individuo di dare rapidi giudizi sulle persone.

 

*figura d’attaccamento: nella teoria di Bowlby, è la persona che si prende cura del bambino nei primi mesi di vita e che non è necessariamente la madre biologica; nei mesi successivi può assumere tale ruolo anche il padre.

 

*filogenetico: che riguarda la storia dello sviluppo degli organismi viventi, e delle relazioni evolutive tra di essi, dal momento della loro comparsa sulla terra ad oggi.

 

*fitness: il successo di un organismo, relativamente agli altri membri della sua popolazione, misurato come capacità di trasmettere i propri geni alla prole. Quello di fitness è un concetto relativo: alcuni organismi possono essere più efficienti di altri ma limitatamente a un dato ambiente e un dato momento.

 

*gene: è l’unità di base dell’ereditarietà e consiste in una sequenza di DNA che può contenere istruzioni per la sintesi di tutte le proteine sintetizzabili dall’organismo oppure avere una funzione regolatrice. Ciascun gene controlla l’espressione di alcune caratteristiche dell’organismo; centinaia e migliaia di geni sono contenuti in un singolo cromosoma. L’insieme di tutti i geni di un organismo è detto genoma; quello umano viene stimato fra i 25 e i 30 mila geni.

 

*gruppo: nelle scienze sociali il termine indica un insieme relativamente piccolo di individui che si presume abbiano in comune interessi o caratteristiche e che interagiscono spesso tra loro in modo diretto. E’ importante che i suoi membri si percepiscano come parti del gruppo e sentano di avere uno scopo comune. Fra i gruppi sociali riveste grande importanza il gruppo etnico, costituito da una popolazione che in genere si riproduce al proprio interno e condivide determinati valori culturali fondamentali. I suoi membri si identificano, e soprattutto vengono identificati dagli altri, come appartenenti ad un’entità ben distinta. Ciascun membro di un gruppo si aspetta che gli altri membri osservino determinate norme di comportamento.

 

*Hard Disk: o Disco Fisso, è la memoria permanente del computer, in cui si conservano tutti i documenti, i dati e i programmi. Presenta qualche analogia con la memoria a lungo termine umana. La velocità del disco in genere non influisce molto sulle prestazioni della macchina; la sua capacità determina invece la quantità di informazioni che si possono memorizzare. Quando il disco è completamente pieno, occorre cancellare qualcosa per poter inserire nuove informazioni.

 

*inconscio cognitivo: per i cognitivisti, non esiste alcuna differenza qualitativa tra i processi di cui siamo consapevoli e quelli dei quali non lo siamo, che possono essere altrettanto logici e razionali. I nostri processi psichici sono per la massima parte inconsci e solo i loro risultati pervengono, a volte, alla nostra consapevolezza. Un contenuto inconscio non potrà mai divenire consapevole, neppure attraverso una psicoterapia.

 

*inconscio freudiano: è l'insieme di tutte le attività e funzioni psichiche che si svolgono al di fuori della consapevolezza dell'individuo. Freud teorizzò che nell'apparato psichico esistesse un sistema inconscio, costituito da esperienze traumatiche allontanate (rimosse) dalla coscienza per un processo difensivo attuato dall'Io. Questi contenuti, di cui non siamo consapevoli, continuano tuttavia ad influenzare il nostro comportamento manifestandosi sotto forma di lapsus o atti mancati e riaffiorando nei sogni in forma simbolica.  Essi sono responsabili di conflitti che possono originare disturbi psichici. La psicoterapia psicoanalitica ha lo scopo di riportare alla coscienza queste esperienze, utilizzando soprattutto le associazioni libere ma anche l’interpretazione dei sogni.

 

*inferenza: procedimento mentale che consente di passare, da determinate premesse o proposizioni note, a una proposizione successiva, detta conclusione. Di per sé, non dà alcuna garanzia di validità.

 

*interiorizzazione: accoglimento da parte di un individuo, nel proprio sistema di valori, di valori che gli sono stati proposti da altri individui, gruppi, istituzioni.

 

*interpsichico: relativo ad un processo psichico che avviene fra due o più individui.

 

*intrapsichico: relativo ad un processo psichico che avviene all’interno di un individuo.

 

*lamarckismo: teoria evoluzionistica elaborata dal biologo e naturalista francese Lamarck, secondo cui le variazioni della specie sarebbero dovute all’azione dei fattori ambientali e verrebbero trasmesse per via ereditaria. I due principali concetti di questa teoria sono:

-l’uso o il disuso di determinati organi porta al loro potenzia-mento o alla loro scomparsa nelle generazioni successive;

-anche i caratteri acquisiti sono ereditari.

     E’ soprattutto quest’ultimo concetto, oggi rifiutato, ad essere in contrasto con la teoria darwiniana.

 

*locus causale: riguarda il modo in cui il soggetto percepisce la causa degli eventi: se la ritiene interna alla persona, si parla di locus causale interno; se la ritiene esterna ad essa, di locus causale esterno.

 

*locus of control: riguarda il modo in cui il soggetto percepisce la possibilità di controllare gli eventi; se l’attribuisce a se stesso, si parla di locus of control interno; se a fattori a lui esterni, di locus of control esterno.

 

*memoria a breve termine (short-term memory) o memoria di lavoro (working memory): ha la funzione di selezionare, fra l’immensa quantità di stimoli che arrivano al sistema nervoso, quelli ritenuti importanti. A questo scopo, essa è in grado di tenere a disposizione per pochi secondi gli input ricevuti dai sistemi sensoriali e le elaborazioni intermedie delle informazioni, che poi, se non saranno fissati nella memoria a lungo termine, verranno dimenticati. E’ stata anche definita “lavagna della mente”.

 

*memoria a lungo termine (long-term memory): consente di immagazzinare una grande quantità di informazioni per lunghi periodi e anche per l’intera esistenza; si divide in:

1) memoria dichiarativa: contiene il ricordo di fatti o di informazioni che possono essere dichiarati cioè resi espliciti; i suoi contenuti possono essere di due tipi:

   a) memoria episodica: è costituita dai ricordi di episodi e di avvenimenti di cui si ha avuto esperienza diretta o narrata. Il recupero avviene con un processo intenzionale o per un’associazione anche involontaria;

   b) memoria semantica: è costituita da tutto ciò che l’individuo conosce su oggetti, parole, concetti e regole. Il recupero avviene in modo automatico e permette molte funzioni cognitive come il linguaggio, il calcolo, la soluzione dei problemi.

2) memoria procedurale: è costituita dal ricordo di tutto ciò che serve per ripetere determinare procedure, come guidare un’auto o sciare. Anche qui il recupero avviene in modo automatico.

 

*modelli operativi interni (internal working models): secondo John Bowlby, col quale hanno poi collaborato Mary Ainsworth e Mary Main, sono le immagini mentali, che cominciano a formarsi già nella mente del neonato, per delinearsi poi verso la fine del primo anno di vita, e che comprendono le sue richieste e le risposte che gli provengono dalla persona (non necessariamente la madre) che lo accudisce.

     Utilizzando questi modelli, basati su esperienze passate, l’infante cerca di prevedere come si svolgeranno le interazioni non solo con questa persona significativa ma anche con tutte le altre con le quali entrerà in relazione nel corso della vita. Se egli giudica chi lo accudisce come persona amorevole e disponibile a soddisfare i suoi bisogni, si creerà un’immagine di sé come meritevole di questo trattamento e tenderà a credere di poter ripetere questo tipo di relazione anche in futuro. Questo è il modello che deriva da un attaccamento sicuro o di tipo B.

     Se invece il bambino ha memorizzato momenti in cui chi lo accudisce ha risposto a volte positivamente e a volte negativa-mente, senza che lui abbia potuto capire in base a quale regola la risposta cambiasse, si creerà un’immagine di sé come a sua volta contraddittorio e inaffidabile. Questo è il modello determinato da un attaccamento ambivalente o resistente o di tipo C.

     Nel caso in cui chi lo accudisce si sia dimostrato poco disponibile ad esaudire le sue richieste e a stargli vicino, l’infante se lo rappresenterà ostile e vedrà se stesso come incapace di farsi amare; di conseguenza, per risparmiarsi frustrazioni, tenderà a tenersi a distanza da lui. Questo modello è la conseguenza di un attaccamento evitante o di tipo A.

     Questi modelli di interazione verranno memorizzati e poi ripetuti inconsapevolmente nella vita adulta e avranno l’effetto di autoconfermarsi: il ragazzo che si avvicinerà ad un gruppo di compagni di scuola già convinto che non verrà accettato, tenderà a non esporsi, a non mostrare il proprio desiderio di aggrega-zione e con ogni probabilità verrà respinto.

     Tuttavia Bowlby non li considera irreversibili: un’esperienza molto positiva potrebbe trasformare un attaccamento insicuro o evitante in un attaccamento sicuro.

 

*mutazione: è un cambiamento chimico ereditabile nella molecola del DNA di una cellula. Le mutazioni costituiscono errori ma le loro conseguenze dipendono dall’ambiente in cui si trova l’organismo. Di solito sono neutrali ma potrebbero essere favorevoli come pure pericolose. E’ su questo materiale che opera la selezione naturale.

 

*neurobiologia: branca delle neuroscienze che studia il funzionamento del cervello di animali da laboratorio, utilizzando farmaci. Una sua scoperta molto rilevante è stata la neurotrasmissione.

 

*neuroimmagine: insieme di tecniche che permettono di rilevare, e di riprodurre su grafici, l’attività cerebrale del soggetto. Queste tecniche vengono utilizzate sia nella ricerca sperimentale, permettendo di individuare relazioni fra determinate aree e determinate funzioni, che nello studio delle alterazioni encefaliche in seguito a patologie traumatiche, oncologiche, vascolari e neurodegenerative. Alcune di esse (PET, fMRI, NIRSI e SPECT) sono basate sulla rilevazione dei cambiamenti del flusso sanguigno nell’area oggetto di studio; altre sulla variazione dell’attività elettrica (EEG) o magnetica (MEG) del cervello.

 

*neurone: tipo di cellula presente nel sistema nervoso, capace di generare una scarica elettrica; è costituita da un nucleo centrale con numerosi prolungamenti, denominati dendriti, dai quali proviene l’informazione e con un solo prolungamento, denominato assone, nel quale le informazioni vengono inviate.

     Il collegamento fra un neurone e un altro neurone oppure un’altra cellula non è elettrico ma chimico e si attua solo in seguito a stimoli ricevuti dai recettori sensoriali o da altri neuroni, determinando poi una scarica elettrica che attraversa tutto il neurone.

     In questo modo l’informazione viaggia attraverso una rete neurale, sia dal centro alla periferia, ad esempio provocando la contrazione dei muscoli, sia dalla periferia verso il centro, ad esempio inviando informazioni sulla temperatura esterna dai recettori sensoriali al cervello. La tesi che ne dava il numero, circa 1000 miliardi, fisso dal momento della nascita a causa della loro incapacità di moltiplicarsi (a differenza di quanto avviene per le altre cellule) è stata recentemente messa in discussione.

 

*neurone specchio: scoperto da un ricercatore italiano, è un neurone specifico che si attiva sia quando si compie un'azione sia quando la si osserva mentre è compiuta da altri (in particolare tra animali della stessa specie). L'osservatore può quindi compren-dere il comportamento dell'osservato, come se stesse compiendo l'azione egli stesso. Questi neuroni sono stati osservati direttamente nel cervello della scimmia e per mezzo di neuroimmagini in soggetti umani.

 

*neuroscienze: è un insieme di discipline che studiano struttura, funzione, sviluppo, biochimica, fisiologia, farmacologia e patologia del sistema nervoso centrale e periferico, sia a livello del singolo neurone sia a quello dei grandi sistemi neurali come la corteccia cerebrale.

 

*one-down, one-up: secondo la scuola di Palo Alto (California) gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari. Sono simmetrici quando la relazione è basata sull'uguaglianza dei partecipanti (dominanza-dominanza, sottomissione-sottomis-sione) e il comportamento dell’uno tende a rispecchiare il comportamento dell'altro; sono complementari quando la relazione è basata sulla differenza fra i partecipanti (dominanza-sottomissione) e ciascun comportamento completa quello dell'altro. Nella relazione complementare si hanno due diverse posizioni: 1) one-up: è quella superiore; 2) one-down: è quella inferiore. Rapporti di questo tipo possono anche dipendere dal contesto socio-culturale (madre-figlio, medico-paziente, insegnante-allievo). E' la relazione stessa a produrre queste posizioni; non è il partner “più forte” ad imporre all'altro la posizione down ma piuttosto ciascuno dei due si comporta come se avesse scelto volontariamente la propria posizione.

 

*ontogenetico: che riguarda il complesso dei processi di sviluppo dell’individuo dall’uovo fino allo stadio di stato adulto; l’ontogenesi dipende dal corredo cromosomico più l’influenza dell’ambiente.

 

*operazionismo: o operazionalismo, teoria epistemologica elabo-rata negli anni Venti dal fisico statunitense P. W. Bridgman (The Logic of modern Physic), che suggerì di definire i concetti in termini di operazioni o processi: ciò avrebbe permesso di eliminare dalla scienza tutte le nozioni metafisiche, tutte le idee assolute, tutte le affermazioni puramente verbali e tutti i concetti privi di significato o così vaghi da non avere alcuna utilità scientifica. A proposito del concetto di lunghezza, così scrisse: "Per trovare la lunghezza di un oggetto dobbiamo eseguire certe operazioni fisiche. Il concetto di lunghezza è perciò fissato quando le operazioni con le quali la lunghezza è misurata sono fissate: cioè il concetto di lunghezza implica niente di meno e niente di più che l'insieme delle operazioni con le quali la lunghezza è determinata." Questo indirizzo fu esteso dai concetti scientifici alle parole in generale e riassunto nella nota formula: “Il vero significato di una parola si deve trovare osservando l’uso che un individuo ne fa, non quel che ne dice.”

 

*pensiero causale: tipo di ragionamento basato sulla convinzione che, se due eventi sono contigui nel tempo o nello spazio, si può essere certi che sia stato il primo a causare il secondo.

 

*percezione: è la funzione psichica tramite la quale il cervello autocosciente organizza le informazioni, che gli provengono dalle sensazioni, circa il mondo, sia esterno che interno. Si tratta di una complessa elaborazione dei dati che gli giungono dagli organi di senso e dai recettori esterni e interni dell’organismo.

     Il processo è soggetto a disturbi di vario genere: può essere troppo rapido (eccitamento), troppo lento (confusione e depressione), del tutto assente (cecità o sordità psichica).

     Un altro importante gruppo di disturbi della percezione è rappresentato dalle distorsioni, che comprendono le illusioni, le allucinosi, le allucinazioni.

     Fa parte della percezione anche la personale interpretazione da parte del soggetto, che la rende vulnerabile a numerose distorsioni volontarie.

 

*percezione priva di consapevolezza: percezione inconscia o percezione di uno stimolo non accompagnata dalla consapevo-lezza di tale percezione.

 

*percezione subliminale: percezione di cui il soggetto non è consapevole perché gli stimoli che la costituiscono non raggiungono la sua soglia percettiva. Questa proprietà è stata sfruttata, anche se con un successo inferiore alle aspettative, dagli esperti della propaganda e della pubblicità (i cosiddetti persuasori occulti).

 

*precomprensione: è costituita dall’insieme di conoscenze che fanno già parte del bagaglio culturale dello studioso nel momento in cui inizia ad osservare un determinato oggetto di studio. La sua influenza nel fargli raggiungere determinate conclusioni potrebbe risultare determinante.

 

*pressione selettiva: è l’effetto di tutte le caratteristiche ambientali che, in un determinato momento, contribuiscono a creare condizioni di vita non più favorevoli ad una determinata popolazione di viventi. In seguito a ciò, sopravviveranno, e quindi si riprodurranno, solo gli organismi più adatti.

 

*processo di attribuzione: le attribuzioni sono inferenze che le persone compiono assegnando cause, motivi, ragioni o responsabilità a determinati comportamenti/eventi.

 

*psicobiologia: disciplina che tende ad attribuire il comportamento umano alll'azione di specifici geni.

 

*RAM: acronimo usato nell'informatica per Random Access Memory, costituisce la memoria primaria dell'elaboratore, utilizzata per leggere e scrivere informazioni. Il processore preleva in genere dalla RAM le istruzioni da eseguire e i dati da elaborare per poi riscriverli nuovamente in RAM. La sua velocità è un fattore determinante per le prestazioni dell'intero calcolatore. Caratteristica comune a tutti i tipi di RAM utilizzati per la memoria principale è quella di perdere il proprio contenuto, se non viene opportunamente “salvato” nel momento in cui si spegne il computer. Essa presenta qualche analogia con la memoria a breve termine umana.

 

*razionalizzare: interpretare e giustificare un determinato comportamento, attribuendolo a motivi diversi da quelli reali, che non risulterebbero compatibili con l’immagine che abbiamo - e che vogliamo continuare ad avere - di noi stessi.

 

*replicazione: processo biologico tramite il quale ciascuna molecola di DNA è in grado di duplicare se stessa. Questo meccanismo consente la mutazione.

 

*scienze cognitive: si usa il termine al plurale per unificare le varie discipline che studiano i processi cognitivi, cioè i processi che riguardano la memoria, l'intelligenza, la percezione, l'attenzione, la coscienza ecc. Comprendono: la psicologia cognitiva, la linguistica, le neuroscienze, l'intelligenza artificiale, l’antropologia e la filosofia (il cosiddetto “esagono cognitivo”).

 

*selezione naturale: insieme dei processi che in una data popolazione di organismi consentono ad alcuni individui, quelli che per vari motivi sono maggiormente adattati all’ambiente, di sopravvivere e riprodursi.

 

*sensazione: il termine indica il dato elementare avvertito dal cervello in connessione con lo stimolo corporeo, interno o esterno. In pratica consiste nel rilevare il suddetto stimolo, mentre la successiva percezione consisterà nel riconoscimento di quello stimolo.

 

*stile di vita: secondo Adler, “durante i primi anni della sua esistenza il bambino si crea, talvolta inconsciamente, uno schema reazionario, uno scopo e un ideale, uno stile di vita al quale resta fedele, in modo cosciente o inconscio. E’ su questa profonda linea dinamica dell’individuo, di cui l’essere umano è in parte cosciente ma la cui importanza fondamentale gli sfugge sempre, che si architetta tutta la sua struttura psichica. Nella direzione di questo dinamismo si orientano tutte le volontà, la cerchia delle idee, gli interessi, il processo di associazione, le sue speranze e i suoi timori. L’opinione sul mondo deriva da questo dinamismo e serve alla sua difesa, come pure tutti gli incitamenti e tutto il dispositivo inibitorio. Ogni avvenimento sarà voltato e rivoltato finché non si conformi al nucleo specifico della personalità e precisamente a questa linea dinamica infantile. La nostra psicologia individuale comparata ha dimostrato che la linea dinamica delle tendenze umane proviene innanzitutto da un miscuglio che riunisce il sentimento sociale e la tendenza ad una superiorità personale. Questi due fattori fondamentali si presentano in quanto formazione sociale: il primo è innato e favorisce la vita sociale; il secondo è acquisito e si sforza costantemente di sedurre e di sfruttare la società in vista di un prestigio personale.”

 

*stocastico: che tiene conto del caso, aleatorio. L’evoluzione per selezione naturale è un processo stocastico in quanto deriva da una successione di eventi casuali (le mutazioni) sottoposta però ad un processo selettivo tale che solo certi effetti del caso (le mutazioni che aumentano la fitness dell’individuo) possano perdurare. Per questo il biologo francese Jacques Monod ha intitolato il proprio testo sull’evoluzione Il caso e la necessità.

 

*Strange Situation (situazione insolita): test comportamentale ideato da Mary Ainsworth, considerata per questo quasi una coautrice di Bowlby, basato sull’osservazione filmata di un’esperienza di separazione del bambino, fra i 12 e i 24 mesi, dalla madre. Si tratta di 8 episodi di circa 3 minuti, costruiti in un modo standardizzato che prevede anche la presenza di un’estranea, per valutare le sue reazioni all’abbandono da parte della madre e quindi giudicare il grado di sicurezza del suo attaccamento.

 

*strutturalismo: teoria elaborata dal linguista de Saussure, secondo cui la struttura del linguaggio struttura l’esperienza. L’esistenza della langue (sistema linguistico come totalità) è precedente a quella dell’individuo che pertanto, nell’apprendere una lingua, non assimila solo un modo di dividere, e quindi di comprendere, il mondo, ma anche i valori e gli atteggiamenti che tali divisioni sottendono.  La langue è quindi la parte sociale del linguaggio, esterna all’individuo, che da solo non può né crearla né modificarla; essa esiste solo in virtù di una sorta di contratto stretto tra i membri di una comunità. Quindi le nozioni che abbiamo di noi stessi e del mondo sono strutturate dall’esterno.

 

*Super-io freudiano: istanza psichica, descritta da Freud, che è parzialmente inconscia e quindi, pur svolgendo una funzione di controllo e di autocritica, non è equiparabile alla coscienza morale.  Si sviluppa durante l’infanzia attraverso l’identificazione del bambino nei confronti dei genitori che ai suoi occhi rappresentano l’autorità morale.

 

*teleologia: dottrina filosofica, detta anche finalismo, che sostiene che il mondo è organizzato secondo un fine e che questo fine è la causa dei singoli eventi.

 

*test psicologico: o reattivo mentale, consiste nella misurazione obiettiva e standardizzata, di una caratteristica psicologica attraverso la definizione chiara e precisa della situazione/contesto (reattivo psicologico) e della qualità che si vuole misurare (razionale del reattivo psicologico). Oggi si ritiene che questi test non misurino tali caratteristiche ma soltanto le risposte che i soggetti forniscono in determinate situazioni di stimolazione, standardizzate e cioè rese uguali per tutti i soggetti.

 

*test proiettivo: consiste nella presentazione di uno stimolo che, per le sue caratteristiche di ambiguità, può suscitare una vasta gamma di risposte, dando indicazioni su bisogni, interessi, e in generale sulla personalità di ogni soggetto. Più che di test, si dovrebbe parlare di tecniche d’indagine psicologica, in quanto essi non sono ripetibili. Favorendo la massima libertà di risposta, si cerca d’indurre il soggetto a fornire risposte personali. Uno dei test proiettivi più noto è il Rorschach inkblot test, composto da 10 tavole contenenti macchie d’inchiostro, alle quali il soggetto deve attribuire il significato che gli si presenta alla mente.

 

*traduzione: è il processo attraverso il quale l’informazione genetica presente nel DNA viene concretizzata nella produzione di una specifica proteina.


 

Bibliografia

 

-Adler A. La psicologia individuale, Newton Compton, 1970

-Bruner J.   La mente a più dimensioni, Laterza, 1994

-Bruner J.   La ricerca del significato, Bollati Boringhieri, 1992

-Calissano P., Neuroni. Mente ed evoluzione, Garzanti, 1992

-Chomsky N.  Riflessioni sul linguaggio, Einaudi, 1981

-Cimatti, F.  La scimmia che si parla, Bollati Boringhieri, 2000

-Conte M. e Gennaro A.(a cura di) Inconscio e processi cognitivi, Il mulino, 1989

-Darwin, C. L’origine delle specie, Bollati Boringhieri, 1985

-Darwin, C. L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali, Bollati Boringhieri, 1999

-Dawkins, R. Il gene egoista, Mondadori, 1992

-Dennett, D.   Coscienza, Rizzoli, 1993

-Gazzaniga, M.S.  Il cervello sociale, Giunti, 1989

-Gazzaniga M.S.  Stati della mente, stati del cervello, Giunti, 1990

-Gazzaniga, M.S. La mente della natura, Garzanti, 1997

-Gould S. J. , Il pollice del panda, Il Saggiatore, 2001

-Gould S. J., La vita meravigliosa, Feltrinelli, 1990

-Holmes J.  La teoria dell’attaccamento, Cortina, 1994

-Jackendoff R. Linguaggio e natura umana, Il Mulino, 1993

-Jaynes J.  Il crollo della mente bicamerale e l'origine della coscienza, Adelphi, 1984

-Kelly G.A., La psicologia dei costrutti personali, Cortina, 2004

-LeDoux, Joseph, Il Sé sinaptico, Cortina, 2002

- Liotti G. [1994], La dimensione interpersonale della coscienza, Carocci, 1998

-Minsky M. La società della mente, Adelphi, 1989

-Monod J. [1970] Il caso e la necessità, Mondadori, 1970

-Popper, K, [1934] Logica della scoperta scientifica, Einaudi, 1970

-Vygotskij L. S., [1934] Pensiero e linguaggio. Laterza, 1990

-Watzlawick P. (a cura di) [1981], La realtà inventata. Contributi al costruttivismo, Feltrinelli, 1988.

 

Agosto 2008

 

 

Nota: il saggio “Dell’interpretazione” di Giorgio Massari è stato stampato in volume ed è disponibile, sotto il nickname Errico, sul sito www.ilmiolibro.it